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Recepimento della direttiva 90/388/CEE relativa alla concorrenza nei m...

Recepimento della direttiva 90/388/CEE relativa alla concorrenza nei mercati dei servizi di telecomunicazioni (1).

DLT 17/03/1995 n. 00000103 VIGENTE

POSTE E TELECOMUNICAZIONI
Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103 (in Gazz. Uff., 6 aprile
1995, n. 81). — Recepimento della direttiva 90/388/CEE relativa alla
concorrenza nei mercati dei servizi di telecomunicazioni (1).

(1) Tutti i rinvii al d.p.r. 28 gennaio 1988, n. 43, soppresso
dall’art. 68, d.lg. 13 aprile 1999, n. 112, contenuti nel presente
provvedimento, si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni
del citato d.lg. 112/1999.

(Omissis).

Art. 1.

Definizioni.

1. Ai fini del presente decreto legislativo si intendono per:
a) <<organismi di telecomunicazioni>>, gli enti pubblici o
privati, ivi comprese le consociate da essi controllate, ai quali uno
Stato membro concede diritti speciali o esclusivi per l’installazione
di reti pubbliche di telecomunicazioni, qualora necessario, per la
fornitura di servizi di telecomunicazioni;
b) <<diritti speciali o esclusivi>>, i diritti concessi da uno
Stato membro o da un’autorità pubblica ad uno o più organismi
pubblici o privati mediante ogni strumento legislativo, regolamentare
o amministrativo che riservi loro la fornitura di un servizio o la
gestione di una determinata attività;
c) <<rete pubblica di telecomunicazioni>>, l’infrastruttura
pubblica di telecomunicazioni che permette la trasmissione di segnali
fra punti terminali definiti della rete, mediante fili, ponti radio,
mezzi ottici o altri mezzi elettromagnetici;
d) <<servizi di telecomunicazioni>>, i servizi la cui fornitura
consiste totalmente o parzialmente nella trasmissione e
nell’instradamento di segnali sulla rete pubblica di
telecomunicazioni mediante procedimenti di telecomunicazioni, ad
eccezione della radiodiffusione e della televisione;
e) <<punto terminale di rete>>, l’insieme delle connessioni
fisiche e delle specifiche tecniche d’accesso che fanno parte della
rete pubblica di telecomunicazioni e sono necessarie per poter
accedere a detta rete pubblica e comunicare efficacemente per il suo
tramite;
f) <<esigenze fondamentali>>, i motivi di interesse generale e di
natura non economica, che possono indurre uno Stato membro a limitare
l’accesso alla rete pubblica o ai servizi pubblici di
telecomunicazioni. Tali motivi sono la sicurezza di funzionamento
della rete, il mantenimento della sua integrità e, nei casi in cui
sono giustificate, l’interoperabilità dei servizi e la protezione dei
dati; la protezione dei dati può comprendere la tutela dei dati
personali, la riservatezza delle informazioni trasmesse o
memorizzate, nonché la tutela della sfera privata;
g) <<servizio di telefonia vocale>>, la fornitura al pubblico del
trasporto diretto e della commutazione della voce in tempo reale in
partenza e a destinazione dei punti terminali della rete pubblica
commutata, che consente ad ogni utente di utilizzare l’attrezzatura
collegata al suo punto terminale di tale rete per comunicare con un
altro punto terminale;
h) <<servizio telex>>, la fornitura al pubblico del trasporto
diretto di messaggi telescritti conformemente alla relativa
raccomandazione del comitato consultivo internazionale telegrafico e
telefonico (CCITT), in partenza e a destinazione dei punti terminali
della rete pubblica commutata, che consente ad ogni utente di
utilizzare l’attrezzatura collegata al suo punto terminale di tale
rete per comunicare con un altro punto terminale;
i) <<servizio di trasmissione di dati a commutazione di pacchetto
o di circuito>>, la fornitura al pubblico del trasporto diretto di
dati in partenza e a destinazione dei punti terminali della rete
pubblica commutata, che consente ad ogni utente di utilizzare
l’attrezzatura collegata al suo punto terminale di tale rete per
comunicare con un altro punto terminale;
l) <<semplice rivendita di capacità>>, la fornitura al pubblico,
come servizio distinto, della trasmissione di dati su linee affittate
in cui la commutazione, il trattamento, l’archiviazione di dati o la
conversione di protocollo sono compresi solo nella misura necessaria
per la trasmissione in tempo reale in partenza e a destinazione della
rete pubblica commutata.

Art. 2.

Accesso alla rete pubblica di telecomunicazioni.

