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Attuazione della direttiva 89/440/CEE in materia di prcedure di aggi...

Attuazione della direttiva 89/440/CEE in materia di prcedure di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici (1).

DLT 19/12/1991 n. 00000406 VIGENTE

OPERE PUBBLICHE
Decreto legislativo 19 dicembre 1991, n. 406 (in Gazz. Uff., 27
dicembre 1991, n. 302, s.o.). — Attuazione della direttiva
89/440/CEE in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti di
lavori pubblici (1).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle
espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Ambito di applicazione.

1. Il presente decreto disciplina l’affidamento, sotto qualsiasi
forma, di lavori pubblici per importo pari o superiore a 5 milioni di
E.C.U., IVA esclusa, da parte di una amministrazione aggiudicatrice.
2. Ai fini del presente decreto sono amministrazioni aggiudicatrici
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, le
province, i comuni, gli altri enti locali, gli enti pubblici e le
associazioni fra i soggetti anzidetti.
3. Il controvalore in moneta nazionale dell’unità di conto europea
da assumere a base per la determinazione dell’importo indicato al
comma 1 ha effettuato per due anni a decorrere dal primo gennaio
successivo alla data della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
delle Comunità europee; il controvalore è, altresì, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica a cura del Ministero del Tesoro.
4. Le leggi emanate dalle regioni a statuto ordinario nelle materie
di propria competenza devono rispettare le disposizioni contenute nel
presente decreto in materia di pubblicità degli appalti e delle
concessioni e di contenuto del bando, di requisiti per concorrere, di
divieto di prescrizioni tecniche di effetto discriminatorio, di
ammissibilità di offerte da parte di associazioni temporanee di
imprese e consorzi anche in forma di società, nonché di criteri di
aggiudicazione degli appalti e delle concessioni e di comunicazione
degli atti agli organi della Comunità economica europea, ai candidati
ed agli offerenti.
Art. 2.

Enti pubblici.

1. Ai fini del presente decreto si considera ente pubblico
qualsiasi organismo, dotato di personalità giuridica, istituito per
soddisfare specificamente bisogni di interesse generale non aventi
carattere industriale o commerciale e la cui attività è finanziata in
misura maggioritaria dallo Stato, dalle regioni, e dalle province
autonome di Trento e Bolzano, dalle province, dagli enti locali o da
altri enti pubblici ovvero la cui gestione è sottoposta al controllo
dei soggetti anzidetti, oppure i cui organi di amministrazione,
direzione o vigilanza sono costituiti per più della metà da
componenti designati dai soggetti anzidetti.
2. I Ministri titolari della vigilanza sugli enti di cui al comma 1
comunicano al Ministro dei lavori pubblici e al Ministro per il
coordinamento delle politiche comunitarie gli elementi per
l’accertamento della sussistenza dei requisiti di cui al medesimo
comma 1 ai fini della notifica alla Commissione delle comunità
europee.

Art. 3.

Affidamenti di lavori ad enti sovvenzionati.

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano altresì agli
enti e soggetti, diversi dalle amministrazioni aggiudicatrici, per
gli affidamenti dei lavori di cui al comma 2, qualora tali lavori
abbiano ricevuto una sovvenzione, diretta o specifica, o un
contributo, in misura superiore al cinquanta per cento del relativo
importo da parte delle stesse amministrazioni aggiudicatrici.
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano solamente per i lavori
di genio civile indicati nell’allegato A), nonché per i lavori edili
relativi ad ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il tempo
libero, edifici scolastici e universitari, edifici destinati a scopi
amministrativi, sempreché l’importo non sia inferiore a quello
indicato nell’articolo 1.
3. La violazione chiara e manifesta, da parte degli enti di cui al
comma 1, delle disposizioni del presente decreto, determina la revoca
della sovvenzione o del contributo a loro favore.

Art. 4.

Appalti e concessioni.

