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Disposizioni in materia di tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, ed in tema di attività giornalistica

DLT 13/05/1998 n. 00000171 VIGENTE

POSTE E TELECOMUNICAZIONI
EDITORIA E GIORNALI
Decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171 (in Gazz. Uff., 3 giugno
1998, n. 127). — Disposizioni in materia di tutela della vita
privata nel settore delle telecomunicazioni, in attuazione della
direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, ed in tema
di attività giornalistica.

(Omissis).
Capo I
TELECOMUNICAZIONI

Art. 1.

Definizioni.

1. Ai fini del presente capo, si applicano le definizioni elencate
nell’articolo 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, di seguito
denominata legge. Ai medesimi fini, si intende per:
a) “abbonato”: qualunque persona fisica, persona giuridica, ente
o associazione che sia parte di un contratto con un fornitore di
servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico, per la
fornitura dei medesimi servizi;
b) “utente”: la persona fisica che utilizza uno o più servizi di
telecomunicazioni accessibili al pubblico, indipendentemente
dall’eventuale qualità di abbonato;
c) “rete pubblica di telecomunicazioni”: un sistema di
trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o le
altre risorse che permettono la trasmissione di segnali tra punti
terminali di rete definiti, con mezzi a filo, radio, ottici o altri
mezzi elettromagnetici, utilizzati, in tutto o in parte, per fornire
servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico;
d) “servizio di telecomunicazioni”: un servizio la cui fornitura
consiste, in tutto o in parte, nella trasmissione e
nell’instradamento di segnali su reti di telecomunicazioni, ivi
compreso qualunque servizio interattivo anche se relativo a prodotti
audiovisivi, esclusa la diffusione circolare dei programmi
radiofonici e televisivi.

Art. 2.

Sicurezza.

1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al
pubblico adotta le misure tecniche ed organizzative di cui
all’articolo 15, comma 1, della legge per salvaguardare la sicurezza
del servizio e dei dati personali.
2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede
anche l’adozione di misure che riguardano la rete, il fornitore del
servizio le adotta congiuntamente con il fornitore della rete
pubblica di telecomunicazioni. In caso di mancato accordo, su
richiesta di uno dei fornitori, la controversia è definita
dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi
dell’articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 19
settembre 1997, n. 318, sentito il Garante.
3. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al
pubblico ha l’obbligo di informare gli abbonati quando sussiste un
particolare rischio di violazione della sicurezza della rete,
indicando i possibili rimedi e i relativi costi. Analoga informativa
è resa all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Garante.

Art. 3.

Riservatezza nelle comunicazioni.

1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al
pubblico informa gli abbonati e, ove possibile, gli utenti circa la
sussistenza di situazioni che permettono di apprendere in modo non
intenzionale il contenuto di comunicazioni o conversazioni da parte
di soggetti ad esse estranei.
2. L’abbonato deve informare l’utente quando il contenuto delle
comunicazioni o conversazioni può essere appreso da altri a causa del
tipo di apparecchiature terminali utilizzate o del collegamento
realizzato tra le stesse presso la sede dell’abbonato medesimo.
3. L’utente deve informare l’altro utente quando nel corso della
conversazione vengono utilizzati dispositivi che consentono l’ascolto
della conversazione stessa da parte di altri soggetti.

Art. 4.

Dati relativi al traffico e alla fatturazione.

