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Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di pro...

Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale (1) (2) (3).

DLT 28/07/1989 n. 00000271 VIGENTE

CODICE DI PROCEDURA PENALE
Decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 (in Gazz. Uff., 5 agosto
1989, n. 182, s.o.). — Norme di attuazione, di coordinamento e
transitorie del codice di procedura penale (1) (2) (3).

(1) Il riferimento a soprattasse e/o a pene pecuniarie, nonché ad
ogni altra sanzione amministrativa, ancorché diversamente denominata,
contenuto nel presente provvedimento, è sostituito con il riferimento
alla sanzione pecuniaria di uguale importo (art. 26, comma 1, d.lg.
18 dicembre 1997, n. 472). I riferimenti eventualmente contenuti
nelle singole leggi di imposta a disposizioni abrogate si intendono
effettuati agli istituti e alle previsioni corrispondenti risultanti
dal citato d.lg. 472/1997. Salvo diversa espressa previsione, i
procedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinati dal citato
d.lg. 472/1997, si applicano all’irrogazione di tutte le sanzioni
tributarie non penali (art. 26, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n.
472).
(2) Per l’entrata in vigore delle disposizioni sul giudice unico di
primo grado, vedi artt. 42, 43, 47, 48, 219 ss., d.lg. 19 febbraio
1998, n. 51.
(3) A partire dal 1° gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1°
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

TITOLO I
NORME DI ATTUAZIONE
Capo I
DISPOSIZIONI RELATIVE AL GIUDICE

Art. 1.

Modalità di determinazione della competenza per i procedimenti
riguardanti i magistrati.

1. Agli effetti di quanto stabilito dall’articolo 11 del codice, il
distretto di corte d’appello nel cui capoluogo ha sede il giudice
competente è determinato sulla base della tabella A allegata alle
presenti norme (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 6, l. 2 dicembre 1998, n.
420.

Art. 2.

Riunione di processi.

1. Se più processi che possono essere riuniti a norma dell’articolo
17 del codice pendono davanti a diversi giudici o a diverse sezioni
dello stesso ufficio giudiziario, il dirigente dell’ufficio o della
sezione designa per la eventuale riunione il giudice o la sezione cui
è stato assegnato per primo uno dei processi, salvo che sussistano
rilevanti esigenze di servizio ovvero la designazione possa
pregiudicare la rapida definizione dei processi medesimi. In tali
ultime ipotesi provvede con decreto motivato.
1-bis. Fermo quanto previsto dalla seconda parte del comma 1, nel
caso indicato dall’articolo 17, comma 1-bis del codice il dirigente
dell’ufficio o della sezione designa per l’eventuale riunione il
giudice o la sezione che procede in composizione collegiale cui è
stato assegnato per primo uno dei processi. Se la riunione non viene
disposta, gli atti sono restituiti (1).

(1) Comma aggiunto dall’art. 208, d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51.

TITOLO I
NORME DI ATTUAZIONE
Capo II
DISPOSIZIONI RELATIVE AL PUBBLICO MINISTERO

Art. 3.

Designazione del pubblico ministero.

1. I titolari degli uffici del pubblico ministero curano che, ove
possibile, alla tratttazione del procedimento provvedano, per tutte
le fasi del relativo grado, il magistrato o i magistrati
originariamente designati.

Art. 4.

Contrasto tra pubblici ministeri.

1. Quando ricorre l’ipotesi prevista dall’articolo 54 comma 2 del
codice, il pubblico ministero trasmette immediatamente al procuratore
generale presso la corte di appello o presso la corte di cassazione
gli atti del procedimento in originale o in copia.

TITOLO I
NORME DI ATTUAZIONE
Capo III
DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA

Art. 5.

Composizione delle sezioni di polizia giudiziaria.

1. Le sezioni di polizia giudiziaria sono composte dagli ufficiali
e dagli agenti di polizia giudiziaria della polizia di Stato,
dell’arma dei carabinieri e del corpo della guardia di finanza.
2. Quando lo richiedono particolari esigenze di specializzazione
dell’attività di polizia giudiziaria, su richiesta del procuratore
generale presso la corte di appello e del procuratore della
Repubblica interessato, possono essere applicati presso le sezioni,
con provvedimento delle amministrazioni di appartenenza, ufficiali e
agenti di polizia giudiziaria di altri organi. Si osservano le
disposizioni dell’articolo 8 in quanto applicabili.
3. Al personale indicato nel comma 2 si applicano le disposizioni
dell’articolo 10.

