Geometra.info - Geometra.info | Geometra.info

Modifiche al sistema penale (1) (2) (3)....

Modifiche al sistema penale (1) (2) (3).

L 24/11/1981 n. 00000689 VIGENTE

DEPENALIZZAZIONE
CODICE PENALE
CODICE DI PROCEDURA PENALE
Legge 24 novembre 1981, n. 689 (in Gazz. Uff., 30 novembre 1981, n.
329, s.o.). — Modifiche al sistema penale (1) (2) (3).

(1) Il riferimento a soprattasse e/o a pene pecuniarie, nonché ad
ogni altra sanzione amministrativa, ancorché diversamente denominata,
contenuto nel presente provvedimento, è sostituito con il riferimento
alla sanzione pecuniaria di uguale importo (art. 26, comma 1, d.lg.
18 dicembre 1997, n. 472). I riferimenti eventualmente contenuti
nelle singole leggi di imposta a disposizioni abrogate si intendono
effettuati agli istituti e alle previsioni corrispondenti risultanti
dal citato d.lg. 472/1997. Salvo diversa espressa previsione, i
procedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinati dal citato
d.lg. 472/1997, si applicano all’irrogazione di tutte le sanzioni
tributarie non penali (art. 26, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n.
472).
(2) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).
(3) Il d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51, ha soppresso l’ufficio del
pretore e, fuori dai casi espressamente previsti dal citato decreto,
le relative competenze sono da intendersi trasferite al tribunale
ordinario. Lo stesso decreto ha soppresso l’ufficio del pubblico
ministero presso la pretura circondariale e ha provveduto a
trasferirne le relative funzioni all’ufficio del pubblico ministero
presso il tribunale ordinario. Pertanto, i riferimenti a pretore ed a
pretura sono sostituiti, rispettivamente, dai riferimenti al
presidente del tribunale e al tribunale. Inoltre, qualora il presente
provvedimento attribuisca funzioni amministrative alternativamente al
pretore e ad organi della P.A., le attribuzioni pretorili si
intendono soppresse; sono altresì soppresse le funzioni
amministrative di altre autorità giurisdizionali, eccezion fatta per
il giudice di pace, se attribuite in via alternativa tanto al pretore
che ad organi della P.A. Inoltre il potere del pretore di rendere
esecutivi atti emanati da autorità amministrative è soppresso e gli
atti sono esecutivi di diritto. Infine, qualora il presente
provvedimento preveda l’obbligo di determinati soggetti di rendere
giuramento innanzi al pretore per l’esercizio di attività, questo si
intende reso innanzi al sindaco o ad un suo delegato.

Capo I
LE SANZIONI AMMINISTRATIVE
Sezione I
PRINCIPI GENERALI

Art. 1.

Principio di legalità.

Nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in
forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione
della violazione.
Le leggi che prevedono sanzioni amministrative si applicano
soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati.

Art. 2.

Capacità di intendere e di volere.

Non può essere assoggettato a sanzione amministrativa, chi al
momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i diciotto
anni o non aveva, in base ai criteri indicati nel codice penale, la
capacità di intendere e di volere, salvo che lo stato di incapacità
non derivi da sua colpa o sia stato da lui preordinato.
Fuori dei casi previsti dall’ultima parte del precedente comma,
della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza
dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.

Art. 3.

Elemento soggettivo.

Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa
ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente
e volontaria, sia essa dolosa o colposa.
Nel caso in cui la violazione è commessa per errore sul fatto,
l’agente non è responsabile quando l’errore non è determinato da sua
colpa.

Art. 4.

Cause di esclusione della responsabilità.

Non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il
fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà
legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.
Se la violazione è commessa per ordine dell’autorità, della stessa
risponde il pubblico ufficiale che ha dato l’ordine.
I comuni, le province, le comunità montane e i loro consorzi, le
istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB), gli enti
non commerciali senza scopo di lucro che svolgono attività
socio-assistenziale e le istituzioni sanitarie operanti nel Servizio
sanitario nazionale ed i loro amministratori non rispondono delle
sanzioni amministrative e civili che riguardano l’assunzione di
lavoratori, le assicurazioni obbligatorie e gli ulteriori
adempimenti, relativi a prestazioni lavorative stipulate nella forma
del contratto d’opera e successivamente riconosciute come rapporti di
lavoro subordinato, purché esaurite alla data del 31 dicembre 1997
(1).

(1) Comma aggiunto dall’art. 31, l. 23 dicembre 1998, n. 448.

Art. 5.

Concorso di persone.

Quando più persone concorrono in una violazione amministrativa,
ciascuna di esse soggiace alla sanzione per questa disposta, salvo
che sia diversamente stabilito dalla legge.

Art. 6.

Solidarietà.

Il proprietario della cosa che servi o fu destinata a commettere la
violazione o, in sua vece, l’usufruttuario o, se trattasi di bene
immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, è
obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della
somma da questo dovuta se non prova che la cosa è stata utilizzata
contro la sua volontà.
Se la violazione è commessa da persona capace di intendere e di
volere ma soggetta all’altrui autorità, direzione o vigilanza, la
persona rivestita dell’autorità o incaricata della direzione o della
vigilanza è obbligata in solido con l’autore della violazione al
pagamento della somma da questo dovuta, salvo che provi di non aver
potuto, impedire il fatto.
Se la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di
una persona giuridica o di un ente privo di personalità giuridica o,
comunque, di un imprenditore nell’esercizio delle proprie funzioni o
incombenze, la persona giuridica o l’ente o l’imprenditore è
obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della
somma da questo dovuta.
Nei casi previsti dai commi precedenti chi ha pagato ha diritto di
regresso per l’intero nei confronti dell’autore della violazione.

Art. 7.

Non trasmissibilità dell’obbligazione.

La obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si
trasmette agli eredi.

Art. 8.

Più violazioni di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative.

Salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una
azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono,
sanzioni amministrative o commette più violazioni della stessa
disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più
grave, aumentata sino al triplo.
Alla stessa sanzione prevista dal precedente comma soggiace anche
chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno
posto in essere in violazione di norme che stabiliscono sanzioni
amministrative, commette, anche in tempi diversi, più violazioni
della stessa o di diverse norme di legge in materia di previdenza ed
assistenza obbligatorie (1).
La disposizione di cui al precedente comma si applica anche alle
violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore della legge
di conversione del D.L. 2 dicembre 1985, n. 688, per le quali non sia
già intervenuta sentenza passata in giudicato (1).

(1) Comma aggiunto dall’art. 1-sexies, d.l. 2 dicembre 1985, n.
688, conv. in l. 31 gennaio 1986, n. 11.

Art. 9.

Princìpio di specialità.

Quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da
una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, ovvero da
una pluralità di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative,
si applica la disposizione speciale.
Tuttavia quando uno stesso fatto è punito da una disposizione
penale e da una disposizione regionale o delle province autonome di
Trento e di Bolzano che preveda una sanzione amministrativa, si
applica in ogni caso la disposizione penale, salvo che quest’ultima
sia applicabile solo in mancanza di altre disposizioni penali.
Ai fatti puniti dagli articoli 5, 6, 9 e 13 della L. 30 aprile
1962, n. 283, modificata con L. 26 febbraio 1963, n. 441, sulla
disciplina igienica degli alimenti, si applicano in ogni caso le
disposizioni penali in tali articoli previste, anche quando i fatti
stessi sono puniti da disposizioni amministrative che hanno
sostituito disposizioni penali speciali.

Art. 10.

Sanzione amministrativa pecuniaria e rapporto tra limite min…

[Continua nel file zip allegato]

Geometra.info