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Protezione delle bellezze naturali (1) (2) (3)....

Protezione delle bellezze naturali (1) (2) (3).

L 29/06/1939 n. 00001497 VIGENTE

AMBIENTE
Legge 29 giugno 1939, n. 1497 (in Gazz. Uff., 14 ottobre 1939, n.
241). — Protezione delle bellezze naturali (1) (2) (3).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(2) A partire dal 1° gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1°
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).
(3) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sono state trasferite alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni relative alla tutela e
alla valorizzazione dei beni ambientali, ad eccezione di quelli
espressamente lasciati alla competenza statale centrale.

(Omissis).

Art. 1.

Sono soggette alla presente legge a causa del loro notevole
interesse pubblico:
1) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza
naturale o di singolarità geologica;
2) le ville, i giardini e i parchi che, non contemplati dalle
leggi per la tutela delle cose d’interesse artistico o storico, si
distinguono per la loro non comune bellezza;
3) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico
aspetto avente valore estetico e tradizionale;
4) le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali e
così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al
pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

Art. 2.

Delle cose di cui ai nn. 1 e 2 e delle località di cui ai nn. 3 e 4
del precedente articolo sono compilati, Provincia per Provincia, due
distinti elenchi.
La compilazione di detti elenchi è affidata a una Commissione
istituita in ciascuna Provincia con decreto del Ministero per i beni
e le attività culturali.
La Commissione è presieduta da un delegato del Ministero per i beni
e le attività culturali, scelto preferibilmente fra i membri del
Consiglio per i beni culturali e ambientali, ed è composta:
del Soprintendente ai monumenti competente per sede;
del Presidente dell’Ente provinciale per il turismo o di un suo
delegato.
Fanno parte di diritto della Commissione:
i Podestà (1) dei Comuni interessati;
i rappresentanti delle categorie interessate.
Il presidente della Commissione aggrega di volta in volta singoli
esperti in materia mineraria o un rappresentante della Milizia
nazionale forestale (2), o un artista designato dalla Confederazione
professionisti e artisti (3), a seconda della natura delle cose e
località oggetto della presente legge.
L’elenco delle località, così compilato, e ogni variante, di mano
in mano che vi s’introduca sono pubblicati per un periodo di tre mesi
all’albo di tutti i Comuni interessati della Provincia, e depositati
oltreché nelle segreterie dei Comuni stessi, presso le sedi delle
Unioni (4) provinciali dei professionisti e degli artisti, delle
Unioni (4) provinciali degli agricoltori e delle Unioni (4)
provinciali degli industriali.

(1) Ora, Sindaci.
(2) Ora, Corpo forestale dello Stato.
(3) Ora, designato dalle Associazioni sindacali di categoria degli
artisti, a seguito della soppressione delle Confederazioni sindacali
fasciste, operata dall’art. 1 d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369.
(4) Ora, Associazioni.

Art. 3.

Entro il termine di tre mesi dall’avvenuta pubblicazione i
proprietari, possessori o detentori comunque interessati possono
produrre opposizione al Ministero a mezzo della Soprintendenza. Nello
stesso termine, chiunque ritenga di avere interesse, può far
pervenire, alle rispettive organizzazioni sindacali locali, reclami e
proposte in merito all’elenco, che, coordinati e riassunti ad opera
di queste saranno trasmessi al Ministero per i beni e le attività
culturali entro il successivo trimestre per il tramite delle
Soprintendenze.
Il Ministro, esaminati gli atti, approva l’elenco, introducendovi
le modificazioni che ritenga opportune.

Art. 4.

L’elenco delle località di cui ai nn. 3 e 4 dell’art. 1, approvato
dal Ministro, è Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Una copia del numero della Gazzetta Ufficiale che lo contiene è
affissa per tre mesi all’albo di tutti i Comuni interessati; e altra
copia, con la planimetria, è contemporaneamente depositata presso il
competente ufficio di ciascun Comune ove gli interessati hanno
facoltà di prenderne visione.
Entro il successivo termine di tre mesi, i proprietari possessori o
detentori interessati hanno facoltà di ricorrere al Presidente della
Repubblica che si pronuncia, sentiti i competenti corpi tecnici del
Ministero per i beni e le attività culturali e il Consiglio di Stato.
Tale pronuncia ha carattere di provvedimento definitivo.