1. L’accesso alla rete pubblica per la fornitura, mediante
collegamenti commutati o diretti della predetta rete, dei servizi di
telecomunicazioni diversi dal servizio di telefonia vocale, come
definito dall’art. 1, comma 1, lettera g), è consentito, salvo quanto
disposto nei commi 2 e 3, ai sensi del presente decreto legislativo
(1).
2. Il presente decreto legislativo non si applica al servizio
telex, alla radiotelefonia mobile, al radioavviso ed alle
comunicazioni via satellite.
3. L’accesso di cui al comma 1 può essere limitato, nell’ambito dei
poteri di autorizzazione di cui all’art. 3, per il rispetto delle
esigenze fondamentali rappresentate:
a) dalla sicurezza di funzionamento della rete pubblica;
b) dal mantenimento dell’integrità della rete stessa;
c) dalla interoperabilità dei servizi di telecomunicazioni e
dalla protezione dei dati qualora ricorrano comprovati motivi di
interesse pubblico generale non di natura economica.
4. Le condizioni commerciali e tariffarie per l’accesso alla rete
pubblica sono rese note mediante pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana a cura del Ministero delle poste
e delle telecomunicazioni.
5. Il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, in occasione
dell’aumento delle tariffe riguardanti i circuiti affittati, comunica
alla Commissione europea gli elementi posti alla base dell’aumento.

(1) Vedi d.p.r. 4 settembre 1995, n. 420.

Art. 3.

Offerta di servizi di telecomunicazioni.

1. Quando sono utilizzati collegamenti commutati della rete
pubblica, i servizi di cui all’art. 2, comma 1, fatta eccezione per
quelli di cui al comma 3 del presente articolo, possono essere
offerti al pubblico decorsi sessanta giorni dalla presentazione al
Ministero delle poste e delle telecomunicazioni di una dichiarazione
con la relazione descrittiva dei servizi e dei collegamenti.
2. Quando sono utilizzati collegamenti diretti della rete pubblica,
l’offerta al pubblico dei servizi di cui all’art. 2, comma 1, anche
da parte del gestore della rete pubblica, deve essere previamente
autorizzata dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.
3. L’offerta al pubblico di servizi di trasmissione dati a
commutazione di pacchetto o di circuito, come definiti dall’art. 1,
comma 1, lettera i), nonché l’offerta al pubblico della semplice
rivendita di capacità, come definita dall’art. 1, comma 1, lettera
l), devono essere previamente autorizzate dal Ministero delle poste e
delle telecomunicazioni.
4. L’autorizzazione di cui al comma 3 comporta l’esplicito impegno
del titolare e dei suoi collaboratori a qualsiasi titolo a rispettare
gli obblighi concernenti:
a) le esigenze fondamentali di cui all’art. 2, comma 3;
b) la natura e le caratteristiche dei servizi di trasmissione
dati a commutazione;
c) le condizioni di permanenza, di disponibilità e di qualità dei
servizi sotto l’aspetto commerciale;
d) le prescrizioni tecniche riguardanti:
1) l’accesso ai servizi di trasmissione dati a commutazione da
parte di terzi;
2) l’interconnessione tra servizi di telecomunicazioni;
3) la compatibilità di funzionamento tra servizi di
telecomunicazioni;
e) le condizioni per la salvaguardia dei compiti di interesse
economico generale affidati al gestore della rete pubblica per quanto
concerne la trasmissione dati a commutazione, con particolare
riguardo alla graduale estensione della copertura geografica sul
territorio nazionale ed al rispetto delle norme sulla concorrenza;
f) la salvaguardia dell’ordine pubblico, della sicurezza e della
difesa nazionale;
g) il divieto di effettuare la semplice rivendita di capacità di
circuiti affittati per l’espletamento del servizio di telefonia
vocale, come definito dall’art. 1, comma 1, lettera g), e dei servizi
di cui all’art. 2, comma 2.
5. Sulle domande di autorizzazione di cui ai commi 2 e 3 deve
provvedersi entro i novanta giorni successivi alla loro presentazione
al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni. Il rifiuto della
autorizzazione deve indicare le ragioni giuridiche o tecniche che lo
motivano. L’autorizzazione è concessa sulla base di criteri oggettivi
e non discriminatori.
6. Entro il termine di cui al comma 5, può essere data al
richiedente comunicazione di un nuovo termine, non superiore a trenta
giorni, entro il quale si deve provvedere, specificandone le ragioni
amministrative o tecniche.
7. Trascorsi i termini di cui ai commi 5 e 6, senza che sia stato
comunicato all’interessato alcun provvedimento da parte del Ministero
delle poste e delle telecomunicazioni, la domanda di rilascio di
autorizzazione si considera accolta.
8. Le prescrizioni tecniche relative agli obblighi di cui al comma
4 sono adottate con decreto del Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni da emanare entro centoventi giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo.

Art. 4.

Interfacce tecniche ed omologazione.

1. Le caratteristiche delle interfacce tecniche necessarie per
l’utilizzazione delle reti pubblich…

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