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Regolamento concernente la disciplina delle modalità di organizzazione dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente in strutture operative.

DPR 04/06/1997 n. 00000335 VIGENTE

INQUINAMENTO
Decreto del Presidente della Repubblica 4 giugno 1997, n. 335 (in
Gazz. Uff., 6 ottobre 1997, n. 233). — Regolamento concernente la
disciplina delle modalità di organizzazione dell’Agenzia nazionale
per la protezione dell’ambiente in strutture operative.

(Omissis).

Art. 1.

Strutture operative.

1. L’organizzazione dell’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente (ANPA) si articola in aree dipartimentali e di servizi
a carattere amministrativo-gestionale. I dipartimenti coordinano i
settori e i laboratori a carattere tecnico-scientifico, i quali
possono essere organizzati per competenza e per obiettivo. I servizi
sono articolati in uffici funzionali. All’interno dei settori e dei
laboratori, per particolari competenze o tipi di intervento, possono
essere assegnati incarichi temporanei di coordinamento di attività e
progetti.
2. Sono istituiti i seguenti dipartimenti e servizi:
a) dipartimento stato dell’ambiente, controlli e sistemi
informativi;
b) dipartimento prevenzione e risanamento ambientali;
c) dipartimento rischio tecnologico e naturale;
d) dipartimento rischio nucleare e radiologico;
e) dipartimento strategie integrate, promozione, comunicazione;
f) area dei servizi giuridici amministrativi e gestionali.
Resta ferma la possibilità di collegamenti funzionali
interdipartimentali, eventualmente gestiti da unità all’uopo
istituite, anche a carattere temporaneo.
3. Fanno capo funzionalmente al presidente e al direttore, oltre
alla segreteria, unità di supporto per l’esercizio dei loro compiti.
4. Tra le unità e gli uffici sono comunque previsti:
a) quelli addetti alle attività concernenti la normativa tecnica;
b) quelli di supporto tecnico-scientifico al comitato per
l’esercizio delle funzioni relative alla concessione del marchio
dell’Unione europea di qualità ecologica (Ecolabel) e all’attività di
ecogestione ed audit in campo ambientale (Ecoaudit);
c) quelli preposti al sistema qualità dell’Agenzia e alle
funzioni di protezione e prevenzione interne, che fanno direttamente
capo alla direzione.
5. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento il consiglio di amministrazione, su proposta del
direttore, tenuto conto dei compiti e delle funzioni all’ANPA
normativamente attribuiti, delibera l’ulteriore articolazione
strutturale dell’Agenzia in settori, laboratori e uffici. La
deliberazione è comunicata al Ministro dell’ambiente e sottoposta ad
approvazione nei casi previsti dall’articolo 29 della legge 20 marzo
1975, n. 70.
6. Le modifiche alla composizione ed al numero delle unità
operative rese necessarie da esigenze di adeguamento e di
ottimizzazione sono comunicate al Ministro dell’ambiente.

Art. 2.

Modalità di esercizio della vigilanza.

1. Il Ministro dell’ambiente esercita la vigilanza sull’Agenzia,
emana direttive ed esercita i controlli previsti per legge.
2. Le direttive definiscono gli obiettivi che devono essere
raggiunti nello svolgimento delle funzioni e dei compiti dell’Agenzia
e indicano le priorità dell’azione in campo ambientale.
3. Al fine dell’esercizio della vigilanza di cui all’articolo
1-ter, comma 1, del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61,
l’Agenzia comunica al Ministero dell’ambiente gli atti adottati dal
consiglio di amministrazione.
4. Il controllo è esercitato sugli atti deliberativi nei casi
previsti, col procedimento dell’articolo 29 della legge 20 marzo
1975, n. 70.
5. Il Ministro può emanare direttive specifiche su aspetti
dell’attività dell’ANPA che risultino rilevanti per il raggiungimento
degli obiettivi ed il rispetto delle priorità di cui al precedente
comma 2.
6. Il Ministro con apposita direttiva, detta le prescrizioni e
determina le modalità per lo svolgimento da parte dell’ANPA delle
attività di consulenza e supporto al Ministero, previste
dall’articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto-legge 4 dicembre
1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio
1994, n. 61.

Art. 3.

Programma triennale e piano annuale.

