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Criteri per l'omologazione dei prodotti sostitutivi dell'amianto....

Criteri per l'omologazione dei prodotti sostitutivi dell'amianto.

DM 12/02/1997 VIGENTE

SICUREZZA SOCIALE (GENERALITA’)
Decreto ministeriale 12 febbraio 1997 (in Gazz. Uff., 13 marzo 1997,
n. 60). — Criteri per l’omologazione dei prodotti sostitutivi
dell’amianto.

(Omissis).

Art. 1.

Le imprese che alla data della pubblicazione del presente decreto
producono, importano o utilizzano materiali sostitutivi dell’amianto
e che intendono accedere alla procedura di omologazione di cui al
successivo art. 3, sono tenute a comunicare al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato i dati di cui
all’allegato 1P (se produttori o importatori) o 1U (se utilizzatori).

Art. 2.

Il materiale sostitutivo dell’amianto prodotto, importato o
utilizzato, per ottenere l’omologazione deve soddisfare integralmente
i requisiti di cui all’allegato 2.

Art. 3.

1. Ai fini dell’omologazione, le imprese interessate sono tenute ad
inviare, unitamente ai dati di cui all’art. 1, una dichiarazione
giurata del legale rappresentante dell’azienda attestante che il
materiale sostitutivo (prodotto, importato o utilizzato) rispetta
integralmente i requisiti stabiliti nell’allegato 2 del presente
decreto e la veridicità dei dati comunicati ai sensi dell’art. 1.

Art. 4.

Le imprese che abbiano notificato i dati ed inviato la
comunicazione di cui agli articoli precedenti, possono apporre sui
propri materiali sostitutivi dell’amianto la dicitura: <<Il materiale
prodotto/importato/utilizzato è omologato ai sensi della legge n. 257
del 1992, art. 6, comma 2>>, a condizione che tali materiali siano
del tutto rispondenti ai requisiti di cui al precedente art. 2.

Art. 5.

L’omologazione ha una durata di tre anni e può essere revocata con
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato:
1) sulla base di nuove indicazioni fornite dalla commissione
interministeriale di cui all’art. 4 della legge n. 257 del 1992;
2) sulla base delle proprie valutazioni tecniche in relazione ai
dati forniti dall’impresa, sentita la commissione di cui al punto
precedente;
3) a seguito di controlli effettuati dalle competenti autorità
sanitarie o ambientali da cui risulti la non rispondenza dei dati
comunicati con le effettive caratteristiche dei materiali omologati.

Art. 6.

Il Ministero dell’industria cura la pubblicazione annuale sulla
Gazzetta Ufficiale di un elenco contenente i nomi delle imprese e dei
materiali sostitutivi dell’amianto che hanno ottenuto l’omologazione
ai sensi del presente decreto e gli estremi relativi agli eventuali
provvedimenti di revoca.

Art. 7.

Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
sulla base delle indicazioni fornite alla commissione di cui all’art.
4 della legge n. 257 del 1992, può richiedere alle imprese di cui al
precedente art. 1, di inviare ulteriori dati tecnico-scientifici,
secondo le modalità che caso per caso saranno stabilite dalla stessa
Amministrazione. Il Ministero dell’industria a tal fine potrà
promuovere accordi volontari tra più aziende interessate allo stesso
problema.

ALLEGATO 1P

MODELLO PER L’INVIO DEI DATI RELATIVI ALL’OMOLOGAZIONE DEI MATERIALI
SOSTITUTIVI DELL’AMIANTO – IMPRESE PRODUTTRICI

(Omissis).

ALLEGATO 1U

MODELLO PER L’INVIO DEI DATI RELATIVI ALL’OMOLOGAZIONE DEI MATERIALI
SOSTITUTIVI DELL’AMIANTO – IMPRESE UTILIZZATRICI

(Omissis).

ALLEGATO 2

REQUISITI RICHIESTI PER I MATERIALI SOSTITUTIVI DELL’AMIANTO AI FINI
DELLA LORO OMOLOGAZIONE

I materiali sostitutivi dell’amianto devono soddisfare
integralmente tutti i requisiti che sono di seguito indicati ai fini
della loro omologazione:
1) devono essere esenti da amianto (ove per esenti si intende che
il loro esame con tecniche di microscopia elettronica analitica non
deve evidenziare presenza di fibre di amianto);
2) non devono contenere in concentrazione totale
(maggiore/uguale) 0,1% sostanze elencate nell’allegato I al D.M. 16
febbraio 1993 e successive modificazioni che siano classificate
<<cancerogene di categoria 1ª o 2ª e siano etichettate almeno come
Tossica T>> con la frase di rischio R45 <<Può provocare il cancro>> o
con la frase di rischio R49 <<Può provocare il cancro in seguito ad
inalazione>>,
ovvero
classificate dalla Commissione consultiva tossicologica nazionale
(CCTN) nella categoria 1ª o nella categoria 2ª,
ovvero
classificate dall’agenzia internazionale per la ricerca sul
cancro (IARC) nel gruppo 1 o nel gruppo 2a;
3) i materiali con abito fibroso (lunghezza/diametro
(maggiore/uguale) 3, devono possedere le seguenti caratteristiche:
a) diametro geometrico medio ò3 micron e contenuto di fibre con
diametro geometrico medio minore di 3 micron in percentuale sul
totale delle fibre inferiore al 20%;
b) non devono contenere fibre che, indipendentemente dal loro
diametro, abbiano la tendenza a fratturarsi lungo linee parallele
all’asse longitudinale. Qualora contengano fibre che manifestino la
tendenza a fratturarsi lungo l’asse longitudinale, devono essere
considerati innocui da parte della Commissione consultiva
tossicologica nazionale (C.C.T.N.) ovvero, essere classificati dalla
stessa Commissione in categorie diverse dalla 1ª e dalla 2ª o
classificati dalla Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro
(IARC) in categorie diverse dalla 1ª e dalla 2ª;
c) nei materiali a base di fibre polimeriche il monomero
presente in forma libera deve soddisfare il requisito di cui al
precedente punto 2; qualora la fibra polimerica sia destinata alla
fabbricazione di prodotti che vengono a contatto con alimenti,
farmaci e simili il monomero presente in forma libera deve invece
soddisfare i limiti stabiliti dal decreto ministeriale 26 aprile
1993, n. 220;
4) i materiali sostitutivi dell’amianto non devono dar luogo a
rifiuti classificabili come tossici e nocivi a norma del decreto del
Presidente della Repubblica n. 915 del 1982 e successive modifiche.

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