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Regolamento recante determinazione delle caratteristiche e delle modalità di svolgimento dei servizi di telecomunicazioni di cui all'art. 2, comma 1, del d.legislativo 17 marzo 1995, n. 103.

DPR 04/09/1995 n. 00000420 VIGENTE

POSTE E TELECOMUNICAZIONI
Decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 1995, n. 420 (in
Gazz. Uff., 13 ottobre 1995, n. 240). — Regolamento recante
determinazione delle caratteristiche e delle modalità di svolgimento
dei servizi di telecomunicazioni di cui all’art. 2, comma 1, del
d.legislativo 17 marzo 1995, n. 103.

(Omissis).

Capo I
SERVIZI LIBERALIZZATI DI TELECOMUNICAZIONI

Art. 1.

Ambito della liberalizzazione.

1. Nell’ambito dei servizi di telecomunicazioni ai quali si applica
il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103, sono liberalizzati
tutti i servizi diversi dal servizio di telefonia vocale come
definito dall’art. 1, comma 1, lettera g), del predetto decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 103.
2. Sono compresi fra i servizi liberalizzati i servizi vocali per
gruppi chiusi di utenti, di cui all’art. 2.
3. Per l’offerta dei servizi liberalizzati di cui ai commi 1 e 2
devono essere utilizzati esclusivamente collegamenti commutati o
diretti della rete pubblica.

Art. 2.

Gruppo chiuso di utenti.

1. Si intende per gruppo chiuso di utenti una pluralità di soggetti
che risultino legati fra di loro da uno stabile interesse
professionale comune tale da giustificare esigenze interne di
comunicazione connesse direttamente al predetto interesse.

Art. 3.

Apparecchiature terminali ed apparati di rete.

1. Le apparecchiature terminali e gli apparati di rete, da
collegare alla rete pubblica di telecomunicazioni per l’offerta dei
servizi di cui all’art. 1, devono essere preventivamente approvati
dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni ed inclusi nei
relativi registri pubblici.
2. L’installazione, il collaudo, l’allacciamento e la manutenzione
degli apparati di rete devono essere effettuati da imprese
autorizzate ai sensi dell’allegato 13 al decreto del Ministro delle
poste e delle telecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314.

Capo II
DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE GENERALI

Art. 4.

Dichiarazione.

1. Nel caso di offerta di servizi su collegamenti commutati di cui
all’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103,
gli interessati, aventi sede in ambito nazionale o in uno dei Paesi
dello Spazio economico europeo (SEE), debbono inviare al Ministero
delle poste e delle telecomunicazioni una dichiarazione conforme allo
schema riportato nell’allegato A.
2. L’interessato deve presentare una dichiarazione per ogni tipo di
servizio che intende offrire.

Art. 5.

Autorizzazione.

1. Salvo quanto previsto nei commi 2 e 3, ai fini dell’offerta dei
servizi di cui all’art. 3, comma 2, del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 103, gli interessati, aventi sede in ambito nazionale o in
uno dei Paesi SEE, debbono presentare domanda di autorizzazione al
Ministero delle poste e delle telecomunicazioni conforme allo schema
riportato nell’allegato B.
2. Ai fini dell’offerta di servizi di trasmissione dati e di
semplice rivendita di capacità previsti dall’art. 3, comma 3, del
decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103, gli interessati, aventi
sede in ambito nazionale o in uno dei Paesi SEE, debbono presentare
domanda di autorizzazione al Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni conforme allo schema riportato nell’allegato C.
3. Ai fini dell’offerta dei servizi vocali per gruppi chiusi di
utenti, di cui all’art. 2, gli interessati, aventi sede in ambito
nazionale o in uno dei Paesi SEE, debbono presentare domanda di
autorizzazione al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni
conforme allo schema riportato nell’allegato D.
4. L’interessato deve presentare una domanda di autorizzazione per
ogni tipo di servizio che intende offrire.
5. Il servizio non può in nessun caso essere avviato prima che
l’autorizzazione sia o possa ritenersi concessa ai sensi dei commi 5,
6 e 7 dell’art. 3 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103.
6. L’impresa, il consorzio, l’ente, con le relative sedi o filiali,
possono espletare in proprio ed esclusivamente per le loro esigenze,
dopo aver acquisito i necessari collegamenti dal gestore della rete
pubblica, i servizi di cui all’art. 1, comma 1, senza bisogno di
autorizzazione; in alternativa, possono rivolgersi a soggetti
autorizzati ad offrire i servizi stessi ai sensi del presente
articolo.

Art. 6.

