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Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio ...

Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica (1).

L 05/11/1971 n. 00001086 VIGENTE

EDILIZIA E URBANISTICA
Legge 5 novembre 1971, n. 1086 (in Gazz. Uff., 21 dicembre 1971, n.
321). — Norme per la disciplina delle opere di conglomerato
cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica
(1).

(1) Il d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51, ha soppresso l’ufficio del
pretore e, fuori dai casi espressamente previsti dal citato decreto,
le relative competenze sono da intendersi trasferite al tribunale
ordinario. Lo stesso decreto ha soppresso l’ufficio del pubblico
ministero presso la pretura circondariale e ha provveduto a
trasferirne le relative funzioni all’ufficio del pubblico ministero
presso il tribunale ordinario. Pertanto, i riferimenti a pretore ed a
pretura sono sostituiti, rispettivamente, dai riferimenti al
presidente del tribunale e al tribunale. Inoltre, qualora il presente
provvedimento attribuisca funzioni amministrative alternativamente al
pretore e ad organi della P.A., le attribuzioni pretorili si
intendono soppresse; sono altresì soppresse le funzioni
amministrative di altre autorità giurisdizionali, eccezion fatta per
il giudice di pace, se attribuite in via alternativa tanto al pretore
che ad organi della P.A. Inoltre il potere del pretore di rendere
esecutivi atti emanati da autorità amministrative è soppresso e gli
atti sono esecutivi di diritto. Infine, qualora il presente
provvedimento preveda l’obbligo di determinati soggetti di rendere
giuramento innanzi al pretore per l’esercizio di attività, questo si
intende reso innanzi al sindaco o ad un suo delegato.

(Omissis).

Capo I
DISPOSIZIONI PRECETTIVE

Art. 1.

Disposizioni generali.

Sono considerate opere in conglomerato cementizio armato normale
quelle composte da un complesso di strutture in conglomerato
cementizio ed armature che assolvono ad una funzione statica.
Sono considerate opere in conglomerato cementizio armato
precompresso quelle composte di strutture in conglomerato cementizio
ed armature nelle quali si imprime artificialmente uno stato di
sollecitazione addizionale di natura ed entità tali da assicurare
permanentemente l’effetto statico voluto.
Sono considerate opere a struttura metallica quelle nelle quali la
statica è assicurata in tutto o in parte da elementi strutturali in
acciaio o in altri metalli.
La realizzazione delle opere di cui ai commi precedenti deve
avvenire in modo tale da assicurare la perfetta stabilità e sicurezza
delle strutture e da evitare qualsiasi pericolo per la pubblica
incolumità.

Art. 2.

Progettazione, direzione ed esecuzione.

La costruzione delle opere di cui all’articolo 1 deve avvenire in
base ad un progetto esecutivo redatto da un ingegnere o architetto o
geometra o perito industriale edile iscritti nel relativo albo, nei
limiti delle rispettive competenze.
L’esecuzione delle opere deve aver luogo sotto la direzione di un
ingegnere o architetto o geometra o perito industriale edile iscritto
nel relativo albo, nei limiti delle rispettive competenze.
Per le opere eseguite per conto dello Stato, non è necessaria
l’iscrizione all’albo del progettista, del direttore dei lavori e del
collaudatore di cui al successivo articolo 7, se questi siano
ingegneri o architetti dello Stato.

Art. 3.

Responsabilità.

Il progettista ha la responsabilità diretta della progettazione di
tutte le strutture dell’opera comunque realizzate.
Il direttore dei lavori e il costruttore, ciascuno per la parte di
sua competenza, hanno la responsabilità della rispondenza dell’opera
al progetto, dell’osservanza delle prescrizioni di esecuzione del
progetto, della qualità dei materiali impiegati, nonché, per quanto
riguarda gli elementi prefabbricati, della posa in opera.

Art. 4.

Denuncia dei lavori.

