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Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente classificazione,...

Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose (1) (2) (3).

DLT 03/02/1997 n. 00000052 VIGENTE

OGGETTI E SOSTANZE
NON ALIMENTARI
TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE
Decreto legislativo 3
febbraio 1997, n. 52 (in Gazz. Uff., 11 marzo
1997, n. 58, s.o.).
— Attuazione della direttiva 92/32/CEE
concernente
classificazione, imballaggio ed etichettatura delle
sostanze
pericolose (1) (2) (3).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura,
nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei
Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle
soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(2) A partire dal 1
gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa
in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in
Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente
fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002
ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente
provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale
operazione di conversione produce un risultato espresso anche
in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art.
51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).
(3) In luogo di dirigente/i
generale/i leggasi dirigente/i di
ufficio/i dirigenziale/i generale/i
(art. 45, comma 2, d.lg. 31 marzo
1998, n. 80).

(Omissis).

Capo I
DISPOSIZIONI
GENERALI

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Il presente decreto disciplina,
relativamente alle sostanze di
cui all’articolo 2, comma 1, lettere
a) e c), anche se contenute in
preparati allorché tali sostanze
siano immesse nel mercato
comunitario:
a) la notifica;
b)
la valutazione dei rischi che le sostanze notificate
possono
presentare per l’uomo e per l’ambiente;
c) la
classificazione, l’imballaggio e l’etichettatura delle
sostanze
pericolose per l’uomo e per l’ambiente (1).
2. Le norme del
presente decreto non si applicano alle sostanze ed
ai preparati
seguenti che, allo stato finito, sono destinati
all’utilizzatore
finale:
a) specialità medicinali ad uso umano o ad uso
veterinario;
b) prodotti cosmetici;
c) miscele di sostanze in
forma di rifiuti;
d) prodotti alimentari;
e) alimenti per
animali;
f) antiparassitari;
g) sostanze radioattive;
h)
altre sostanze o preparati per i quali esistono
procedure
comunitarie di notifica o di approvazione sulla base di
requisiti
equivalenti a quelli stabiliti dal presente decreto (1).

3. Il presente decreto non si applica altresì:
a) al trasporto
delle sostanze e preparati pericolosi per
ferrovia, su strada,
per via fluviale, marittima o aerea;
b) alle sostanze e
preparati in transito soggetti a controllo
doganale quando non siano
oggetto di trattamento o trasformazione.
4. Le norme del presente
decreto si applicano, limitatamente alle
operazioni di cui al comma
1, lettera c), anche in caso di passaggio
delle sostanze pericolose
da una ad altra unità produttiva della
stessa impresa, ferma
restando l’applicazione delle ulteriori
prescrizioni, per
l’utilizzazione di dette sostanze e preparati da
parte dei
lavoratori subordinati che il Ministro del lavoro e della
previdenza
sociale, con proprio decreto, sentita la Commissione
consultiva
permanente per la prevenzione degli infortuni e l’igiene
del lavoro,
può stabilire ai sensi del decreto legislativo 19
settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni.

(1) Comma così
modificato dall’art. 1, d.lg. 25 febbraio 1998, n.
90.

Art. 2.

Definizioni.