Art. 6.

Costituzione dell’organico delle sezioni.

1. L’organico delle sezioni di polizia giudiziaria è costituito da
personale in numero non inferiore al doppio di quello dei magistrati
previsti nell’organico delle procure della Repubblica (1).
2. Almeno due terzi dell’organico sono riservati ad ufficiali di
polizia giudiziaria.
3. Fermi restando i limiti previsti dai commi 1 e 2, entro il 15
gennaio di ogni biennio il ministro di grazia e giustizia, di
concerto con i ministri dell’interno, della difesa e delle finanze,
determina con decreto l’organico delle sezioni, tenuto conto delle
esigenze connesse all’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria
e sentito il procuratore generale presso la corte di appello
interessato. Nel decreto è fissato, per ogni sezione, il contingente
assegnato a ciascuna forza di polizia, tenuto conto dei rispettivi
organici.
4. Il personale applicato a norma dell’articolo 5 comma 2 non viene
calcolato nell’organico delle sezioni.

(1) Comma così sostituito dall’art. 209, d.lg. 19 febbraio 1998, n.
51.

Art. 7.

Ripianamento organico e posti vacanti.

1. Le amministrazioni rispettivamente interessate provvedono al
ripianamento organico entro novanta giorni dalla pubblicazione del
decreto previsto dall’articolo 6 comma 3.
2. Quando si deve provvedere alla copertura delle vacanze, l’elenco
di queste è pubblicato senza ritardo sul bollettino
dell’amministrazione interessata su richiesta del procuratore
generale presso la corte di appello.
3. Nell’ipotesi indicata nel comma 2, l’amministrazione interessata
provvede alla copertura entro novanta giorni dalla richiesta del
procuratore generale.

Art. 8.

Assegnazione alle sezioni.

1. Gli interessati alla assegnazione alle sezioni di polizia
giudiziaria presentano domanda alla amministrazione di appartenenza
entro trenta giorni dalla pubblicazione delle vacanze indicando, se
lo ritengono, tre sedi di preferenze.
2. Le domande, con il parere dell’ufficio o comando da cui
dipendono gli interessati, sono trasmesse senza ritardo al
procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto è
stata dichiarata la vacanza.
3. Quando mancano le domande o queste sono in numero inferiore al
triplo delle vacanze, ciascuna amministrazione indica al procuratore
generale, individuato a norma del comma 2, coloro che possono essere
presi in considerazione ai fini della assegnazione alle sezioni sino
a raggiungere, tenendo conto anche delle eventuali domande, un numero
triplo a quello delle vacanze.
4. Un terzo dei soggetti indicati dalla amministrazione di
appartenenza deve aver svolto attività di polizia giudiziaria per
almeno due anni nelle sezioni o nei servizi di polizia giudiziaria.
5. Per ogni candidato, l’amministrazione di appartenenza trasmette
contestualmente copia della documentazione caratteristica.
6. L’assegnazione è disposta senza ritardo con provvedimento
dell’amministrazione di appartenenza su richiesta nominativa
congiunta del procuratore generale presso la corte di appello e del
procuratore della Repubblica interessato.
7. Non sono considerate le domande e le posizioni rispetto alle
quali ricorrono divieti previsti da leggi o da regolamenti
concernenti gli ordinamenti delle amministrazioni di appartenenza.

Art. 9.

Direzione e coordinamento delle sezioni.

1. Il capo dell’ufficio presso cui è istituita la sezione la dirige
e ne coordina l’attività in relazione alle richieste formulate dai
singoli magistrati a norma dell’articolo 58 del codice.
2. Per ciascuna forza di polizia che compone la sezione,
l’ufficiale di polizia giudiziaria più elevato in grado o con
qualifica superiore è responsabile del personale appartenente alla
propria amministrazione.

Art. 10.

Stato giuridico e carriera del personale delle sezioni.

1. Lo stato giuridico e la carriera del personale delle sezioni
sono disciplinati dagli ordinamenti delle amministrazioni di
appartenenza.
2. Ai fini della compilazione della documentazione caratteristica
del personale, nei casi previsti dai rispe…

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