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Regolamento recante norme per l'attuazione delle direttive 89/369/CE...

Regolamento recante norme per l'attuazione delle direttive 89/369/CEE e 89/429/CEE concernenti la prevenzione dell'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e la disciplina delle emissioni e delle condizioni di combustione degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, di rifiuti speciali non pericolosi, nonché di taluni rifiuti sanitari.

DM 19/11/1997 n. 00000503 VIGENTE

INQUINAMENTO
Decreto ministeriale 19 novembre 1997, n. 503 (in Gazz. Uff., 29
gennaio 1998, n. 23). — Regolamento recante norme per l’attuazione
delle direttive 89/369/CEE e 89/429/CEE concernenti la prevenzione
dell’inquinamento atmosferico provocato dagli impianti di
incenerimento dei rifiuti urbani e la disciplina delle emissioni e
delle condizioni di combustione degli impianti di incenerimento di
rifiuti urbani, di rifiuti speciali non pericolosi, nonché di taluni
rifiuti sanitari.

(Omissis).

Art. 1.

Finalità e campo di applicazione.

1. Il presente decreto disciplina, anche in attuazione delle
direttive 89/369/CEE e 89/429/CEE, le emissioni e le condizioni di
combustione degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, di
rifiuti speciali non pericolosi, nonché di rifiuti sanitari
contagiosi, purché non resi pericolosi dalla presenza di altri
costituenti elencati nell’allegato II della direttiva 91/689/CEE.
A tal fine stabilisce:
a) i valori limite di emissione;
b) metodi di campionamento, analisi e valutazione degli
inquinanti;
c) i criteri temporali di adeguamento;
d) i criteri e le norme tecniche generali riguardanti le
caratteristiche costruttive e funzionali.

Art. 2.

Definizioni.

1. Agli effetti del presente decreto si intende per:
a) <<impianto di incenerimento>>: qualunque apparato tecnico
utilizzato per l’incenerimento dei rifiuti di cui all’articolo 1
mediante ossidazione compreso il pretrattamento tramite pirolisi o
altri processi di trattamento termico, per esempio il processo al
plasma, a condizione che i prodotti che si generano siano
successivamente inceneriti, con o senza recupero del calore di
combustione prodotto. La presente definizione include tutte le
installazioni ed il luogo dove queste sono ubicate compresi: la
ricezione dei rifiuti in ingresso allo stabilimento, lo stoccaggio,
le apparecchiature di pretrattamento, l’inceneritore, i sistemi di
alimentazione dei rifiuti, del combustibile ausiliario e dell’aria di
combustione, il generatore di calore, le apparecchiature di
trattamento, movimentazione e stoccaggio dei rifiuti risultanti dal
processo di incenerimento, le apparecchiature di trattamento dei gas
e delle acque di scarico, i camini, i dispositivi e sistemi di
controllo delle varie operazioni, e di registrazione e monitoraggio
delle condizioni di incenerimento;
b) <<capacità nominale dell’impianto di incenerimento>>: la somma
delle capacità di incenerimento dei forni che compongono l’impianto,
quali previste dal costruttore e confermate dal gestore, espressa in
quantità di rifiuti che può essere incenerita in un’ora, riferita al
potere calorifico medio dei rifiuti stessi.

Art. 3.

Criteri temporali di applicazione.

1. Agli impianti di incenerimento la cui costruzione viene
autorizzata successivamente alla entrata in vigore del presente
decreto si applicano le prescrizioni ed i valori limite di emissione
di cui all’allegato 1.
2. Gli impianti di incenerimento la cui costruzione è già
autorizzata alla data di entrata in vigore del presente decreto sono
tenuti al rispetto delle prescrizioni e dei valori limite di
emissione indicati nell’allegato 2, fatti salvi valori più
restrittivi prescritti nelle autorizzazioni già concesse
dall’autorità competente.
3. Entro dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto i
titolari degli impianti di incenerimento la cui costruzione è già
autorizzata alla stessa data, devono presentare all’autorità
competente un’istanza documentata che, tenendo conto delle
caratteristiche tecniche, del tasso di utilizzazione e del valore
residuo degli impianti o linee, indichi la data di adeguamento
all’allegato 1 al presente decreto oppure la data di chiusura
definitiva degli stessi.
4. Fermo restando che gli impianti di cui al comma 3 dovranno
essere sottoposti alle misure previste dall’articolo 5 della
direttiva 96/61/CE e dai relativi decreti o norme di recepimento
nell’ordinamento interno, l’autorità competente, tenuto conto dello
stato dell’ambiente e dei piani di cui all’articolo 22 del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e all’articolo 4, comma 1,
lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 203, autorizza con prescrizioni la continuazione delle
emissioni indicando la data di adeguamento o di chiusura definitiva.
5. Non possono essere oggetto di adeguamento gli impianti che,
costruiti prima del 1° gennaio 1985, non abbiano subìto adeguamenti
alle norme previgenti il presente decreto, e pertanto non rispettino
i valori limite di emissione di cui all’allegato 2, anche nel caso in
cui ciò sia legittimamente avvenuto per effetto di deroghe previste
dalle disposizioni vigenti. Tali impianti sono chiusi definitivamente
entro la data del 31 dicembre 1999.
6. I procedimenti amministrativi e finanziari da espletarsi ai
sensi delle vigenti norme preventivamente alla realizzazione di
impianti nuovi sostitutivi di quelli esistenti devono essere conclusi
dalle autorità competenti entro il 31 dicembre 2002.

