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Ordinamento giudiziario (1) (2)....

Ordinamento giudiziario (1) (2).

RD 30/01/1941 n. 00000012 VIGENTE

ORDINAMENTO GIUDIZIARIO (GENERALITA’)
Regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (in Gazz. Uff., 4 febbraio 1941,
n. 28). — Ordinamento giudiziario (1) (2).

(1) La denominazione <<tribunale>> nel presente provvedimento è
stata sostituita da quella <<tribunale ordinario>>, ai sensi
dell’art. 10, d.p.r. 22 settembre 1988, n. 449.
(2) Per l’entrata in vigore delle disposizioni sul giudice unico di
primo grado, si vedano gli artt. 33 ss. e 219 e ss., d.lg. 19
febbraio 1998, n. 51.

Art. 1.

é approvato l’unito testo dell'<<ordinamento giudiziario>>,
allegato al presente decreto e visto d’ordine nostro dal Ministro
guardasigilli e dal Ministro delle finanze.
Il testo anzidetto avrà esecuzione a cominciare dal 21 aprile 1941.

Art. 2.

Con successivi provvedimenti saranno disciplinate le altre materie
alle quali si riferisce la delegazione contenuta nella legge 24
dicembre 1925, n. 2260.

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo I
DELLE AUTORITA’ ALLE QUALI é AFFIDATA L’AMMINISTRAZIONE DELLA
GIUSTIZIA

Art. 1.

Dei giudici.

La giustizia, nelle materie civile e penale, è amministrata:
a) dal giudice di pace;
b) (Omissis) (1);
c) dal tribunale ordinario;
d) dalla corte di appello;
e) dalla corte di cassazione;
f) dal tribunale per i minorenni;
g) dal magistrato di sorveglianza;
h) dal tribunale di sorveglianza (2).
Sono regolati da leggi speciali l’ordinamento giudiziario
dell’impero e degli altri territori soggetti alla sovranità dello
Stato (3), le giurisdizioni amministrative ed ogni altra
giurisdizione speciale nonché le giurisdizioni per i reati militari e
marittimi.

(1) Lettera abrogata dall’art. 1, d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Comma così sostituito prima dall’art. 1, d.p.r. 22 settembre
1988, n. 449, e poi dall’art. 45, l. 21 novembre 1991, n. 374, con
effetto dal 1 maggio 1995, ai sensi dell’art. 1, l. 4 dicembre 1992,
n. 477 e dell’art. 13, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, come modificato
dalla legge di conversione 6 dicembre 1994, n. 673.
(3) Il riferimento all’impero ed agli altri territori soggetti alla
sovranità dello Stato deve intendersi superato.

Art. 2.

Del pubblico Ministero.

Presso la corte di cassazione, le corti di appello, i tribunali
ordinari e i tribunali per i minorenni è costituito l’ufficio del
pubblico ministero (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 2, d.lg. 19 febbraio 1998,
n. 51.

Art. 3.

Cancellerie e segreterie giudiziarie. Ufficiali ed uscieri
giudiziari.

Ogni corte, tribunale ed ufficio di conciliazione ha una
cancelleria ed ogni ufficio del pubblico ministero ha una segreteria.
L’ufficio di cancelleria o di segreteria può essere costituito anche
presso le sezioni distaccate di cui alla tabella B annessa al
presente ordinamento (1).
Alle corti e ai tribunali sono addetti ufficiali giudiziari,
aiutanti ufficiali giudiziari e coadiutori degli uffici
notificazioni, esecuzioni e protesti. Tale personale può essere
addetto anche alle sezioni distaccate di cui alla tabella B annessa
al presente ordinamento. Negli uffici di conciliazione le funzioni di
ufficiale giudiziario sono esercitate nei modi indicati nell’art. 28
(1).
Il personale e gli uffici delle cancellerie e segreterie
giudiziarie, gli ufficiali giudiziari e gli uscieri giudiziari sono
regolati da leggi particolari (2).

(1) Comma prima sostituito dall’art. 5, l. 1 febbraio 1989, n. 30 e
poi così modificato dall’art. 3, d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Vedi il r.d. 28 dicembre 1924, n. 2271.

Art. 4.

Ordine giudiziario.

L’ordine giudiziario è costituito dagli uditori, dai giudici di
ogni grado dei tribunali e delle corti e dai magistrati del pubblico
Ministero (1).
Appartengono all’ordine giudiziario come magistrati onorari i
giudici conciliatori (2), i vice conciliatori, i giudici onorari di
tribunale, i vice procuratori, gli esperti del tribunale ordinario e
della sezione di corte di appello per i minorenni ed, inoltre, gli
assessori della corte di assise (3) [e gli esperti della magistratura
del lavoro nell’esercizio delle loro funzioni giudiziarie] (4).
Il personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie di ogni
gruppo e grado fa parte dell’ordine giudiziario.
Gli ufficiali giudiziari sono ausiliari dell’ordine giudiziario
(5).