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) sostanze: gli
elementi chimici ed i loro composti, allo stato
naturale o ottenuti
mediante qualsiasi procedimento di produzione,
compresi gli additivi
necessari per mantenere la stabilità dei
prodotti e le
impurezze derivati dal procedimento impiegato, ma
esclusi i
solventi che possono essere eliminati senza incidere sulla
stabilità
delle sostanze e senza modificare la loro composizione;
b)
preparati: le miscele o le soluzioni costituite da due o
più
sostanze;
c) polimero: una sostanza, composta di molecole
caratterizzate
dalla sequenza di uno o più tipi di unità monomeriche,
che comprenda
una maggioranza ponderale semplice di molecole
contenenti almeno tre
unità monomeriche aventi un legame
covalente con almeno un’altra
unità monomerica o altro reagente e
sia costituita da meno di una
maggioranza ponderale semplice di
molecole dello stesso peso
molecolare. Tali molecole debbono
essere distribuite su una gamma di
pesi molecolari in cui le
differenze di peso molecolare siano
principalmente attribuibili
a differenze nel numero di unità
monomeriche. Nel contesto
di tale definizione per <<unità
monomerica>> si
intende la forma sottoposta a reazione di un monomero
in un polimero
(1);
d) notifica: gli atti, con le informazioni richieste,
presentati,
all’unità di notifica di cui all’articolo 27 o
all’autorità
competente di altro Stato membro dell’Unione europea, dal
notificante
quale definito alla lettera i);
e) immissione sul
mercato: la messa a disposizione di terzi e, in
ogni caso,
l’importazione nel territorio doganale dell’Unione
europea;
f)
ricerca e sviluppo scientifici: la sperimentazione scientifica
o le
analisi o le ricerche chimiche effettuate in
condizioni
controllate, comprese la determinazione delle proprietà
intrinseche,
degli effetti e dell’efficacia, nonché le ricerche
scientifiche
relative allo sviluppo del prodotto;
g) ricerca e
sviluppo di processo: ogni ulteriore sviluppo di una
sostanza nel
corso del quale i settori di applicazione della sostanza
stessa
vengono controllati utilizzando impianti pilota o prove
di
produzione;
h) EINECS (Inventario Europeo delle
Sostanze Commerciali
Esistenti): l’inventario europeo delle sostanze
commerciali esistenti
sul mercato comunitario alla data del 18
settembre 1981;
i) notificante: la persona che presenta la
notifica di cui al
punto d), che può essere:
1) per le
sostanze fabbricate nell’Unione europea, il
fabbricante che
immette sul mercato una sostanza in quanto tale o
incorporata in un
preparato;
2) per le sostanze fabbricate fuori dell’Unione
europea, la
persona stabilita nell’Unione europea che sia
responsabile
dell’immissione sul mercato comunitario di una
sostanza, in quanto
tale o incorporata in un preparato, o la
persona stabilita nella
comunità, che, allo scopo di presentare
una notifica per una
determinata sostanza immessa sul mercato
comunitario, in quanto tale
o incorporata in un preparato, è
designata dal fabbricante come suo
unico rappresentante.
2. Ai
sensi del presente decreto sono considerati pericolosi le
sostanze
ed i preparati:
a) esplosivi: le sostanze ed i preparati solidi,
liquidi, pastosi
o gelatinosi che, anche senza l’azione
dell’ossigeno atmosferico,
possono provocare una reazione
esotermica con rapida formazione di
gas e che, in determinate
condizioni di prova, detonano, deflagrano
rapidamente o esplodono in
seguito a riscaldamento in condizione di
parziale contenimento;
b)
comburenti: le sostanze ed i preparati che a contatto con
altre
sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una
forte
reazione esotermica;
c) estremamente infiammabili: le
sostanze ed i preparati liquidi
con il punto di infiammabilità
estremamente basso ed un punto di
ebollizione basso e le sostanze
ed i preparati gassosi che a
temperatura e pressione ambiente si
infiammano a contatto con l’aria
(1);
d) facilmente infiammabili:

1) le sostanze ed i preparati che, a contatto con l’aria,
a
temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono
subire
innalzamenti termici e da ultimo infiammarsi;
2) le
sostanze ed i preparati solidi che possono facilmente
infiammarsi
dopo un breve contatto con una sorgente di accensione e
che
continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo il distacco
della
sorgente di accensione;
3) le sostanze ed i
preparati liquidi il cui punto
d’infiammabilità è molto basso;

4) le sostanze ed i preparati che, a contatto con l’acqua
o
l’aria umida, sprigionano gas estremamente infiammabili in
quantità
pericolose;
e) infiammabili: le sostanze ed i preparati
liquidi con un basso
punto di infiammabilità;
f) molto tossici:
le sostanze ed i preparati che, in caso di
inalazione, ingestione
o assorbimento cutaneo, in piccolissime
quantità, possono essere
letali oppure provocare lesioni acute o
croniche;
g) tossici:
le sostanze ed i preparati che, in caso di
inalazione,
ingestione o assorbimento cutaneo, in piccole quantità,
possono
essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
h)
nocivi: le sostanze ed i preparati che, in caso di
inalazione,
ingestione o assorbimento cutaneo, possono essere
letali oppure
provocare lesioni acute o croniche;
i) corrosivi:
le sostanze ed i preparati che, a contatto con i
tessuti vivi,
possono esercitare su di essi un’azione distruttiva;
l)
irritanti: le sostanze ed i preparati non corrosivi, il cui
contatto
diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può
provocare
una reazione infiammatoria;
m) sensibilizzanti: le sostanze
ed i preparati che, per
inalazione o assorbimento cutaneo,
possono dar luogo ad una reazione
di iperse…

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