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Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'apparte...

Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. (Legge comunitaria 1993) (1).

L 22/02/1994 n. 00000146 VIGENTE

COMUNITA’ EUROPEE
Legge 22 febbraio 1994, n. 146 (in Gazz. Uff., 4 marzo 1994, n. 52,
s.o.). — Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee. (Legge
comunitaria 1993) (1).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.

(Omissis).

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI PER L’ADEMPIMENTO DEGLI
OBBLIGHI COMUNITARI

Art. 1.

Delega al Governo per l’attuazione di direttive comunitarie.

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato A (1).
2. Se per effetto di direttive notificate nel secondo semestre
dell’anno di cui al comma 1 la disciplina risultante da direttive
comprese nell’elenco è modificata, senza che siano introdotte nuove
norme di principio, la scadenza del termine è prorogata di sei mesi.
3. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’articolo
14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per
il coordinamento delle politiche comunitarie congiuntamente ai
Ministri con competenza istituzionale prevalente per la materia e di
concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia e
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, se non
proponenti.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B, a seguito di
deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi
alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica perché su di
essi sia espresso, entro quaranta giorni dalla data di trasmissione,
il parere delle Commissioni competenti per materia. Decorso tale
termine i decreti sono adottati.
5. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Governo può emanare disposizioni integrative e correttive,
nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi da essa fissati, con la
procedura indicata nei commi 3 e 4.

(1) Leggasi entro un anno dall’entrata in vigore della l. 24 aprile
1998, n. 128 (art. 17, comma 1, l. 128/1998, cit.).

Art. 2.

Criteri e princìpi direttivi generali della delega legislativa.

1. Salvi gli specifici princìpi e criteri direttivi dettati negli
articoli seguenti ed in aggiunta a quelli contenuti nelle direttive
da attuare, i decreti legislativi di cui all’articolo 1 saranno
informati ai seguenti princìpi e criteri generali:
a) le amministrazioni direttamente interessate provvederanno
all’attuazione dei decreti legislativi con le ordinarie strutture
amministrative;
b) nelle materie di competenza delle regioni a statuto ordinario
e speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano saranno
osservati l’articolo 9 della legge 9 marzo 1989, n. 86, e l’articolo
6, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616;
c) per evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli
settori interessati dalla normativa da attuare, saranno introdotte le
occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse;
d) salva l’applicazione delle norme penali vigenti, ove
necessario per assicurare l’osservanza delle disposizioni contenute
nei decreti legislativi, saranno previste sanzioni amministrative e
penali per le infrazioni alle disposizioni dei decreti stessi. Le
sanzioni penali, nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a
lire duecento milioni e dell’arresto fino a tre anni, saranno
previste, in via alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le
infrazioni ledano o espongano a pericolo interessi generali
dell’ordinamento interno del tipo di quelli tutelati dagli articoli
34 e 35 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In tali casi saranno
previste: la pena dell’ammenda alternativa all’arresto per le
infrazioni che espongano a pericolo o danneggino l’interesse
protetto; la pena dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che recano un danno di particolare gravità. La sanzione
amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a lire
cinquantamila e non superiore a lire duecento milioni sarà prevista
per le infrazioni che ledano o espongano a pericolo interessi diversi
da quelli suindicati. Nell’ambito dei limiti minimi e massimi
previsti, le sanzioni suindicate saranno determinate nella loro
entità tenendo conto della diversa potenzialità lesiva dell’interesse
protetto che ciascuna infrazione presenta in astratto, di specifiche
qualità personali del colpevole, comprese quelle che impongano
particolari doveri di prevenzione, controllo o vigilanza, nonché del
vantaggio patrimoniale che l’infrazione può recare al colpevole o
alla persona o ente nel cui interesse egli agisce. In ogni caso, in
deroga ai limiti sopra indicati, per le infrazioni alle disposizioni
dei decreti legislativi saranno previste sanzioni penali o
amministrative identiche a quelle eventualmente già comminate dalle
leggi vigenti per violazioni che siano omogenee e di pari offensività
rispetto alle infrazioni medesime;
e) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non
riguardino l’attività ordinaria delle amministrazioni statali o
regionali potranno essere previste nei soli limiti occorrenti per
l’adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive; alla
relativa copertura, in quanto non sia possibile far fronte con i
fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, si provvederà a
norma degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183,
osservando altresì il disposto dell’articolo 11-ter, comma 2, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’articolo 7 della legge
23 agosto 1988, n. 362;
f) sarà previsto, se non in contrasto con la disciplina
comunitaria, che l’onere di prestazioni o controlli da eseguirsi a
cura di uffici pubblici in applicazione delle direttive da attuare
sia posto a carico dei soggetti interessati;
g) all’attuazione di direttive che modificano precedenti
direttive già attuate con legge o decreto legislativo si provvederà,
se la modificazione non comporta ampliamento della materia regolata,
apportando le corrispondenti modifiche alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
h) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che, nelle
materie trattate dalle direttive da attuare, la disciplina disposta
sia pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive medesime,
tenuto anche conto delle eventuali modificazioni comunque intervenute
fino al momento dell’esercizio della delega.