(1) Comma così modificato dall’art. 4, d.lg. 19 febbraio 1998, n.
51.
(2) Leggasi <<giudici di pace>>.
(3) Ora, giudici popolari della corte di assise e della corte di
assise di appello, ai sensi della l. 10 aprile 1951, n. 287.
(4) Comma così modificato dall’art. 1. d.lg. 28 luglio 1989, n. 273
e dall’art. 4, d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51. Le parole tra parentesi
devono intendersi superate a seguito della soppressione
dell’ordinamento corporativo.
(5) Vedi, ora, art. 1, l. 12 luglio 1975, n. 322 e d.p.r. 17
gennaio 1990.

Art. 5.

Organici; sedi giudiziarie.

Il numero, le sedi, le circoscrizioni territoriali degli uffici
giudiziari indicati nel primo comma dell’art. 1 ed il ruolo organico
della magistratura sono determinati dalle tabelle allegate al
presente ordinamento, fatta eccezione per i giudici conciliatori (1).

(1) Ora, giudici di pace.

Art. 6.

Provvedimenti riflettenti lo stato dei magistrati (1).

I magistrati sono nominati, promossi, tramutati e revocati dal Re
Imperatore (2), su proposta del Ministro di grazia e giustizia,
osservate le forme del presente ordinamento, salvo, per la nomina
degli uditori, il disposto dell’ultimo comma dell’art. 127.
Qualsiasi altro provvedimento riflettente lo stato dei magistrati è
emanato egualmente con decreto reale (3), su proposta del Ministro di
grazia e giustizia, con l’osservanza delle norme stabilite nel
presente ordinamento, salvo che non sia diversamente stabilito.

(1) Vedi, ora, artt. 10 e 11, l. 24 marzo 1958, n. 195.
(2) Ora, Presidente della Repubblica.
(3) Ora, decreto del Presidente della Repubblica.

Art. 7.

Provvedimenti riflettenti gli organi giudiziari e il pubblico
ministero.

Qualsiasi provvedimento che attua le disposizioni del presente
ordinamento, relative alla costituzione di sezioni ed alla
ripartizione dei magistrati tra i diversi uffici della stessa sede,
nonché i provvedimenti relativi alle applicazioni, alle sostituzioni
ed alle supplenze di magistrati, sono emanati con decreto reale (1),
salvo che non sia diversamente stabilito (2).

(1) Ora, decreto del Presidente della Repubblica.
(2) Vedi art. 17, l. 24 marzo 1958, n. 195, e art. 63, d.p.r. 16
settembre 1958, n. 916.

Art. 7-bis.

Tabelle degli uffici giudicanti.

1. La ripartizione degli uffici giudiziari di cui all’articolo 1 in
sezioni, la destinazione dei singoli magistrati alle sezioni e alle
corti di assise, la assegnazione alle sezioni dei presidenti, la
designazione dei magistrati che hanno la direzione di sezioni anorma
dell’articolo 47-bis, secondo comma, l’attribuzione degli incarichi
di cui agli articoli 47-ter, terzo comma, 47-quater, secondo comma, e
50-bis, il conferimento delle specifiche attribuzioni processuali
individuate dalla legge e la formazione dei collegi giudicanti sono
stabiliti ogni biennio con decreto del Ministro di grazia e
giustizia, in conformità delle deliberazioni del Consiglio superiore
della magistratura assunte sulle proposte dei presidenti delle corti
di appello, sentiti i consigli giudiziari. Decorso il biennio,
l’efficacia del decreto è prorogata fino a che non sopravvenga un
altro decreto (1).
2. Le deliberazioni di cui al comma 1 sono adottate dal Consiglio
superiore della magistratura, valutate le eventuali osservazioni
formulate dal Ministro di grazia e giustizia ai sensi dell’articolo
11 della legge 24 marzo 1958, n. 195, e possono essere variate nel
corso del biennio per sopravvenute esigenze degli uffici giudiziari,
sulle proposte dei presidenti delle corti di appello, sentiti i
consigli giudiziari. I provvedimenti in via di urgenza, concernenti
le tabelle, adottati dai dirigenti degli uffici sulla assegnazione
dei magistrati, sono immediatamente esecutivi, salva la deliberazione
del Consiglio superiore della magistratura per la relativa variazione
tabellare.
3. Per quanto riguarda la corte suprema di cassazione il Consiglio
superiore della magistratura delibera sulla proposta del primo
presidente della stessa corte (2).

(1) Comma così sostituito dall’art. 5, d.lg. 19 febbraio 1998, n.
51.
(2) Articolo aggiunto dall’art. 3, d.p.r. 22 settembre 1988, n.
449.

Art. 7-ter.

Criteri per l’assegnazione degli affari e la sostituzione dei giudici
impediti (1).

1. L’assegnazione degli affari alle singole sezioni ed ai singoli
collegi e giudici è effettuata, rispettivamente, dal dirigente
dell’ufficio e dal presidente della sezione o dal magistrato che la
dirige, secondo criteri obiettivi e predeterminati, indicati in via
generale dal Consiglio superiore della magistratura ed approvati
contestualme…

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