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Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (1) (2)....

Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (1) (2).

DPR 27/04/1955 n. 00000547 VIGENTE

SICUREZZA SOCIALE (GENERALITA’)
Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547 (in
Gazz. Uff., 12 luglio 1955, n. 158, s.o.). — Norme per la
prevenzione degli infortuni sul lavoro (1) (2).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(2) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo I
CAMPO DI APPLICAZIONE

Art. 1.

Attività soggette.

Le norme del presente decreto si applicano a tutte le attività alle
quali siano addetti lavoratori subordinati o ad essi equiparati ai
sensi dell’art. 3, comprese quelle esercitate dallo Stato, dalle
Regioni, dalle Province, dai Comuni, da altri Enti pubblici e dagli
Istituti di istruzione e di beneficenza.

Art. 2.

Attività escluse.

Le norme del presente decreto non si applicano, in quanto la
materia è regolata o sarà regolata da opposti provvedimenti:
a) all’esercizio delle miniere, cave e torbiere (1);
b) ai servizi ed impianti gestiti dalle Ferrovie dello Stato
[rectius: S.p.A.];
c) ai servizi ed impianti gestiti dal Ministero delle
comunicazioni;
d) all’esercizio dei trasporti terrestri pubblici;
e) all’esercizio della navigazione marittima, aerea ed interna.

(1) Vedi il d.p.r. 9 aprile 1959, n. 128.

Art. 3.

Definizione di lavoratore subordinato.

Agli effetti dell’art. 1, per lavoratore subordinato si intende
colui che fuori del proprio domicilio presta il proprio lavoro alle
dipendenze e sotto la direzione altrui, con o senza retribuzione,
anche al solo scopo di apprendere un mestiere, un’arte o una
professione.
Sempre agli effetti dell’art. 1 sono equiparati ai lavoratori
subordinati:
a) i soci di società e di enti in genere cooperativi, anche di
fatto, che prestino la loro attività per conto delle società e degli
enti stessi;
b) gli allievi degli istituti di istruzione e di
laboratori-scuola nei quali si faccia uso di macchine, attrezzature,
utensili ed apparecchi in genere.

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo II
OBBLIGHI DEI DATORI DI LAVORO E DEI LAVORATORI

Art. 4.

Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti.

I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti che eserciscono,
dirigono o sovraintendono alle attività indicate all’art. 1, devono,
nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze:
a) attuare le misure di sicurezza previste dal presente decreto;
b) rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono
esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di
prevenzione mediante affissione, negli ambienti di lavoro, di
estratti delle presenti norme o, nei casi in cui non sia possibile
l’affissione, con altri mezzi;
c) disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le
norme di sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi a loro
disposizione.

Art. 5.

I datori di lavoro, i dirigenti e i preposti sono tenuti a rendere
edotti i lavoratori autonomi dei rischi specifici esistenti
nell’ambiente di lavoro in cui siano chiamati a prestare la loro
opera.
L’obbligo di cui al precedente comma non si estende ai rischi
dell’attività professionale o del mestiere che il lavoratore autonomo
è incaricato di prestare.
Nel caso in cui dal datore di lavoro siano concessi in uso macchine
o attrezzi di sua proprietà per l’esecuzione dei lavori di cui al
precedente comma, dette macchine o attrezzi devono essere muniti dei
dispositivi di sicurezza previsti dal presente decreto.

Art. 6.

Doveri dei lavoratori.

I lavoratori devono:
a) osservare, oltre le norme del presente decreto, le misure
disposte dal datore di lavoro ai fini della sicurezza individuale e
collettiva;
b) usare con cura i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di
protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro;
c) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o
ai preposti le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza e
di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di
cui venissero a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di
urgenza e nell’ambito delle loro competenze e possibilità, per
eliminare o ridurre dette deficienze o pericoli;
d) non rimuovere o modificare i dispositivi e gli altri mezzi di
sicurezza e di protezione senza averne ottenuta l’autorizzazione;
e) non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre che
non siano di loro competenza e che possano compromettere la sicurezza
propria o di altre persone.

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo III
OBBLIGHI DEI COSTRUTTORI E DEI COMMERCIANTI

Art. 7.

Produzione, vendita e noleggio per il mercato interno.

Sono vietate dalla data di entrata in vigore del presente decreto
la costruzione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di
macchine, di parti di macchine, di attrezzature, di utensili e di
apparecchi in genere, destinati al mercato interno, nonché la
installazione di impianti, che non siano rispondenti alle norme del
decreto stesso.
Ai fini del comma precedente il contratto di locazione finanziaria
avente ad oggetto i beni ivi indicati non costituisce vendita,
noleggio o concessione in uso (1).
Chiunque concede in locazione finanziaria beni assoggettati a
qualsiasi forma di omologazione obbligatoria è tenuto a che detti
beni siano accompagnati dalle previste certificazioni o dagli altri
documenti richiesti dalla legge. La inosservanza dell’obbligo è
punita ai sensi del successivo articolo 390 (1).

(1) Comma aggiunto dall’art. unico, l. 2 maggio 1983, n. 178.

TITOLO II
AMBIENTI, POSTI DI LAVORO E DI PASSAGGIO
Capo I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Art. 8.

Vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi.

1. Le vie di circolazione, comprese scale, scale fisse e banchine e
rampe di carico, devono essere situate e calcolate in modo tale che i
pedoni o i veicoli possano utilizzarle facilmente in piena sicurezza
e conformemente alla loro destinazione e che i lavoratori operanti
nelle vicinanze di queste vie di circolazione non corrano alcun
rischio.
2. Il calcolo delle dimensioni delle vie di circolazione per
persone ovvero merci dovrà basarsi sul numero potenziale degli utenti
e sul tipo di impresa.
3. Qualora sulle vie di circolazione siano utilizzati mezzi di
trasporto, dovrà essere prevista per i pedoni una distanza di
sicurezza sufficiente.
4. Le vie di circolazione destinate ai veicoli devono passare ad
una distanza sufficiente da porte, portoni, passaggi per pedoni,
corridoi e scale.
5. Nella misura in cui l’uso e l’attrezzatura dei locali lo esigano
per garantire la protezione dei lavoratori, il tracciato delle vie di
circolazione deve essere evidenziato.
6. Se i luoghi di lavoro comportano zone di pericolo in funzione
della natura del lavoro e presentano rischi di cadute dei lavoratori
o rischi di cadute d’oggetti, tali luoghi devono essere dotati di
dispositivi per impedire che i lavoratori non autorizzati possano
accedere a dette zone.
7. Devono essere prese misure appropriate per proteggere i
lavoratori autorizzati ad accedere alle zone di pericolo.
8. Le zone di pericolo devono essere segnalate in modo chiaramente
visibile.
9. I pavimenti degli ambienti di lavoro e dei luoghi destinati al
passaggio non devono presentare buche o sporgenze pericolose e devono
essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il
transito delle persone e dei mezzi di trasporto.
10. I pavimenti ed i passaggi non devono essere ingombrati da
materiali che ostacolano la normale circolazione.
11. Quando per evidenti ragioni tecniche non si possono
completamente eliminare dalle zone di transito ostacoli fissi o
mobili che costituiscono un pericolo per i lavoratori o i veicoli che
tali zone devono percorrere, gli ostacoli devono essere adeguatamente
segnalati (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 33, d.lg. 19 settembre 1994,
n. 626.

Art. 9.

Solai.

I locali destinati a deposito devono avere, su una parete o in
altro punto ben visibile, la chiara indicazione del carico massimo
del solaio espr…

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