Documentazione a corredo della domanda.

1. Alla domanda di autorizzazione di cui all’art. 5 deve essere
acclusa la seguente documentazione:
a) iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato ed
agricoltura italiana o ad altro organismo equivalente nei Paesi SEE,
laddove esistente;
b) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà conforme
all’allegato E per i soggetti per i quali va acquisita la
documentazione antimafia ai sensi del decreto legislativo 8 agosto
1994, n. 490;
c) attestato dell’avvenuto versamento del contributo o dei
contributi, di cui all’art. 10 del decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 103, a rimborso degli oneri sostenuti.
2. Fermo restando il divieto di effettuare la semplice rivendita di
capacità di circuiti affittati di cui all’art. 3, comma 4, lettera
g), del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103, il fornitore del
servizio che abbia ottenuto l’autorizzazione di cui all’art. 5, comma
3, prima di attivare il servizio deve presentare, per ciascun gruppo
chiuso di utenti, la relativa documentazione. Questa deve consentire:
l’indicazione dell’interesse che lega tra di loro i soggetti ai sensi
dell’art. 2; la specificazione dell’elenco dei componenti del gruppo
e dell’ubicazione delle apparecchiature terminali, nonché se queste
ultime siano attestate a collegamenti diretti ovvero a collegamenti
commutati della rete; in quest’ultimo caso devono essere forniti i
numeri di abbonato. Il Ministero comunica entro sessanta giorni il
nulla-osta all’avvio del servizio ovvero i motivi che ne
giustifichino il diniego; trascorso tale termine, il nulla-osta si
intende accordato. Il termine è interrotto per una sola volta se il
Ministero richiede chiarimenti o documentazione ulteriore e decorre
nuovamente dalla data in cui pervengono al Ministero stesso i
richiesti chiarimenti o documenti.
3. Il titolare dell’autorizzazione di cui al comma 2 deve
comunicare ogni variazione dell’elenco di cui al medesimo comma 2,
debitamente documentata.

Art. 7.

Obblighi.

1. Le variazioni attinenti ai servizi offerti di cui agli articoli
4 e 5 nonché quelle concernenti i dati di cui all’art. 6, comma 1,
lettera a), sono comunicate entro trenta giorni al Ministero delle
poste e delle telecomunicazioni. Il Ministero, nei successivi trenta
giorni, può, motivatamente, vietare l’attivazione delle variazioni
riguardanti i servizi.
2. Il soggetto autorizzato si impegna alla tutela della
riservatezza delle comunicazioni e dei dati personali in suo possesso
in conformità alla legislazione vigente.
3. Le informazioni relative alle condizioni generali di fornitura
dei servizi debbono essere rese pubbliche e comunque portate a
conoscenza dell’utente a norma dell’art. 1341 del codice civile.

Art. 8.

Pubblico registro.

1. Presso il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni è
istituito un pubblico registro delle autorizzazioni rilasciate ai
sensi del presente regolamento.

Art. 9.

Limitazioni.

1. Per ragioni di ordine o di interesse pubblico, sicurezza
pubblica e difesa nazionale, il Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni può disporre, per il tempo strettamente necessario,
il divieto di interconnettere collegamenti diretti di cui all’art. 8,
comma 1, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103, ovvero la
sospensione parziale o totale dei servizi offerti.
2. Il gestore della rete pubblica, fermo restando quanto stabilito
dall’art. 4, comma 1, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103,
può rifiutarsi di interconnettere collegamenti diretti nel solo caso
di impossibilità tecnica di soddisfacimento della richiesta. In tal
caso il gestore deve darne contestuale comunicazione al Ministero
delle poste e delle telecomunicazioni che decide motivatamente entro
novanta giorni anche su reclamo degli interessati.
3. Avverso i provvedimenti del Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni di cui ai commi 1 e 2 è ammesso ricorso al
tribunale amministrativo regionale competente.

Art. 10.

Sospensione e revoca.

1. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 7 del decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 103, il Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni procede, previa diffida, alla sospensione e, poi in
caso di inottemperanza, alla revoca dell’autorizzazione o, per le
ipotesi di servizi prestati su semplice dichiarazione, al divieto di
svolgimento del servizio, nei seguenti casi:
a) inosservanza dell’art. 3, comma 1, dell’art. 6, comma 3,
dell’art. 7, dell’art. 11, comma 3, e dell’art. 17, comma 2;
b) ritardo, oltre il periodo di novanta giorni, nel pagamento dei
contributi e delle somme a qualsiasi titolo dovute dal soggetto
aut…

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