Geometra.info - Geometra.info | Geometra.info

Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto (1) (2)....

Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto (1) (2).

L 27/03/1992 n. 00000257 VIGENTE

OGGETTI E SOSTANZE NON ALIMENTARI
Legge 27 marzo 1992, n. 257 (in Gazz. Uff., 13 aprile 1992, n. 87,
s.o.). — Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto
(1) (2).

(1) Vedi d.m. 28 marzo 1995, n. 202 di attuazione, d.p.r. 8 agosto
1994, d.m. 14 maggio 1996, d.m. 12 febbraio 1997.
(2) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia della tutela dell’ambiente dall’inquinamento, ad
eccezione di quelle espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Finalità.

1. La presente legge concerne l’estrazione, l’importazione, la
lavorazione, l’utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento
e lo smaltimento, nel territorio nazionale, nonché l’esportazione
dell’amianto e dei prodotti che lo contengono e detta norme per la
dismissione dalla produzione e dal commercio, per la cessazione
dell’estrazione, dell’importazione, dell’esportazione e
dell’utilizzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono, per
la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle
aree interessate dall’inquinamento da amianto, per la ricerca
finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla
riconversione produttiva e per il controllo sull’inquinamento da
amianto.
2. Sono vietate l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la
commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di
amianto o di prodotti contenenti amianto. Previa autorizzazione
espressa d’intesa fra i Ministri dell’ambiente, dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e della sanità, è ammessa la deroga ai
divieti di cui al presente articolo per una quantità massima di 800
chilogrammi e non oltre il 31 ottobre 2000, per amianto sotto forma
di treccia o di materiale per guarnizioni non sostituibile con
prodotti equivalenti disponibili. Le imprese interessate presentano
istanza al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
che dispone, con proprio provvedimento, la ripartizione pro-quota
delle quantità sopra indicate, nonchè determina le modalità operative
conformandosi alle indicazioni della commissione di cui all’articolo
4 (1).

(1) Comma così sostituito dall’art. 16, l. 24 aprile 1998, n. 128 e
così modificato dall’art. 4, l. 9 dicembre 1998, n. 426.

Art. 2.

Definizioni.

1. Ai fini della presente legge si intendono per:
a) amianto: i silicati fibrosi di cui all’articolo 23 del decreto
legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
b) utilizzazione dell’amianto: la lavorazione e la produzione di
prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto libero o legato
in matrice friabile o in matrice cementizia o resinoide, o di
prodotti che comunque possano immettere nell’ambiente fibre di
amianto;
c) rifiuti di amianto: i materiali di scarto delle attività
estrattive di amianto, i detriti e le scorie delle lavorazioni che
utilizzano amianto, anche provenienti dalle operazioni di
decoibentazione nonché qualsiasi sostanza o qualsiasi oggetto
contenente amianto che abbia perso la sua destinazione d’uso e che
possa disperdere fibre di amianto nell’ambiente in concentrazioni
superiori a quelle ammesse dall’articolo 3.

Art. 3.

Valori limite.

1. La concentrazione di fibre di amianto respirabili nei luoghi di
lavoro ove si utilizza o si trasforma o si smaltisce amianto, nei
luoghi ove si effettuano bonifiche, negli ambienti delle unità
produttive ove si utilizza amianto e delle imprese o degli enti
autorizzati alle attività di trasformazione o di smaltimento
dell’amianto o di bonifica delle aree interessate, non può superare i
valori limite fissati dall’articolo 31 del decreto legislativo 15
agosto 1991, n. 277, come modificato dalla presente legge.
2. I limiti, le procedure e i metodi di analisi per la misurazione
dei valori dell’inquinamento da amianto, compresi gli effluenti
liquidi e gassosi contenenti amianto, sono disciplinati dal decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 114.
3. Eventuali aggiornamenti o modifiche dei limiti di cui ai commi 1
e 2 sono disposti, in coerenza con la normativa comunitaria, anche su
proposta della commissione di cui all’articolo 4, con decreto del
Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell’ambiente e
con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
4. La lettera a) del comma 1 dell’articolo 31 del decreto
legislativo 15 agosto 1991, n. 277, è sostituita dalla seguente:
<<a) 0,6 fibre per centimetro cubo per il crisotilo>>.
5. Il comma 2 dell’articolo 31 del decreto legislativo 15 agosto
1991, n. 277, è abrogato (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 16, l. 24 aprile 1998, n.
128, a decorrere dal centoventesimo giorno dall’entrata in vigore
della citata l. 128/1998 (15 settembre 1998).

