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Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di ve...

Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari (1) (2).

L 11/11/1996 n. 00000574 VIGENTE

INQUINAMENTO
AGRICOLTURA (GENERALITA’)
Legge 11 novembre 1996, n. 574 (in Gazz. Uff., 12 novembre 1996, n.
265). — Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle
acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari (1) (2).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(2) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

Art. 1.

Utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse
umide.

1. Le acque di vegetazione residuate dalla lavorazione meccanica
delle olive che non hanno subìto alcun trattamento né ricevuto alcun
additivo ad eccezione delle acque per la diluizione delle paste
ovvero per la lavatura degli impianti possono essere oggetto di
utilizzazione agronomica attraverso lo spandimento controllato su
terreni adibiti ad usi agricoli.
2. Ai fini dell’applicazione della presente legge le sanse umide
provenienti dalla lavorazione delle olive e costituite dalle acque e
dalla parte fibrosa di frutto e dai frammenti di nocciolo possono
essere utilizzate come ammendanti in deroga alle caratteristiche
stabilite dalla legge 19 ottobre 1984, n. 748, e successive
modificazioni. Lo spandimento delle sanse umide sui terreni aventi
destinazione agricola può avvenire secondo le modalità e le
esclusioni di cui agli articoli 4 e 5. Le norme di cui alla presente
legge relative alle acque di vegetazione di cui al comma 1 si
estendono anche alle sanse umide di cui al presente comma ad
esclusione di quanto previsto dall’articolo 6 (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1997, n. 380,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui prevede la propria applicazione immediata e
diretta nel territorio delle province autonome di Trento e di
Bolzano.

Art. 2.

Limiti di accettabilità.

1. L’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione ai sensi
dell’articolo 1 è consentita in osservanza del limite di
accettabilità di cinquanta metri cubi per ettaro di superficie
interessata nel periodo di un anno per le acque di vegetazione
provenienti da frantoi a ciclo tradizionale e di ottanta metri cubi
per ettaro di superficie interessata nel periodo di un anno per le
acque di vegetazione provenienti da frantoi a ciclo continuo.
2. Qualora vi sia effettivo rischio di danno alle acque, al suolo,
al sottosuolo o alle altre risorse ambientali, accertato a seguito
dei controlli eseguiti ai sensi del comma 2 dell’articolo 3, il
sindaco con propria ordinanza può disporre la sospensione della
distribuzione al suolo oppure ridurre il limite di accettabilità (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1997, n. 380,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui prevede la propria applicazione immediata e
diretta nel territorio delle province autonome di Trento e di
Bolzano.

Art. 3.

Comunicazione preventiva.

1. L’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione è
subordinata alla comunicazione da parte dell’interessato al sindaco
del comune in cui sono ubicati i terreni, almeno entro trenta giorni
prima della distribuzione, di una relazione redatta da un agronomo,
perito agrario o agrotecnico o geologo iscritto nel rispettivo albo
professionale, sull’assetto pedogeomorfologico, sulle condizioni
idrologiche e sulle caratteristiche in genere dell’ambiente
ricevitore, con relativa mappatura, sui tempi di spandimento previsti
e sui mezzi meccanici per garantire un’idonea distribuzione.
2. L’autorità competente può, con specifica motivazione, chiedere
ulteriori accertamenti o disporre direttamente controlli e verifiche
(1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1997, n. 380,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui prevede la propria applicazione immediata e
diretta nel territorio delle province autonome di Trento e di
Bolzano.

Art. 4.

Modalità di spandimento.

1. Lo spandimento delle acque di vegetazione deve essere realizzato
assicurando una idonea distribuzione ed incorporazione delle sostanze
sui terreni in modo da evitare conseguenze tali da mettere in
pericolo l’approvvigionamento idrico, nuocere alle risorse viventi ed
al sistema ecologico.
2. Lo spandimento delle acque di vegetazione si intende realizzato
in modo tecnicamente corretto e compatibile con le condizioni di
produzione nel caso di distribuzione uniforme del carico idraulico
sull’intera superficie dei terreni in modo da evitare fenomeni di
ruscellamento (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1997, n. 380,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui prevede la propria applicazione immediata e
diretta nel territorio delle province autonome di Trento e di
Bolzano.

Art. 5.

Esclusione di talune categorie di terreni.

1. é vietato in ogni caso lo spandimento delle acque di vegetazione
e delle sanse, ai sensi dell’articolo 1, sulle seguenti categorie di
terreni:
a) i terreni situati a distanza inferiore a trecento metri dalle
aree di salvaguardia delle captazioni di acque destinate al consumo
umano ai sensi dell’articolo 4 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 236;
b) i terreni situati a distanza inferiore a duecento metri dai
centri abitati;
c) i terreni investiti da colture orticole in atto;
d) i terreni in cui siano localizzate falde che possono venire a
contatto con le acque di percolazione del suolo e comunque i terreni
in cui siano localizzate falde site ad una profondità inferiore a
dieci metri;
e) terreni gelati, innevati, saturi d’acqua e inondati (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1997, n. 380,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui prevede la propria applicazione immediata e
diretta nel territorio delle province autonome di Trento e di
Bolzano.

Art. 6.

Stoccaggio.

1. Lo stoccaggio delle acque di vegetazione deve essere effettuato
per un termine non superiore a trenta giorni in silos, cisterne o
vasche interrate o sopraelevate all’interno del frantoio o in altra
località, previa comunicazione al sindaco del luogo ove ricadono.
2. Restano ferme le disposizioni in materia di edificabilità dei
suoli (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1997, n. 380,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui prevede la propria applicazione immediata e
diretta nel territorio delle province autonome di Trento e di
Bolzano.

Art. 7.

Competenze delle regioni e delle province autonome.

1. Le regioni e le province autonome possono redigere un apposito
piano di spandimento delle acque di vegetazione con l’indicazione di
ulteriori precisazioni tenuto conto delle caratteristiche
dell’ambiente ricevitore, della presenza di zone di captazione di
acqua potabile, minerale e termale e dei limiti di concentrazione
delle sostanze organiche.
2. Il piano, redatto sulla base della valutazione delle diverse
situazioni territoriali, deve riguardare comprensori omogenei,
individuati con riferimento alle caratteristiche della produzione
olivicola, alla distribuzione ed intensità degli oliveti nonché alla
collocazione territoriale ed alle dimensioni degli impianti di
molitura.
3. Copia del piano viene inviata al Ministero per le politiche
agricole e al Ministero dell’ambiente (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1997, n. 380,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui prevede la propria applicazione immediata e
diretta nel territorio delle province autonome di Trento e di
Bolzano.

Art. 8.

Sanzioni.

1. Chiunque proceda allo spandimento di acque di vegetazione senza
procedere alla preventiva comunicazione di cui all’articolo 3 è
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire
cinquecentomila a lire un milione.
2. La stessa sanzione di cui al comma 1 si applica a chiunque
proceda allo spandimento di acque di vegetazione con inosservanza dei
modi di applicazione di cui all’articolo 4, comma 2. Se la violazione
riguarda la mancata osservanza delle precauzioni previste dal comma 1
dello stesso articolo 4, si applica la sanzione amministrativa da
lire un milione a lire tre milioni, sa…

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