Le opere di cui all’articolo 1 devono essere denunciate dal
costruttore all’ufficio del genio civile, competente per territorio,
prima del loro inizio.
Nella denuncia devono essere indicati i nomi ed i recapiti del
committente, del progettista delle strutture, del direttore dei
lavori e del costruttore.
Alla denuncia devono essere allegati:
a) il progetto dell’opera in duplice copia, firmato dal
progettista, dal quale risultino in modo chiaro ed esauriente le
calcolazioni eseguite, l’ubicazione, il tipo, le dimensioni delle
strutture, e quanto altro occorre per definire l’opera sia nei
riguardi dell’esecuzione sia nei riguardi della conoscenza delle
condizioni di sollecitazione;
b) una relazione illustrativa in duplice copia firmata dal
progettista e dal direttore dei lavori, dalla quale risultino le
caratteristiche, le qualità e le dosature dei materiali che verranno
impiegati nella costruzione.
L’ufficio del genio civile restituirà al costruttore, all’atto
stesso della presentazione, una copia del progetto e della relazione
con l’attestazione dell’avvenuto deposito.
Anche le varianti che nel corso dei lavori si volessero introdurre
alle opere di cui all’articolo 1 previste nel progetto originario,
dovranno essere denunciate, prima di dare inizio alla loro
esecuzione, all’ufficio del genio civile nella forma e con gli
allegati previsti nel presente articolo.
Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle opere
costruite per conto dello Stato o per conto delle regioni, delle
province e dei comuni, aventi un ufficio tecnico con a capo un
ingegnere.

Art. 5.

Documenti in cantiere.

Nei cantieri, dal giorno di inizio delle opere di cui all’articolo
1 a quello di ultimazione dei lavori, devono essere conservati gli
atti indicati nel terzo e nel quarto comma dell’articolo 4, datati e
firmati anche dal costruttore e dal direttore dei lavori, nonché un
apposito giornale dei lavori.
Della conservazione e regolare tenuta di tali documenti è
responsabile il direttore dei lavori. Il direttore dei lavori è anche
tenuto a vistare periodicamente, ed in particolare nelle fasi più
importanti dell’esecuzione, il giornale dei lavori.

Art. 6.

Relazione a struttura ultimata.

A strutture ultimate, entro il termine di sessanta giorni, il
direttore dei lavori depositerà al genio civile una relazione, in
duplice copia, sull’adempimento degli obblighi di cui all’articolo 4,
esponendo:
a) i certificati delle prove sui materiali impiegati emessi da
laboratori di cui all’articolo 20;
b) per le opere in conglomerato armato precompresso, ogni
indicazione inerente alla tesatura dei cavi ed ai sistemi di messa in
coazione;
c) l’esito delle eventuali prove di carico, allegando le copie
dei relativi verbali firmate per copia conforme.
Delle due copie della relazione, una sarà conservata agli atti del
genio civile e l’altra, con l’attestazione dell’avvenuto deposito,
sarà restituita al direttore dei lavori che provvederà a consegnarla
al collaudatore unitamente agli atti indicati nel quarto comma
dell’articolo 4.
Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle opere
costruite per conto dello Stato e degli altri enti di cui all’ultimo
comma dell’articolo 4.

Art. 7.

Collaudo statico.

Tutte le opere di cui all’articolo 1 debbono essere sottoposte a
collaudo statico.
Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un
architetto, iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non sia
intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione ed
esecuzione dell’opera.
La nomina del collaudatore spetta al committente il quale ha
l’obbligo di comunicarla al genio civile entro 60 giorni
dall’ultimazione dei lavori. Il committente preciserà altresì i
termini di tempo entro i quali dovranno essere completate le
operazioni di collaudo.
Quando non esiste il committente ed il costruttore esegue in
proprio, è fatto obbligo al costruttore di chiedere, nel termine
indicato nel precedente comma, all’ordine provinciale degli ingegneri
o a quello degli architetti, la designazione di una terna di
nominativi fra i quali sceglie il collaudatore.
Il collaudatore deve redigere due copie del certificato di collaudo
e trasmetterle all’ufficio del genio civile, il quale provvede a
restituirne una copia, con l’attestazione dell’avvenuto deposito da
consegnare al committente.
Per le opere costruite per conto dello Stato e degli enti di cui
all’ultimo comma dell’articolo 4, gli obblighi previsti dal terzo e
dal quinto comma del presente articolo non sussistono.

Art. 8.

Licenza d’uso.

Per il rilascio di licenza d’uso o di abitabilità, se prescritte,
occorre presentare all’ente preposto una copia del certificato di
collaudo con l’attestazione, da parte dell’ufficio del genio civile,
dell’avvenuto deposito ai sensi del precedente articolo 7.
Tale attestazione, per le opere costruite per conto dello Stato e
per conto degli enti di cui all’ultimo comma dell’articolo 4, è
sostituita dalla dichiarazione dell’avvenuto collaudo statico.

Art. 9.

Produzione in serie in stabilimenti di manufatti in conglomerato
normale e precompresso e di manufatti complessi in metallo.

Le ditte che procedono alla costruzione di manufatti in
conglomerat…

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