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Modalità di certificazione delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti ad essi connessi.

dm 02/04/1998

RISCALDAMENTO
Decreto Ministeriale 2 aprile 1998 (in Gazz. Uff., 5 maggio, n. 102).
– Modalità di certificazione delle caratteristiche e delle
prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti ad essi
connessi.

Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di
concerto con il Ministro dei lavori pubblici:
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 10, recante: <<Norme per
l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso
razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle
fonti rinnovabili di energia>>; Visto in particolare l’art. 32 della
citata legge n. 10/1991, secondo cui le modalità di certificazione
delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche dei componenti
degli edifici e degli impianti sono stabilite con decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di
concerto con il Ministro dei lavori pubblici; Visto l’art. 34, comma
6, della medesima legge n. 10/1991, secondo cui l’inosservanza delle
prescrizioni di cui all’art. 32 della stessa legge è punita con la
sanzione amministrativa non inferiore a lire cinque milioni e non
superiore a lire cinquanta milioni, fatti salvi i casi di
responsabilità penale; Visto l’art. 37, della medesima legge n.
10/1991, secondo cui i decreti ministeriali di cui al titolo II di
detta legge entrano in vigore centottanta giorni dopo la data della
loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana; Vista la legge 21 giugno 1986, n. 317, che dà attuazione
alla direttiva n. 83/189/CEE relativa alla procedura di informazione
nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche; Visto il
decreto del Presidente della Repubblica n. 246 del 21 aprile 1993, di
attuazione della direttiva n. 89/106/CEE relativa ai prodotti da
costruzione, ed in particolare l’art. 2 che fissa le condizioni di
immissione sul mercato, nonchè gli articoli 8 e 9, che stabiliscono
gli organismi interessati dall’attestato di conformità e le procedure
di riconoscimento; Visto il decreto del Presidente della Repubblica
n. 660 del 15 novembre 1996, di attuazione della direttiva n.
92/42/CEE concernente i requisiti delle nuove caldaie ad acqua calda,
alimentate con combustibili liquidi o gassosi; Visto il decreto del
Presidente della Repubblica n. 661 del 15 novembre 1996, di
attuazione della direttiva n. 90/396/CEE concernente gli apparecchi a
gas; Ritenuto di dover dare attuazione a quanto previsto dal citato
art. 32 in attesa della determinazione normativa di un sistema
nazionale di certificazione; Esperita la procedura di cui alla
direttiva n. 83/189/CEE relativa alla notifica alla Commissione
dell’Unione europea n. 93/0024/I;
Decreta:

Art. 1.

Ambito di applicazione e definizioni.

1. Le disposizioni del presente decreto, ai sensi dell’art. 32
della legge 9 gennaio 1991, n. 10, si applicano, con le limitazioni
fissate al comma 3 dell’art. 2, a quei prodotti che sono
commercializzati in via autonoma per l’utilizzazione quali componenti
di edifici o di impianti al servizio degli edifici che assolvono ad
una o più funzioni energeticamente significative.
2. Ai fini del presente decreto, si intende:
a) per <<componenti degli edifici>>, i materiali e i manufatti
costituenti l’edificio, rientranti nell’allegato A del presente
decreto;
b) per <<componenti degli impianti>>, le macchine, gli apparecchi
e i dispositivi in genere che costituiscono gli impianti tecnologici
al servizio degli edifici e che rientrano nell’allegato A del
presente decreto;
c) per <<certificazione>>, l’atto mediante il quale un organismo
riconosciuto come indipendente rispetto all’oggetto in questione
(organismo notificato, organismo di certificazione di sistema di
qualità, organismo di certificazione di prodotto, laboratorio)
dichiara che un prodotto o componente ha determinate caratteristiche
o prestazioni energetiche ed è conforme alla specifica tecnica
corrispondente;
d) per <<dichiarazione del produttore>>, l’attestazione da parte
di quest’ultimo, o del suo mandatario stabilito nell’Unione europea,
delle caratteristiche e prestazioni energetiche di un prodotto o
componente, come certificate da un organismo indipendente;
e) per <<prova>>, l’operazione tecnica che consiste nella
determinazione di una o più caratteristiche e prestazioni di un
determinato prodotto o componente, eseguita secondo quanto previsto
dalle specifiche tecniche, come definite dall’art. 1 della legge 21
giugno 1986, n. 317, <<Attuazione della direttiva n. 83/189/CEE
relativa alla procedura di informazione nel settore delle norme e
delle regolamentazioni tecniche>>.

