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Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di ...

Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia (1) (2) (3).

L 09/01/1991 n. 00000010 VIGENTE

RISCALDAMENTO
Legge 9 gennaio 1991, n. 10 (in Gazz. Uff., 16 gennaio 1991, n. 13,
s.o.). — Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in
materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di
sviluppo delle fonti rinnovabili di energia (1) (2) (3).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni relative alla ricerca,
alla produzione, al trasporto e alla distribuzione dell’energia, ad
eccezione di quelle espressamente riservate allo Stato.
(2) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94 e art.
2, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.
(3) Tutte le funzioni e i compiti svolti dal Ministro/Ministero
delle risorse agricole, alimentari e forestali, già sostitutivo
dell’abrogato Ministro/Ministero dell’agricoltura e delle foreste,
sono ora esercitati dalle Regioni, direttamente o mediante delega
agli enti locali, e dal Ministero per le politiche agricole (d.lg. 4
giugno 1997, n. 143).

(Omissis).

TITOLO I
NORME IN MATERIA DI USO RAZIONALE DELL’ENERGIA, DI RISPARMIO
ENERGETICO E DI SVILUPPO DELLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA

Art. 1.

Finalità ed ambito di applicazione.

1. Al fine di migliorare i processi di trasformazione dell’energia,
di ridurre i consumi di energia e di migliorare le condizioni di
compatibilità ambientale dell’utilizzo dell’energia a parità di
servizio reso e di qualità della vita, le norme del presente titolo
favoriscono ed incentivano, in accordo con la politica energetica
della Comunità economica europea, l’uso razionale dell’energia, il
contenimento dei consumi di energia nella produzione e nell’utilizzo
di manufatti, l’utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia, la
riduzione dei consumi specifici di energia nei processi produttivi,
una più rapida sostituzione degli impianti in particolare nei settori
a più elevata intensità energetica, anche attraverso il coordinamento
tra le fasi di ricerca applicata, di sviluppo dimostrativo e di
produzione industriale.
2. La politica di uso razionale dell’energia e di uso razionale
delle materie prime energetiche definisce un complesso di azioni
organiche dirette alla promozione del risparmio energetico, all’uso
appropriato delle fonti di energia, anche convenzionali, al
miglioramento dei processi tecnologici che utilizzano o trasformano
energia, allo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, alla
sostituzione delle materie prime energetiche di importazione.
3. Ai fini della presente legge sono considerate fonti rinnovabili
di energia o assimilate: il sole, il vento, l’energia idraulica, le
risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei
rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali. Sono
considerate altresì fonti di energia assimilate alle fonti
rinnovabili di energia: la cogenerazione, intesa come produzione
combinata di energia elettrica o meccanica e di calore, il calore
recuperabile nei fumi di scarico e da impianti termici, da impianti
elettrici e da processi industriali, nonché le altre forme di energia
recuperabile in processi, in impianti e in prodotti ivi compresi i
risparmi di energia conseguibili nella climatizzazione e
nell’illuminazione degli edifici con interventi sull’involucro
edilizio e sugli impianti. Per i rifiuti organici ed inorganici resta
ferma la vigente disciplina ed in particolare la normativa di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e
successive modificazioni ed integrazioni, al decreto-legge 31 agosto
1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1987, n. 441, e al decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475.
4. L’utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 è
considerata di pubblico interesse e di pubblica utilità e le opere
relative sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili e
urgenti ai fini dell’applicazione delle leggi sulle opere pubbliche.

Art. 2.

Coordinamento degli interventi.

1. Per la coordinata attuazione del piano energetico nazionale e al
fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’articolo 1, il Comitato
interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta
del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
sentiti il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, il Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, il
Ministro dei lavori pubblici, il Ministro dei trasporti, il Ministro
dell’ambiente, il Ministro delle partecipazioni statali, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e
successivamente con cadenza almeno triennale, direttive per il
coordinato impiego degli strumenti pubblici di intervento e di
incentivazione della promozione, della ricerca, dello sviluppo
tecnologico, nei settori della produzione, del recupero e
dell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e del contenimento
dei consumi energetici.

Art. 3.

Accordo di programma.

1. Per lo sviluppo di attività aventi le finalità di cui
all’articolo 1, il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato provvede a stipulare con l’ENEA un accordo di
programma, con validità triennale, ove sono stabiliti gli obiettivi,
i tempi di attuazione e le previsioni di spesa dei progetti relativi
al programma medesimo per un ammontare complessivo non superiore al
10 per cento degli stanziamenti previsti dalla presente legge.

Art. 4.

Norme attuative e sulle tipologie tecnico-costruttive.

1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato
previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere
del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dei lavori pubblici,
di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche
(CNR), l’ENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, sono emanate norme che, anche nel quadro delle indicazioni e
delle priorità della legge 5 agosto 1978, n. 457, e successive
modificazioni ed integrazioni, definiscono i criteri generali
tecnico-costruttivi e le tipologie per l’edilizia sovvenzionata e
convenzionata nonché per l’edilizia pubblica e privata, anche
riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti, che
facilitino il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1 e
al titolo II. Tali norme sono aggiornate, secondo la medesima
procedura, ogni due anni.
2. Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in
relazione agli obiettivi di cui all’articolo 1, emana con decreto la
normativa tecnica al cui rispetto è condizionato il rilascio delle
autorizzazioni e la concessione e l’erogazione di finanziamenti e
contributi per la realizzazione di opere pubbliche.
3. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato
previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere
del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’agricoltura e
delle foreste, di concerto con il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, sentiti il CNR, l’ENEA, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, sono emanate norme per
definire i criteri generali per la costruzione o la ristrutturazione
degli impianti di interesse agricolo, zootecnico e forestale che
facilitino il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1.
4. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato
previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere
del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, sentiti il CNR, gli enti energetici, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché le
associazioni di categoria interessate e le associazioni di istituti
nazionali operanti per l’uso razionale dell’energia, sono emanate
norme per il contenimento dei consumi di energia, riguardanti in
particolare progettazione, installazione, esercizio e manutenzione
degli impianti termici, e i seguenti aspetti: determinazione delle
zone climatiche; durata giornaliera di attivazione nonché periodi di
accensione degli impianti termici; temperatura massima dell’aria
negli ambienti degli edifici durante il funzionamento degli impianti
termici; rete di distribuzione e adeguamento delle infrastrutture di
trasporto, di ricezione e di stoccaggio delle fonti di energia al
fine di favorirne l’utilizzazione da parte degli operatori pubblici e
privati per le finalità di cui all’articolo 1.
5. Per le finalità di cui all’articolo 1, entro centottanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del
Presidente de…

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