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Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità de...

Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano.

DM 01/07/1991 VIGENTE

ACQUE POTABILI E ACQUEDOTTI
Decreto ministeriale 1 luglio 1991 (in Gazz. Uff., 6 luglio 1991, n.
157). — Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di
qualità delle acque destinate al consumo umano.

(Omissis).

Art. 1.

1. La deroga ai requisiti di qualità delle acque destinate al
consumo umano che può essere disposta dalla regione Veneto e dalla
regione Piemonte ai sensi degli articoli 17 e 18 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, non può superare
il valore massimo ammissibile (VMA) indicato nel successivo art. 2.
2. La durata temporale della deroga non deve superare il termine di
trentasei mesi e deve essere quella più breve possibile in relazione
al tempo strettamente occorrente per la realizzazione degli
interventi necessari per assicurare il ritorno alla normalità
dell’approvvigionamento idrico, rispettando comunque i tempi indicati
per ciascun comune dallo stesso piano di interventi presentato dalla
regione Veneto e dalla regione Piemonte, allegati alle richieste di
determinazione del valore massimo ammissibile.

Art. 2.

1. Il valore massimo ammissibile relativo al parametro <<composti
organoalogenati che non rientrano nel parametro 55>>, espresso ai
sensi dell’art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio 1988, n. 236, è il seguente: 50 µg/l come media annuale dei
risultati di almeno sei analisi di acqua effettuate con cadenza
bimestrale. Nel caso di organoalogenati espressi come trialometani
(sostanze di riferimento: triclorometano; diclorobromometano;
clorodibromometano; tribromometano) che si formano a seguito dei
processi di potabilizzazione delle acque grezze, la frequenza minima
annuale delle analisi è quella prevista alla voce <<controllo
periodico C3>> di cui alla tabella B dell’allegato II al decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, con una frequenza
minima dei campionamenti non inferiore comunque a sei.
2. La media annuale di cui al comma 1 può essere superata in misura
massima del venti per cento, tenuto conto della variabilità e
dell’accuratezza delle metodologie analitiche associate alla
determinazione delle numerose e diverse sostanze comprese nel
parametro <<composti organoalogenati che non rientrano nel parametro
55>>.
3. Il valore massimo ammissibile di cui al comma 1 non si applica
all’acqua destinata alla produzione degli alimenti dietetici e per la
prima infanzia.

Art. 3.

1. Fermo restando il valore massimo ammissibile di cui all’art. 2,
nell’esercizio dei poteri di deroga di cui all’art. 18 del decreto
del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, le regioni di
cui all’art. 1 sono tenute in relazione alle specifiche situazioni
locali, ad adottare i valori che assicurino l’erogazione di acqua
della migliore qualità possibile.

Art. 4.

1. Contestualmente ai provvedimenti di deroga, le regioni di cui
all’art. 1 adottano i piani di intervento di cui all’art. 18, comma
3, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
236.
2. Detti piani di intervento, ai sensi del combinato disposto di
cui all’art. 16, comma 2, ed all’art. 18, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, devono conseguire
la bonifica delle fonti di approvvigionamento idrico nonché il
rientro dei valori di concentrazione dei contaminanti rilevati nei
limiti previsti dall’allegato I al decreto del Presidente della
Repubblica citato entro il termine indicato al precedente art. 1 per
mezzo, tra le altre, delle seguenti misure:
a) nell’immediato e comunque per conseguire un primo superamento
della situazione di emergenza dovuta alla contaminazione in atto:
cessazione delle pratiche inquinanti delle fonti di
approvvigionamento e avvio del risanamento;
installazione di unità di potabilizzazione;
interconnessione dei sistemi di acquedotto, previa esclusione
temporale, ove possibile, delle fonti di approvvigionamento
inquinate;
b) nell’arco dei trentasei mesi:
eventuale ristrutturazione e potenziamento degli impianti di
acquedotto esistenti, anche mediante la perforazione di nuovi pozzi;
eventuale realizzazione di nuovi impianti per
l’approvvigionamento da fonti indenni;
azione di bonifica delle risorse idriche contaminate;
c) in particolare, per minimizzare la presenza di trialometani
derivanti da processi di potabilizzazione, il trattamento medesimo,
ove indispensabile, deve essere riconducibile comunque al
raggiungimento dei migliori risultati possibili, in termini
tecnologici, nell’ambito del livello di accettabilità; laddove sono
attuati processi di potabilizzazione i gestori degli impianti
attivano uno specifico piano di controllo sull’efficacia di detti
processi e redigono annualmente una relazione tecnico-scientifica
sull’efficacia del processo stesso e sulle caratteristiche di qualità
dell’acqua distribuita, da consegnare alla regione territorialmente
competente che provvederà ad inviarla in copia ai Ministeri della
sanità e dell’ambiente;
d) creazione o aggiornamento di una puntuale anagrafe
quali-quantitativa delle fonti di approvvigionamento idrico che
permetta l’esame della congruità tecnica e degli ambiti territoriali
ottimali delle reti acquedottistiche anche in vista degli adempimenti
previsti dal combinato disposto di cui all’art. 9, primo comma,
lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236, ed all’art. 6 del decreto del Ministro della sanità del
26 marzo 1991;
e) messa in atto, da parte delle suddette regioni, di appositi
programmi di monitoraggio coordinati dall’Istituto superiore di
sanità, per seguire nel tempo l’evoluzione della qualità delle acque
utilizzate per il consumo umano nelle zone interessate dalla
contaminazione riferendo periodicamente al Ministero della sanità e
al Ministero dell’ambiente.
3. I provvedimenti di deroga adottati sono trasmessi immediatamente
ai Ministeri della sanità e dell’ambiente ai sensi dell’art. 18,
comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988,
n. 236.

Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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