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Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni ...

Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro.

DLT 14/08/1996 n. 00000493 VIGENTE

SICUREZZA SOCIALE (GENERALITA’)
LAVORO
Decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493 (in Gazz. Uff., 23
settembre 1996, n. 223, s.o.). — Attuazione della direttiva
92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di
sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro.

(Omissis).

Art. 1.

Campo di applicazione e definizioni.

1. Il presente decreto stabilisce le prescrizioni per la
segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro nei settori
di attività privati o pubblici di cui all’articolo 1, comma 1, del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, modificato dal decreto
legislativo 19 marzo 1996, n. 242, in seguito complessivamente
indicati come decreto legislativo n. 626 del 1994.
2. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, in
seguito indicata come segnaletica di sicurezza, una segnaletica che,
riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione
determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente
la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a
seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o
acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale;
b) segnale di divieto, un segnale che vieta un comportamento che
potrebbe far correre o causare un pericolo;
c) segnale di avvertimento, un segnale che avverte di un rischio
o pericolo;
d) segnale di prescrizione, un segnale che prescrive un
determinato comportamento;
e) segnale di salvataggio o di soccorso, un segnale che fornisce
indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso
o di salvataggio;
f) segnale di informazione, un segnale che fornisce indicazioni
diverse da quelle specificate alle lettere da b) ad e);
g) cartello, un segnale che, mediante combinazione di una forma
geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma, fornisce una
indicazione determinata, la cui visibilità è garantita da una
illuminazione di intensità sufficiente;
h) cartello supplementare, un cartello impiegato assieme ad un
cartello del tipo indicato alla lettera g) e che fornisce indicazioni
complementari;
i) colore di sicurezza, un colore al quale è assegnato un
significato determinato;
j) simbolo o pittogramma, un’immagine che rappresenta una
situazione o che prescrive un determinato comportamento, impiegata su
un cartello o su una superficie luminosa;
k) segnale luminoso, un segnale emesso da un dispositivo
costituito da materiale trasparente o semitrasparente, che è
illuminato dall’interno o dal retro in modo da apparire esso stesso
come una superficie luminosa;
l) segnale acustico, un segnale sonoro in codice emesso e diffuso
da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi
vocale;
m) comunicazione verbale, un messaggio verbale predeterminato,
con impiego di voce umana o di sintesi vocale;
n) segnale gestuale, un movimento o posizione delle braccia o
delle mani in forma convenzionale per guidare persone che effettuano
manovre implicanti un rischio o un pericolo attuale per i lavoratori.
3. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alla
segnaletica impiegata per regolare il traffico stradale, ferroviario,
fluviale, marittimo ed aereo.
4. Per i termini non espressamente definiti, valgono le definizioni
di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994, le cui disposizioni si
applicano integralmente, fatte salve le disposizioni specifiche
contenute nel presente decreto legislativo.

Art. 2.

Obblighi del datore di lavoro.

1. Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in
conformità all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 626
del 1994, risultano rischi che non possono essere evitati o
sufficientemente limitati con misure, metodi, o sistemi di
organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione
collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di
sicurezza, secondo le prescrizioni degli allegati al presente
decreto, allo scopo di:
a) avvertire di un rischio o di un pericolo le persone esposte;
b) vietare comportamenti che potrebbero causare pericolo;
c) prescrivere determinati comportamenti necessari ai fini della
sicurezza;
d) fornire indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai
mezzi di soccorso o di salvataggio;
e) fornire altre indicazioni in materia di prevenzione e
sicurezza.
2. Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di
sicurezza indicazioni relative a situazioni di rischio non
considerate negli allegati al presente decreto, il datore di lavoro,
anche in riferimento alla normativa nazionale di buona tecnica,
adotta le misure necessarie, secondo le particolarità del lavoro,
l’esperienza e la tecnica.
3. Il datore di lavoro, per regolare il traffico all’interno
dell’impresa o dell’unità produttiva, fa ricorso, se del caso, alla
segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico
stradale, ferroviario, fluviale, marittimo o aereo, fatto salvo
quanto previsto nell’allegato V.