1. I dati personali relativi al traffico, trattati per inoltrare
chiamate e memorizzati dal fornitore di un servizio di
telecomunicazioni accessibile al pubblico o dal fornitore della rete
pubblica di telecomunicazioni, sono cancellati o resi anonimi al
termine della chiamata, fatte salve le disposizioni dei commi 2 e 3.
2. Il trattamento finalizzato alla fatturazione per l’abbonato,
ovvero ai pagamenti tra fornitori di reti in caso di
interconnessione, è consentito sino alla fine del periodo durante il
quale può essere legalmente contestata la fattura o preteso il
pagamento. Per le medesime finalità, possono essere sottoposti a
trattamento i dati concernenti:
a) il numero o l’identificazione della stazione dell’abbonato;
b) l’indirizzo dell’abbonato e il tipo di stazione;
c) il numero dell’abbonato chiamato;
d) il numero totale degli scatti da considerare nel periodo di
fatturazione;
e) il tipo, l’ora di inizio e la durata delle chiamate effettuate
e il volume dei dati trasmessi;
f) la data della chiamata o dell’utilizzazione del servizio;
g) altre informazioni concernenti i pagamenti.
3. Ai fini della commercializzazione di servizi di
telecomunicazioni, propri o altrui, il fornitore di un servizio di
telecomunicazioni accessibile al pubblico può trattare i dati di cui
al comma 2 se l’abbonato ha dato il proprio consenso.
4. Il trattamento dei dati relativi al traffico e alla fatturazione
è consentito unicamente agli incaricati che agiscono sotto la diretta
autorità del fornitore del servizio di telecomunicazioni accessibile
al pubblico, o, a seconda dei casi, del fornitore della rete pubblica
di telecomunicazioni, e che si occupano della fatturazione o della
gestione del traffico, di analisi per conto dei clienti,
dell’accertamento di frodi o della commercializzazione dei servizi di
telecomunicazione del fornitore. Il trattamento deve essere limitato
a quanto è strettamente necessario per lo svolgimento di tali
attività e deve assicurare l’identificazione dell’incaricato che
accede ai dati anche mediante un’operazione di interrogazione
automatizzata.
5. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni può ottenere i
dati relativi alla fatturazione o al traffico necessari ai fini della
risoluzione delle controversie ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, in particolare di quelle
attinenti all’interconnessione o alla fatturazione.

Art. 5.

Modalità di pagamento e fatturazione dettagliata.

1. I fornitori di servizi di telecomunicazioni accessibili al
pubblico consentono che i servizi richiesti e le chiamate effettuate
da qualsiasi terminale possano essere pagate con modalità alternative
alla fatturazione, anche anonime, quali le carte di pagamento o
prepagate.
2. Nella documentazione relativa alle chiamate effettuate inviate
agli abbonati non vengono evidenziati i servizi e le chiamate di cui
al comma 1.
3. Gli abbonati hanno diritto di ricevere in dettaglio, a richiesta
e senza alcun aggravio di spesa, la dimostrazione degli elementi che
compongono la fattura, relativi, in particolare, alla data e all’ora
di inizio della conversazione, al numero selezionato, al tipo, alla
località, alla durata e al numero di scatti addebitati per ciascuna
conversazione. In ogni caso, nella documentazione fornita
all’abbonato non sono evidenziate le ultime tre cifre del numero
chiamato.

Art. 6.

Identificazione della linea.

1. Se è disponibile la presentazione dell’identificazione della
linea chiamante, l’utente chiamante deve avere la possibilità di
eliminare, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la
presentazione della identificazione della linea chiamante chiamata
per chiamata. L’abbonato chiamante deve avere la stessa possibilità
linea per linea.
2. Se è disponibile la presentazione dell’identificazione della
linea chiamante, l’abbonato chiamato deve avere la possibilità,
gratuitamente e mediante una funzione semplice, di impedire la
presentazione dell’identificazione delle chiamate entranti.
3. Se è disponibile la presentazione della linea chiamante e tale
identificazione è presentata prima che la comunicazione è stabilita,
l’abbonato chiamato deve avere la possibilità, gratuitamente e
mediante una funzione semplice, di respingere le chiamate entranti se
la presentazione dell’identificazione della linea chiamante è stata
eliminata dall’utente o abbonato chiamante.
4. Se è disponibile la presentazione dell’identificazione della
linea collegata, l’abbonato chiamato deve avere la possibilità di
eliminare, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la
presentazione dell’identificazione della linea collegata all’utente
chiamante.
5. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle chiamate
dirette verso altri Paesi; quelle di cui ai commi 2, 3 e 4 si
applicano anche alle chiamate in arrivo da altri Paesi.
6. Se è disponibile la presentazione dell’identificazione della
linea chiamante o di quella collegata, il fornitore di una rete di
telecomunicazioni pubblica o di un servizio di telecomunicazioni
accessibili al pubblico deve informare gli abbonati e gli utenti
dell’esistenza di tale servizio.

Art. 7.

Chiamate di disturbo.

1. L’abbonato che riceve chiamate di disturbo può richiedere, a
proprie spese ed anche telefonicamente in caso di urgenza, che il
fornitore del servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblic…

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