Geometra.info - Geometra.info | Geometra.info

Metodologia di misura del rumore aeroportuale....

Metodologia di misura del rumore aeroportuale.

dm 31/10/1997

NAVIGAZIONE AEREA
INQUINAMENTO
Decreto Ministeriale 31 ottobre 1997 (in Gazz. Uff., 15 novembre, n.
267). – Metodologia di misura del rumore aeroportuale.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dei
trasporti e della navigazione:
Visto l’art. 3, comma 1, lettera m), della legge 26 ottobre 1995,
n. 447; Visto il codice della navigazione emanato con regio decreto
30 marzo 1942, n. 327 e successive modificazioni; Vista la legge 4
febbraio 1963, n. 58, concernente modificazioni ed aggiunte agli
articoli 714 e 717 del codice della navigazione; Vista la legge 2
aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione dell’uso delle
aree di atterraggio e la relativa disciplina di attuazione di cui al
decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione in data 10
marzo 1988, concernente modificazioni al decreto ministeriale 27
dicembre 1971; Visto il decreto ministeriale 10 marzo 1988 recante
modificazioni al decreto ministeriale 27 dicembre 1971 di attuazione
della legge 2 aprile 1968, concernente la liberalizzazione delle aree
di atterraggio; Visto il decreto ministeriale 27 dicembre 1971
recante norme di attuazione della legge 2 aprile 1968, concernente la
liberalizzazione delle aree di atterraggio; Visti la legge 25 marzo
1985, n. 106, concernente la disciplina del volo da diporto o
sportivo e il relativo regolamento di attuazione, emanato con decreto
del Presidente della Repubblica 5 agosto 1988, n. 404, come
modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 28 aprile
1993, n. 207; Considerato che si rende necessario regolamentare le
attività aeroportuali su tutto il territorio nazionale ai fini del
controllo e del contenimento dell’inquinamento acustico prodotto
dagli aeromobili civili nelle loro fasi di movimentazione; Visto il
parere favorevole espresso dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome, nella seduta del 9
ottobre 1997;
Decreta:

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Ai fini del contenimento dell’inquinamento acustico negli
aeroporti civili e negli aeroporti militari aperti al traffico
civile, limitatamente al traffico civile, il presente decreto
disciplina:
a) i criteri di misura del rumore emesso dagli aeromobili nelle
attività aeroportuali come definite all’art. 3, comma 1, lettera m),
punto 3), della legge 26 ottobre 1995, n. 447;
b) le procedure per l’adozione di misure di riduzione del rumore
aeroportuale, per la classificazione degli aeroporti in relazione al
livello di inquinamento acustico e per la definizione delle
caratteristiche dei sistemi di monitoraggio;
c) i criteri di individuazione delle zone di rispetto per le aree
e le attività aeroportuali nonchè quelli che regolano l’attività
urbanistica nelle zone di rispetto.
2. Le regioni disciplinano con propria legge le modalità per la
presentazione della documentazione di impatto acustico prevista
dall’art. 8, comma 2, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, per le
aree ove sono effettuati gli atterraggi ed i decolli degli apparecchi
utilizzati per il volo da diporto o sportivo, di cui alla legge 25
marzo 1985, n. 106, ed al decreto del Presidente della Repubblica 5
agosto 1988, n. 404, e le aviosuperfici da realizzare successivamente
all’entrata in vigore del presente decreto prevedendo l’obbligo, per
i comuni, di dare comunicazione delle loro valutazioni all’Ente
nazionale per l’aviazione civile, per le eventuali azioni di
competenza.
3. Il presente decreto non si applica al rumore prodotto nello
svolgimento di attività aeree di emergenza, pubblica sicurezza,
soccorso e protezione civile.

Art. 2.

Definizioni.

Ai fini dell’applicazione del presente decreto si definisce:
1) aeromobile: ogni macchina atta al trasporto per aria di
persone o cose, da un luogo ad un altro, ad eccezione degli
apparecchi utilizzati per il volo da diporto o sportivo, di cui alla
legge 25 marzo 1985, n. 106, ed al decreto del Presidente della
Repubblica 5 agosto 1988, n. 404;
2) esercente dell’aeromobile: colui il quale assume l’esercizio
dell’aeromobile, ai sensi dell’art. 874 del codice della navigazione;
3) aeroporto: superficie delimitata di terreno o di acqua,
inclusa ogni costruzione, installazione ed equipaggiamento, usata in
tutto o in parte per l’arrivo, la partenza ed il movimento di
aeromobili;
4) aviosuperfice: superficie delimitata di terreno o di acqua,
inclusa ogni costruzione, installazione ed equipaggiamento, usata in
tutto o in parte per l’arrivo, la partenza ed il movimento di
aeromobili, che non appartenga al demanio aeronautico di cui all’art.
692 del codice della navigazione e su cui non insista un aeroporto
privato di cui all’art. 704 del codice della navigazione;
5) curve di isolivello: curve ideali congiungenti punti del
territorio corrispondenti ad eguali valori dell’indice descrittore di
cui all’allegato <<A>>, punto 1, del presente decreto;
6) attività aeroportuali: le fasi di decollo, di atterraggio, di
manutenzione, revisione e prove motori degli aeromobili;
7) intorno aeroportuale: è il territorio circostante l’aeroporto,
il cui stato dell’ambiente è influenzato dalle attività aeroportuali,
corrispondente all’area in cui il descrittore di cui all’allegato
<<A>>, punto 1, del presente decreto assume valori superiori a 60
dB(A);
8) periodo diurno: l’intervallo di tempo compreso fra le ore
06:00 e le ore 23:00, ore locali;
9) periodo notturno: l’intervallo di tempo compreso fra le ore
23:00 e le ore 06:00, ore locali.