1. Ai fini del presente decreto si considerano appalti di lavori
pubblici i contratti a titolo oneroso, conclusi in forma scritta tra
una amministrazione aggiudicatrice ed un’impresa fornita dei
requisiti prescritti dal Titolo IV del presente decreto, aventi per
oggetto l’esecuzione di lavori pubblici oppure, congiuntamente,
l’esecuzione e la progettazione di lavori pubblici oppure
l’esecuzione, con qualsiasi mezzo, di un’opera pubblica che sia
dotata di autonomia funzionale propria e che risponda ad esigenze
stabilite specificamente dall’amministrazione aggiudicatrice.
2. Ai fini del presente decreto si considerano concessioni di
lavori pubblici i contratti aventi gli oggetti di cui al comma 1
caratterizzati dal fatto che la controprestazione a favore
dell’impresa o dell’ente concessionario consiste unicamente nel
diritto di gestire l’opera oppure in questo diritto accompagnato da
un prezzo.
3. Quando il concessionario è esso stesso una delle amministrazioni
aggiudicatrici di cui all’articolo 1, è tenuto, per i lavori da far
eseguire a terzi, a rispettare le disposizioni del presente decreto.
4. L’amministrazione aggiudicatrice prevede nel bando di gara di
cui all’articolo 12, comma 3, l’obbligo del concessionario, diverso
dall’amministrazione aggiudicatrice, di affidare a terzi appalti
corrispondenti a una percentuale minima del trenta per cento del
valore globale dei lavori oggetto della concessione, salva la facoltà
del candidato di aumentare la percentuale stabilita
dall’amministrazione aggiudicatrice, con conseguente indicazione nel
contratto di concessione dei lavori. Sempreché detti lavori da
appaltare a terzi siano di valore pari o superiore a 5 milioni di
ECU, ovvero non soddisfino alle condizioni di applicazione dei casi
elencati nell’articolo 9, comma 2, il concessionario è tenuto a
pubblicare il bando di gara ai sensi dell’articolo 12, comma 4, ed a
rispettare le disposizioni di cui all’articolo 14, comma 7.
5. Ai fini di cui al comma 4, non si considerano terze le imprese
riunite in raggruppamento temporaneo o in consorzio per ottenere la
concessione, né le imprese ad esse collegate. Si intende per impresa
collegata qualsiasi impresa su cui il concessionario può esercitare
direttamente o indirettamente influenza dominante o qualsiasi impresa
che può esercitare influenza dominante sul concessionario o che, come
il concessionario, è soggetta all’influenza dominante di un’altra
impresa per via della proprietà, della partecipazione finanziaria o
delle norme che la disciplinano. Si presume l’influenza dominate se
un’impresa detiene, direttamente o indirettamente, nei confronti di
un’altra impresa, la maggioranza del capitale sottoscritto ovvero
dispone della maggioranza dei voti connessi alle partecipazioni al
capitale, o può designare più della metà dei membri dell’organo di
amministrazione, direzione o vigilanza.
6. L’elenco tassativo delle imprese di cui al comma 5 è unito alla
candidatura per la concessione e viene aggiornato secondo le
modifiche che intervengono successivamente nei rapporti tra le
imprese.

Art. 5.

Suddivisione in lotti.

1. Nessuna opera e nessun appalto possono essere artificiosamente
suddivisi al fine di sottrarli all’applicazione del presente decreto.
2. Quando un’opera è ripartita in lotti le disposizioni del
presente decreto si applicano per l’affidamento di ciascuno di essi
se il loro valore complessivo è pari o superiore all’importo di cui
all’articolo 1, comma 1. L’amministrazione aggiudicatrice può
derogare alle disposizioni del presente decreto per quei lotti in cui
è ripartita l’opera, di valore, stimato senza IVA, inferiore a 1
milione di ECU, purché l’importo cumulato di questi lotti non superi
il venti per cento del valore complessivo dell’opera.
3. Per il calcolo dell’importo degli appalti di lavori regolati dal
presente decreto va preso in considerazione, oltre quello dei lavori,
il valore stimato delle forniture necessarie all’esecuzione dei
lavori stessi e messe a disposizione dell’appaltatore
dall’amministrazione aggiudicatrice.

Art. 6.

Esclusioni.

1. Sono esclusi dalla disciplina del presente decreto gli appalti
di lavori:
a) attribuiti da vettori che effettuano trasporti terrestri,
aerei, marittimi e fluviali;
b) attribuiti da amministrazioni aggiudicatrici ed aventi per
oggetto la realizzazione di opere per la produzione, il trasporto e
l’erogazione di acqua potabile, nonché attribuiti dalle
amministrazioni aggiudicatrici la cui principale attività consiste
nella produzione e nell’erogazione di energia;
c) dichiarati segreti o se la loro esecuzione deve essere
accompagnata da particolari misure di sicurezza, conformemente alle
disposizioni legislative, regolamentari o amministrative vigenti o se
lo esige la tutela di interessi nazionali essenziali.
2. I soggetti appaltanti di cui alle lettere a) e b) del comma 1,
ad esclusione dell’Ente ferrovie dello Stato, sono tenuti ad
applicare la legislazione dei lavori pubblici.
3. Sono, altresì, esclusi dalla disciplina del presente decreto …

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