Art. 4.

Disposizioni finali.

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto agli
impianti di incenerimento di cui all’articolo 1 non si applicano le
prescrizioni di cui al paragrafo 3.3 della deliberazione 27 luglio
1984 del Comitato interministeriale di cui all’articolo 5 del decreto
del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, come
modificato dalla delibera del 20 novembre 1985, né le prescrizioni di
cui al paragrafo 5, allegato 2, del decreto 12 luglio 1990 del
Ministro dell’ambiente, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 1990.

ALLEGATO 1

A. VALORI LIMITE DI EMISSIONE.

Gli impianti di incenerimento devono essere progettati,
equipaggiati e gestiti in modo che durante il periodo di effettivo
funzionamento dell’impianto, comprese le fasi di avvio e di
spegnimento dei forni ed esclusi i periodi di arresti o guasti di cui
alla successiva lettera E, non vengano superati i seguenti valori
limite di emissione nell’effluente gassoso:
1) monossido di carbonio:
50 mg/mn come valore medio giornaliero e 100 mg/mn come valore
medio orario;
2) polveri totali:
10 mg/mn come valore medio giornaliero e 30 mg/mn come valore
medio orario;
3) sostanze organiche sotto forma di gas e vapori espresse come
carbonio organico totale:
10 mg/mn come valore medio giornaliero e 20 mg/mn come valore
medio orario;
4) composti inorganici del cloro sotto forma di gas o vapore
espressi come acido cloridrico (HCl):
20 mg/mn come valore medio giornaliero e 40 mg/mn come valore
medio orario;
5) composti inorganici del fluoro sotto forma di gas o vapore
espressi come acido fluoridrico (HF):
1 mg/mn come valore medio giornaliero e 4 mg/mn come valore
medio orario;
6) ossidi di zolfo espressi come biossido di zolfo (SO2):
100 mg/a3 come valore medio giornaliero e 200 mg/mn come valore
medio orario;
7) ossidi di azoto espressi come biossido di azoto (NO2):
200 mg/mn come valore medio giornaliero e 400 mg/mn come valore
medio orario;
8) cadmio e suoi composti espressi come cadmio (Cd) [*], tallio e
suoi composti espressi come tallio (Tl) [*]:
0,05 mg/mn come valore medio della somma delle concentrazioni
dei due inquinanti rilevato per un periodo di campionamento di 1 ora;
9) mercurio e suoi composti, espressi come mercurio (Hg) [*]:
0,05 mg/mn come valore medio rilevato per un periodo di
campionamento di 1 ora;
10) antimonio e suoi composti, espressi come antimonio (Sb) [*];
arsenico e suoi composti, espressi come arsenico (As) [*]; piombo e
suoi composti, espressi come piombo (Pb) [*]; cromo e suoi composti,
espressi come cromo (Cr) [*]; cobalto e suoi composti, espressi come
cobalto (Co) [*]; rame e suoi composti, espressi come rame (Cu) [*];
manganese e suoi composti, espressi come manganese (Mn) [*]; nichel e
suoi composti, espressi come nichel (Ni) [*]; vanadio e suoi
composti, espressi come vanadio (V) [*]; stagno e suoi composti,
espressi come stagno (Sn) [*]:
0,5 mg/mn come valore medio della somma delle concentrazioni
dei dieci inquinanti rilevato per un periodo di campionamento di 1
ora;
11) Policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurani (PCDD+PCDF)
[**]:
0,1 mg/mn come valore medio rilevato per un periodo di
campionamento di 8 ore.
12) Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) come somma di:
Benz[a]antracene; Dibenz[a,h]antracene; Benzo[b]fluorantene;
Benzo[j]fluorantene; Benzo[k]fluorantene; Benzo[a]pirene;
Dibenzo[a,e]pirene; Dibenzo[a,h]pirene; Dibenzo[a,i]pirene;
Dibenzo[a,l]pirene; Indeno[1,2,3-cd]pirene:
0,01 mg/mn come valore medio rilevato per un periodo di
campionamento di 8 ore.

[*] Devono essere considerate le quantità di inquinante presenti
nell’effluente gassoso sotto forma di polvere, gas e vapore.
[**] Per la determinazione del valore medio, espresso come somma di
PCDD + PCDF, si deve effettuare la somma dei valori delle
concentrazioni di massa delle seguenti diossine e dibenzofurani,
misurate nell’effluente gassoso, ciascuno previamente molti…

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