1. Il consiglio di amministrazione approva il programma triennale
dell’Agenzia che è predisposto dal direttore in accordo con gli
indirizzi del Governo, anche sulla base delle direttive del Ministro
dell’ambiente, e tenendo conto delle indicazioni delle esigenze di
consulenza e di supporto tecnico da questi espresse per il periodo di
riferimento, nonché delle proposte avanzate dalle regioni e province
autonome per le attività di interesse regionale e provinciale.
2. Sulla base del programma triennale, il direttore predispone il
piano annuale che è deliberato dal consiglio di amministrazione.
3. Il programma triennale ed i piani annuali adottati sono
trasmessi al Ministro dell’ambiente ed alle regioni.

Art. 4.

Forme di consultazione.

1. Ai fini della formulazione di proposte a contenuto generale
nelle materie di cui all’articolo 01, comma 1, lettera d), del
decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, l’Agenzia acquisisce le
osservazioni delle associazioni ambientalistiche individuate ai sensi
dell’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, delle
associazioni imprenditoriali di categoria e delle organizzazioni
sindacali interessate nella formulazione.
2. L’Agenzia con proprio regolamento interno approvato ai sensi
dell’articolo 1-ter, comma 6, del decreto-legge 4 dicembre 1993, n.
496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n.
61, prevede e disciplina audizioni periodiche dei soggetti di cui al
precedente comma, finalizzate alla rilevazione di esigenze e proposte
degli interessati relativamente alle altre materie di cui
all’articolo 01 dello stesso decreto-legge n. 496, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61.

Art. 5.

Dotazioni organiche del personale.

1. La dotazione organica del personale, in sede di prima
applicazione, è complessivamente fissata nella misura stabilita
dall’articolo 1-bis, comma 5, e dall’articolo 2, comma 2, del
decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, ed è ripartita tenendo conto
dell’attuale distribuzione nell’ente di provenienza del personale
indicato nel comma 5, dell’articolo 1-bis, e dell’applicazione del
criterio di analoga proporzionalità per la distribuzione di quello
individuato dall’articolo 2, comma 2.
2. La ripartizione di cui al comma 1 è deliberata, entro trenta
giorni dall’approvazione dell’articolazione strutturale di cui
all’articolo 1, comma 5, dal consiglio di amministrazione dell’ANPA e
sottoposta all’approvazione del Ministero dell’ambiente, del
Ministero del tesoro e del Dipartimento della funzione pubblica. Con
la stessa deliberazione vengono altresì determinati i contingenti di
personale appartenente alle diverse qualifiche dirigenziali e
funzionali da assegnare a ciascuna struttura operativa di cui
all’articolo 1.
3. Alla successiva rideterminazione delle dotazioni organiche si
procederà con l’osservanza delle disposizioni di cui all’articolo 30
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed integrazioni, dell’articolo 3, commi 5 e 6, della
legge 24 dicembre 1993, n. 537, dell’articolo 22, commi 16 e 18,
della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e dell’articolo 1, comma 9,
della legge 28 dicembre 1995, n. 549, secondo le linee guida indicate
per il triennio 1996-1998 dalla circolare-direttiva del Dipartimento
della funzione pubblica n. 7/96/UOPA/17578/28281/96/7.519 in data 16
marzo 1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 108 del 10 maggio 1996.

Art. 6.

Incarichi di direzione.

1. Gli incarichi di direttore di area dipartimentale e di servizi
vengono conferiti con delibera del consiglio di amministrazione, su
proposta motivata del direttore, osservate le disposizioni della
legge 20 marzo 1975, n. 70, e le norme del contratto collettivo di
lavoro. Gli incarichi di capo settore, di capo laboratorio e di capo
ufficio vengono conferiti dal direttore dell’Agenzia.
2. Gli incarichi relativi alle unità di supporto al presidente di
cui all’articolo 1, comma 4, del presente regolamento, sono disposti
dal consiglio di amministrazione su indicazione del presidente.
3. Gli incarichi sono conferiti per un periodo massimo di tre anni
e possono essere rinnovati.
4. Sono posizioni dirigenziali dell’Agenzia quelle di direttore di
area; sono inoltre posizioni dirigenziali quelle di responsabile di
unità o di ufficio, nonché quelle di consigliere degli organi
statutari e direzionali, in quanto concorrono in modo rilevante
all’attività dell’Agenzia e richiedono una particolare competenza.
5. I direttori di area sono responsabili nei confronti del
direttore dei risultati dell’attività svolta in relazione agli
obiettivi dell’Agenzia; programmano e coordinano l’attività delle
singole unità funzionali, anche ai fini della più razionale
utilizzazione delle risorse e del personale.

Art. 7.

Rapporti con le …

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