Art. 3.

Requisiti della segnaletica.

1. La segnaletica di sicurezza impiegata per la prima volta a
partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto deve
essere conforme alle prescrizioni riportate negli allegati.
2. La segnaletica di sicurezza già impiegata sui luoghi di lavoro
alla data di cui al comma 1 deve essere resa conforme alle
prescrizioni riportate negli allegati entro 6 mesi da tale data.

Art. 4.

Informazione e formazione.

1. Il datore di lavoro provvede affinché:
a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sia
informato di tutte le misure adottate e da adottare riguardo alla
segnaletica di sicurezza impiegata all’interno dell’impresa ovvero
dell’unità produttiva;
b) i lavoratori siano informati di tutte le misure adottate
riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all’interno
dell’impresa ovvero dell’unità produttiva.
2. Il datore di lavoro provvede affinché il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza ed i lavoratori ricevano una formazione
adeguata, in particolare sottoforma di istruzioni precise, che deve
avere per oggetto specialmente il significato della segnaletica di
sicurezza, soprattutto quando questa implica l’uso di gesti o di
parole, nonché i comportamenti generici e specifici da seguire.

Art. 5.

Adeguamento degli allegati.

1. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale
si provvede agli adeguamenti di natura tecnica degli allegati al
presente decreto adottati in sede comunitaria, sentita eventualmente
la Commissione consultiva di cui all’articolo 393 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, come sostituito
dall’articolo 26 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
modificato dall’articolo 13 del decreto legislativo 19 marzo 1996, n.
242.

Art. 6.

Modifica della normativa vigente.

1 (1).

(1) Sostituisce l’art. 355, d.p.r. 27 aprile 1955, n. 547.

Art. 7.

Abrogazioni.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).

(1) Abroga il d.p.r. 8 giugno 1982, n. 524.
(2) Abroga la tabella A allegata al d.p.r. 27 aprile 1955, n. 547.

Art. 8.

Sanzioni.

1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:
a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da lire tre
milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli 2, 3 e
4, comma 2;
b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da lire un
milione a lire cinque milioni per la violazione dell’articolo 4,
comma 1.
2. Il preposto è punito:
a) con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da lire
cinquecentomila a lire due milioni per la violazione degli articoli 2
e 3;
b) con l’arresto sino ad un mese o con l’ammenda da lire
trecentomila a lire un milione per la violazione dell’articolo 4,
comma 1.

ALLEGATO I

PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA

1. Considerazioni preliminari. 1.1. La segnaletica di sicurezza
deve essere conforme ai requisiti specifici che figurano negli
allegati da II a IX.
1.2. Il presente allegato stabilisce tali requisiti, descrive le
diverse utilizzazioni delle segnaletiche di sicurezza ed enuncia
norme generali sull’intercambiabilità o complementarità di tali
segnaletiche.
1.3. Le segnaletiche di sicurezza devono essere utilizzate solo per
trasmettere il messaggio o l’informazione precisati all’articolo 1,
comma 2.

2. Modi di segnalazione. 2.1. Segnalazione permanente.
2.1.1. La segnaletica che si riferisce a un divieto, un
avvertimento o un obbligo ed altresì quella che serve ad indicare
l’ubicazione e ad identificare i mezzi di salvataggio o di pronto
soccorso deve essere di tipo permanente e costituita da cartelli.
La segnaletica destinata ad indicare l’ubicazione e ad identificare
i materiali e le attrezzature antincendio deve essere di tipo
permanente e costituita da cartelli o da un colore di sicurezza.
2.1.2. La segnaletica su contenitori e tubazioni deve essere del
tipo previsto nell’allegato III.
2.1.3. La segnaletica per i …

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