Art. 5.

Delle vaste località incluse nell’elenco di cui ai nn. 3 e 4
dell’art. 1 della presente legge, il Ministro per i beni e le
attività culturali ha facoltà di disporre un piano territoriale
paesistico, da redigersi secondo le norme dettate dal regolamento e
da approvarsi e pubblicarsi insieme con l’elenco medesimo, al fine di
impedire che le aree di quelle località siano utilizzate in modo
pregiudizievole alla bellezza panoramica.
Il detto piano se compilato successivamente alla pubblicazione
dell’elenco, è pubblicato a parte mediante affissione per un periodo
di tre mesi all’albo dei Comuni interessati, e una copia di esso è
depositata nella segreteria dei Comuni stessi affinché chiunque ne
possa prendere visione.
Contro il piano territoriale paesistico gli interessati di cui
all’art. 3, hanno facoltà di ricorrere nel termine e agli effetti di
cui al terzo comma del precedente articolo (1).

(1) Vedi l’art. 1, d.p.r. 15 gennaio 1972, n. 8.

Art. 6.

Sulla base dell’elenco delle cose di cui ai nn. 1 e 2 dell’art. 1,
compilato dalla Commissione provinciale, il Ministro per i beni e le
attività culturali ordina la notificazione in via amministrativa
della dichiarazione del notevole interesse pubblico ai proprietari,
possessori o detentori, a qualsiasi titolo, degli immobili (1).
Tale dichiarazione trascritta a richiesta del Ministro, sui
registri della Conservatoria delle ipoteche, ha efficacia nei
confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore.
Contro la dichiarazione, così notificata, è ammesso il ricorso di
cui al terzo comma dell’art. 4.

(1) Vedi, ora, art. 82 ultimo comma, d.p.r. 24 luglio 1977, n. 616.

Art. 7.

I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo,
dell’immobile, il quale sia stato oggetto nei pubblicati elenchi
delle località, non possono distruggerlo né introdurvi modificazioni
che rechino pregiudizio a quel suo esteriore aspetto che è protetto
dalla presente legge.
Essi, pertanto, debbono presentare i progetti dei lavori che
vogliano intraprendere alla competente [regia] Soprintendenza (1) e
astenersi dal mettervi mano sino a tanto che non ne abbiano ottenuta
l’autorizzazione.
é fatto obbligo al [regio] Soprintendente, di pronunciarsi sui
detti progetti nel termine massimo di tre mesi dalla loro
presentazione.

(1) Vedi l’art. 2, l. 22 maggio 1939, n. 823.

Art. 8.

Indipendentemente dalla inclusione nello elenco delle località e
dalla notificazione di cui all’art. 6, il Ministro per i beni e le
attività culturali ha facoltà:
1) di inibire che si eseguano, senza preventiva autorizzazione,
lavori comunque capaci di recar pregiudizio all’attuale stato
esteriore delle cose e delle località soggette alla presente legge;
2) di ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida di
cui al numero precedente, la sospensione degli iniziati lavori (1).

(1) Vedi, ora, art. 82 ultimo comma, d.p.r. 24 luglio 1977, n. 616.

Art. 9.

Il provvedimento ministeriale adottato ai sensi dell’articolo
precedente si intende revocato se entro il termine di tre mesi non
sia stato comunicato all’interessato che la Commissione di cui
all’art. 2 ha espresso parere favorevole all’apposizione del vincolo
che giustifica l’inibizione d’intraprendere lavori o la sospensione
dei lavori iniziati.
Il provvedimento stesso è considerato definitivo dal trentesimo
giorno da quello della notifica dell’approvazione all’interessato.

Art. 10.

Per lavori su cose, né precedentemente incluse nel pubblicato
elenco delle località, né precedentemente dichiarate e notificate di
notevole interesse pubblico, dei quali sia stata ordinata la
sospensione, senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di
cui all’art. 8 n. 1, è data azione per ottenere il rimborso delle
spese sostenute sino al momento della notificata sospensione.
Le opere già eseguite sono demolite a spese del Ministero per i
beni e le attività culturali (1).

(1) Vedi, ora, art. 82 ultimo comma, d.p.r. 24 luglio 1977, n. 616.

Art. 11.

Nel caso…

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