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Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato a...

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della l. 15 marzo 1997, n. 59 (1) (2) (3).

DLT 31/03/1998 n. 00000112 VIGENTE

REGIONI
ENTI
LOCALI
Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (in Gazz. Uff., 21
aprile
1998, n. 92, s.o.). — Conferimento di funzioni e
compiti
amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti
locali, in
attuazione del capo I della l. 15 marzo 1997, n. 59 (1) (2)
(3).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente
provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata
aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni
intervenute negli ultimi
anni.
(2) La denominazione
<<professione sanitaria ausiliaria>> contenuta
nel
presente provvedimento nonché in ogni altra disposizione
di
legge, è sostituita dalla denominazione <<professione
sanitaria>> ex
art. 1, l. 26 febbraio 1999, n. 42.
(3) Tutti
i rinvii al d.p.r. 28 gennaio 1988, n. 43, soppresso
dall’art. 68,
d.lg. 13 aprile 1999, n. 112, contenuti nel presente
provvedimento,
si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni
del citato
d.lg. 112/1999.

(Omissis).

TITOLO
I
DISPOSIZIONI GENERALI

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Oggetto.

1. Il presente decreto legislativo disciplina, ai sensi
del Capo I
della legge 15 marzo 1997, n. 59, il conferimento di
funzioni e
compiti amministrativi alle regioni, alle province, ai
comuni, alle
comunità montane o ad altri enti locali e, nei casi
espressamente
previsti, alle autonomie funzionali, nelle materie non
disciplinate
dal decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143,
dal decreto
legislativo 19 novembre 1997, n. 422, dal decreto
legislativo 18
novembre 1997, n. 426, dal decreto legislativo 23
dicembre 1997, n.
469, dal decreto legislativo 8 gennaio 1998,
n. 3, dal decreto
legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, nonché dal
decreto legislativo
recante riforma della disciplina in materia di
commercio, dal decreto
legislativo recante interventi per la
razionalizzazione del sostegno
pubblico alle imprese e dal decreto
legislativo recante disposizioni
in materia di commercio con
l’estero.
2. Salvo diversa espressa disposizione del presente
decreto
legislativo, il conferimento comprende anche le
funzioni di
organizzazione e le attività connesse e strumentali
all’esercizio
delle funzioni e dei compiti conferiti, quali fra gli
altri, quelli
di programmazione, di vigilanza, di accesso al
credito, di polizia
amministrativa, nonché l’adozione di
provvedimenti contingibili e
urgenti previsti dalla legge.
3. Nelle
materie oggetto del conferimento, le regioni e gli enti
locali
esercitano funzioni legislative o normative ai sensi e nei
limiti
stabiliti dall’articolo 2 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
4. In
nessun caso le norme del presente decreto legislativo possono
essere
interpretate nel senso della attribuzione allo Stato, alle
sue
amministrazioni o ad enti pubblici nazionali, di funzioni e
compiti
trasferiti, delegati o comunque attribuiti alle regioni,
agli enti
locali e alle autonomie funzionali dalle disposizioni
vigenti alla
data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo.

Art. 2.

Rapporti internazionali e con l’Unione europea.

1. Lo Stato
assicura la rappresentanza unitaria nelle sedi
internazionali e
il coordinamento dei rapporti con l’Unione europea.
Spettano allo
Stato i compiti preordinati ad assicurare l’esecuzione
a livello
nazionale degli obblighi derivanti dal Trattato sull’Unione
europea e
dagli accordi internazionali. Ogni altra attività di
esecuzione
è esercitata dallo Stato ovvero dalle regioni e dagli enti
locali
secondo la ripartizione delle attribuzioni risultante dalle
norme
vigenti e dalle disposizioni del presente decreto legislativo.

Art. 3.

Conferimenti alle regioni e agli enti
locali e strumenti di raccordo.