Art. 3.

Modificazioni dell’articolo 4 della legge 9 marzo 1989, n. 86.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce il comma 4 dell’art. 4, l. 9 marzo 1989, n. 86.

Art. 4.

Attuazione di direttive comunitarie in via regolamentare.

1. Il Governo è autorizzato ad attuare in via regolamentare, a
norma degli articoli 3, comma 1, lettera c), e 4 della legge 9 marzo
1989, n, 86, le direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato C,
applicando anche il disposto dell’articolo 5, comma 1, della medesima
legge n. 86 del 1989.
2. Gli schemi di regolamento per l’attuazione delle direttive
comprese nell’elenco di cui all’allegato D sono sottoposti al parere
delle competenti Commissioni parlamentari ai sensi dell’articolo 4,
comma 4, della legge 9 marzo 1989, n. 86, come sostituito
dall’articolo 3 della presente legge.

Art. 5.

Attuazione di direttive comunitarie in via amministrativa.

1. Ai sensi dell’articolo 4, comma 8, della legge 9 marzo 1989, n.
86, le direttive da attuare in via amministrativa sono comprese
nell’elenco di cui all’allegato E.

Art. 6.

Delega al Governo per il completamento dell’attuazione delle leggi 29
dicembre 1990, n. 428, 19 febbraio 1992, n. 142, e 19 dicembre 1992,
n. 489.

1. La disposizione dettata dall’articolo 1, comma 5, si applica
anche ai decreti legislativi emanati in esercizio delle deleghe
conferite al Governo con le leggi 29 dicembre 1990, n. 428, e
successive modificazioni, 19 febbraio 1992, n. 142, e successive
modificazioni, e 19 dicembre 1992, n. 489.
2. Il termine di cui all’articolo 1 della legge 19 dicembre 1992,
n. 489, è differito di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in
vigore della presente legge, limitatamente all’emanazione dei decreti
legislativi di attuazione delle direttive del Consiglio 91/497/CEE e
91/498/CEE del 29 luglio 1991, secondo i criteri ed i princìpi
direttivi di cui all’articolo 19 della medesima legge.
3. La delega legislativa conferita ai sensi degli articoli 1, 2 e
41 della legge 19 febbraio 1992, n. 142, e successive modificazioni,
è estesa all’attuazione delle direttive 90/641/EURATOM del Consiglio
del 4 dicembre 1990 e 92/3/EURATOM del Consiglio del 3 febbraio 1992.
4. La delega per l’attuazione delle direttive di cui all’allegato B
della legge 30 luglio 1990, n. 212, non si estende alla disciplina in
materia di localizzazione degli impianti nucleari.
5. Il termine di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 19
febbraio 1992, n. 142, e successive modificazioni, per quanto…

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