Art. 3.

Criteri e modalità di misura del rumore aeroportuale.

1. L’indice di valutazione del rumore aeroportuale, ai fini della
determinazione delle curve di isolivello di cui al successivo art. 6,
è il livello di valutazione del rumore aeroportuale (LVA).
2. La procedura per la determinazione del valore di LVA è riportata
nell’allegato A; le procedure per l’esecuzione delle misure sono
riportate in allegato B.
3. Gli allegati A e B sono parte integrante del presente decreto;
essi possono essere modificati con decreto del Ministro dell’ambiente
di concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione.

Art. 4.

Contenimento del rumore.

1. Per gli adempimenti di cui all’art. 3, comma 1, lettera m),
punti 1), 2) e 4), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono
istituite due commissioni incaricate di predisporre criteri generali
per la definizione, rispettivamente:
a) di procedure antirumore in tutte le attività aeroportuali come
definite all’art. 3, comma 1, lettera m), punto 3), della legge 26
ottobre 1995, n. 447;
b) delle zone di rispetto per le aree e le attività aeroportuali
ed ai criteri per regolare l’attività urbanistica nelle zone di
rispetto;
c) della classificazione degli aeroporti in relazione al livello
di inquinamento acustico e delle caratteristiche dei sistemi di
monitoraggio.
2. La commissione istituita per gli adempimenti di cui al comma 1,
lettere a) e b), è presieduta dal presidente dell’Ente nazionale per
l’aviazione civile o da un suo delegato ed è composta da due
rappresentanti dell’Ente stesso ed un rappresentante,
rispettivamente, del Ministero dell’ambiente, dell’Agenzia nazionale
per la protezione dell’ambiente, dell’Ente nazionale di assistenza al
volo, dei vettori aerei e delle società di gestione aeroportuale.
3. La commissione istituita per gli adempimenti di cui al comma 1,
lettera b), è presieduta dal direttore del servizio inquinamento
atmosferico, acustico e per le industrie a rischio del Ministero
dell’ambiente o da un suo delegato ed è composta da due
rappresentanti del Ministero dell’ambiente e dell’Ente nazionale per
l’aviazione civile ed un rappresentante, rispettivamente,
dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, dell’Ente
nazionale per l’assistenza al volo, dei vettori aerei e delle società
di gestione aeroportuale.
4. I lavori delle commissioni di cui ai precedenti commi si
concludono entro trenta giorni dall’insediamento.

Art. 5.

Procedure antirumore.

1. Entro trenta giorni dal termine dei lavori delle commissioni di
cui al precedente art. 4, l’Ente nazionale per l’aviazione civile
istituisce, per ogni aeroporto aperto al traffico civile, una
commissione presieduta dal competente direttore della circoscrizione
aeroportuale e composta da un rappresentante per ognuno dei seguenti
soggetti: regione, provincia e comuni interessati; Agenzia regionale
per la protezione dell’ambiente; dell’Ente nazionale di assistenza al
volo, vettori aerei, società di gestione aeroportuale.
2. Entro novanta giorni dal loro insediamento, le commissioni di
cui al comma precedente, definiscono le procedure antirumore che sono
adottate con provvedimento del direttore della circoscrizione
aeroportuale.

Art. 6.

Caratterizzazione acustica dell’intorno aeroportuale.

1. Le commissioni di cui all’art. 5, comma 1, del presente decreto,
tenuto conto del piano regolatore aeroportuale, degli strumenti di
pianificazione territoriale e urbanistica vigenti e delle procedure
antirumore adottate, definisce, nell’intorno aeroportuale, i confini
delle seguenti aree di rispetto: zona A, zona B, zona C.
2. All’interno di tali zone valgono i seguenti limiti per la
r…

[Continua nel file zip allegato]

Geometra.info