1. Ciascuna regione, ai sensi
dell’articolo 4, commi 1 e 5, della
legge 15 marzo 1997, n. 59,
entro sei mesi dall’emanazione del
presente decreto legislativo,
determina, in conformità al proprio
ordinamento, le funzioni
amministrative che richiedono l’unitario
esercizio a livello
regionale, provvedendo contestualmente a
conferire tutte le altre
agli enti locali, in conformità ai princìpi
stabiliti dall’articolo
4, comma 3, della stessa legge n. 59 del
1997, nonché a quanto
previsto dall’articolo 3 della legge 8 giugno
1990, n. 142.
2. La
generalità dei compiti e delle funzioni amministrative è
attribuita
ai comuni, alle province e alle comunità montane, in base
ai
princìpi di cui all’articolo 4, comma 3, della legge 15
marzo
1997, n. 59, secondo le loro dimensioni territoriali,
associative ed
organizzative, con esclusione delle sole funzioni
che richiedono
l’unitario esercizio a livello regionale. Le regioni,
nell’emanazione
della legge di cui al comma 1 del presente
articolo, attuano il
trasferimento delle funzioni nei confronti
della generalità dei
comuni. Al fine di favorire l’esercizio
associato delle funzioni dei
comuni di minore dimensione
demografica, le regioni individuano
livelli ottimali di esercizio
delle stesse, concordandoli nelle sedi
concertative di cui al
comma 5 del presente articolo. Nell’ambito
della previsione
regionale, i comuni esercitano le funzioni in forma
associata,
individuando autonomamente i soggetti, le forme e le
metodologie,
entro il termine temporale indicato dalla legislazione
regionale.
Decorso inutilmente il termine di cui sopra, la regione
esercita il
potere sostitutivo nelle forme stabilite dalla legge
stessa. La
legge regionale prevede altresì appositi strumenti
di
incentivazione per favorire l’esercizio associato delle funzioni.

3. La legge regionale di cui al comma 1 attribuisce agli
enti
locali le risorse umane, finanziarie, organizzative e
strumentali in
misura tale da garantire la congrua copertura degli
oneri derivanti
dall’esercizio delle funzioni e dei compiti
trasferiti, nel rispetto
dell’autonomia organizzativa e regolamentare
degli enti locali.
4. Qualora la regione non provveda entro il
termine indicato, il
Governo adotta con apposito decreto
legislativo le misure di cui
all’articolo 4, comma 5, della legge 15
marzo 1997, n. 59.
5. Le regioni, nell’ambito della propria
autonomia legislativa,
prevedono strumenti e procedure di raccordo
e concertazione, anche
permanenti, che diano luogo a forme di
cooperazione strutturali e
funzionali, al fine di consentire la
collaborazione e l’azione
coordinata fra regioni ed enti locali
nell’ambito delle rispettive
competenze.
6. I decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri di cui
all’articolo 7 della
legge 15 marzo 1997, n. 59, sono comunque
emanati entro il 31
dicembre 1999.
7. Ai fini dell’applicazione del presente decreto
legislativo e ai
sensi dell’articolo 1 e dell’articolo 3 della legge
15 marzo 1997, n.
59, tutte le funzioni e i compiti non
espressamente conservati allo
Stato con le disposizioni del
presente decreto legislativo sono
conferiti alle regioni e agli enti
locali.

Art. 4.

Indirizzo e coordinamento.

1. Relativamente alle funzioni e ai
compiti conferiti alle regioni
e agli enti locali con il presente
decreto legislativo, è conservato
allo Stato il potere di indirizzo
e coordinamento da esercitarsi ai
sensi dell’articolo 8 della legge 15
marzo 1997, n. 59.

Art. 5.

Poteri sostitutivi.

1. Con riferimento alle
funzioni e ai compiti spettanti alle
regioni e agli enti
locali, in caso di accertata inattività che
comporti inadempimento
agli obblighi derivanti dall’appartenenza alla
Unione europea o
pericolo di grave pregiudizio agli interessi
nazionali, il
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro
competente per materia, assegna all’ente inadempiente un
congruo
termine per provvedere.
2. Decorso inutilmente tale termine, il
Consiglio dei Ministri,
sentito il soggetto inadempiente, nomina un
commissario che provvede
in via sostitutiva.
3. In casi di assoluta
urgenza, non si applica la procedura di cui
al comma 1 e il Consiglio
dei Ministri può adottare il provvedimento
di cui al comma 2, su
proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il
Ministro competente. Il provvedimento in
tal modo adottato ha
immediata esecuzione ed è immediatamente
comunicato
rispettivamente alla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano,
di seguito denominata <<Conferenza Stato-regioni>> e
alla
Conferenza Stato-Città e autonomie locali allargata ai
rappresentanti
delle comunità montane, che ne possono chiedere
il riesame, nei
termini e con gli effetti previsti dall’articolo 8,
comma 3, della
legge 15 marzo 1997, n. 59.
4. Restano ferme le
disposizioni in materia di poteri sostitutivi
previste dalla
legislazione vigente.

Art. 6.

Coordinamento delle informazioni.

1. I compiti
conoscitivi e informativi concernenti le funzioni
conferite dal
presente decreto legislativo a regioni ed enti locali o
ad organismi
misti sono esercitati in modo da assicurare, anche
tramite sistemi
informativo-statistici automatizzati, la circolazione
delle
conoscenze e delle informazioni fra le amministrazioni,
per
consentir…

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