Capo II
ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE E NORME DI ATTUAZIONE

Art. 4.

Istituzione della commissione per la valutazione dei problemi
ambientali e dei rischi sanitari connessi all’impiego dell’amianto.

1. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con il
Ministro dell’ambiente, con il Ministro dell’università e della
ricerca scientifica e tecnologica e con il Ministro del lavoro e
della previdenza sociale è istituita, presso il Ministero della
sanità, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, la commissione per la valutazione dei problemi
ambientali e dei rischi sanitari connessi all’impiego dell’amianto,
di seguito denominata commissione, composta da:
a) due esperti di tecnologia industriale, designati dal Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologia;
b) due esperti di materiali e di prodotti industriali, designati
dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
c) due esperti di problemi dell’igiene ambientale e della
prevenzione nei luoghi di lavoro, designati dal Ministro della
sanità;
d) due esperti di valutazione di impatto ambientale e di
sicurezza delle produzioni industriali, designati dal Ministro
dell’ambiente;
e) un esperto di problemi della previdenza sociale, designato dal
Ministro del lavoro e della previdenza sociale;
f) un esperto dell’Istituto superiore di sanità;
g) un esperto del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR);
h) un esperto dell’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e
l’ambiente (ENEA);
i) un esperto dell’Istituto superiore per la prevenzione e la
sicurezza del lavoro (ISPESL);
l) tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei
lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale;
m) due rappresentanti delle organizzazioni delle imprese
industriali e artigianali del settore;
n) un rappresentante delle associazioni di protezione ambientale
di cui all’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
2. La commissione di cui al comma 1 è presieduta dal Ministro della
sanità o da un Sottosegretario di Stato da questi delegato (1).

(1) Vedi il d.p.r. 9 maggio 1994, n. 608 che ha soppresso la
commissione di cui al presente articolo.

Art. 5.

Compiti della commissione.

1. La commissione di cui all’articolo 4 provvede:
a) ad acquisire i dati dei censimenti di cui all’articolo 10;
b) a predisporre, entro centottanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, avvalendosi dell’Istituto superiore
di sanità e dell’ISPESL, un piano di indirizzo e di coordinamento per
la formazione professionale del personale del Servizio sanitario
nazionale addetto al controllo dell’attività di bonifica;
c) a predisporre disciplinari tecnici sulle modalità per il
trasporto e il deposito dei rifiuti di amianto nonché sul
trattamento, l’imballaggio e la ricopertura dei rifiuti medesimi
nelle discariche autorizzate ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e successive
modificazioni e integrazioni;
d) ad individuare i requisiti per la omologazione dei materiali
sostitutivi dell’amianto e dei prodotti che contengono tali
materiali, in relazione alle necessità d’uso ed ai rischi sanitari ed
ambientali, avvalendosi anche dei laboratori delle università o del
CNR o di enti operanti nel settore del controllo della qualità e
della sicurezza dei prodotti;
e) a definire i requisiti tecnici relativi ai marchi e alla
denominazione di qualità dei prodotti costituiti da materiali
sostitutivi dell’amianto;
f) a predisporre, entro centottanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, normative e metodologie tecniche per
gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo
l’amianto.
2. Per l’espletamento delle attività di cui al comma 1, la
commissione può avvalersi della collaborazione di istituti ed enti di
ricerca.
3. La commissione predispone rapporti annuali sullo stato di
attuazione dei compiti ad essa attribuiti dalla presente legge che
trasmette al Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, al Ministro della sanità, al Ministro
dell’ambiente, al Ministro del lavoro e de…

[Continua nel file zip allegato]

Geometra.info