Art. 2.

Componenti da certificare.

1. La certificazione concerne le classi di componenti, di cui
all’allegato A del presente decreto, relativamente alle
caratteristiche ed alle prestazioni energetiche indicate
nell’allegato A stesso.
2. Ai fini del presente decreto, l’obbligo di certificazione è
limitato ai casi in cui nella denominazione di vendita,
nell’etichetta o nella pubblicità sia fatto riferimento alle
caratteristiche e prestazioni di cui all’allegato A, ovvero siano
usate espressioni che possano indurre l’acquirente a ritenere il
prodotto destinato a qualsivoglia utilizzo ai fini del risparmio di
energia.
3. Per i prodotti compresi nell’allegato A, che rientrino altresì
nell’ambito di applicazione delle direttive n. 89/106/CEE, sui
materiali da costruzione, n. 90/396/CEE, sugli apparecchi a gas e n.
92/42/CEE sui requisiti di rendimento delle nuove caldaie ad acqua
calda e relativi provvedimenti di attuazione, si applicano le vigenti
procedure di certificazione. Restano ferme le procedure di
certificazione previste per specifici settori da altre direttive
comunitarie o da altre norme italiane o di altri Stati membri a
queste ritenute equivalenti.
4. Per i prodotti di cui al comma 3, le disposizioni del presente
decreto si applicano, in assenza di norme europee armonizzate e
sempre che ricorrano le condizioni di cui al comma 2, solo per
integrare con l’indicazione delle caratteristiche e prestazioni
energetiche di cui all’allegato A le attestazioni, i marchi e le
etichette previsti dalle disposizioni prevalenti richiamate al
medesimo comma 3.
5. Per i prodotti e componenti che rientrino nel campo delle
applicazioni della direttiva n. 92/75/CEE e suoi successivi
aggiornamenti, le disposizioni del presente decreto hanno effetto
fino alla data di attuazione delle direttive di applicazione previste
all’art. 9 della direttiva medesima.
6. Le tipologie di componenti di cui all’allegato A, sono
aggiornate periodicamente, con la medesima procedura prevista per
l’emanazione del presente decreto, in relazione all’evoluzione
tecnologica ed alla progressiva emanazione di regole e norme tecniche
in materia da parte di organismi nazionali, internazionali e
comunitari.

Art. 3.

Modalità di certificazione.

1. Salvo quanto previsto all’art. 2, commi 3 e 4, per i prodotti di
cui al presente decreto la certificazione può essere costituita da
una <<dichiarazione del produttore>> mediante la quale quest’ultimo o
il suo mandatario stabilito nell’Unione europea attesta le
caratteristiche e le prestazioni energetiche del prodotto indicate
nell’allegato A e dichiara che dette caratteristiche e prestazioni
sono state determinate mediante prove effettuate presso un
laboratorio o certificate da un organismo di certificazione di
prodotto, accreditati presso uno dei Paesi membri della Comunità
europea, applicando una o più delle procedure previste dalla
normativa di seguito indicata:
a) regole tecniche la cui osservanza sia obbligatoria in uno
Stato membro della CEE;
b) norme tecniche europee elaborate da CEN, CENELEC, ed ETSI o,
in assenza di queste, norme tecniche nazionali emesse dagli Organismi
di normazioni dei Paesi CEE elencati in allegato alla direttiva CEE
n. 83/189 del 28 marzo 1983 e successivi aggiornamenti.
2. In assenza delle procedure di prova di cui al comma 1, possono
essere applicate, previa approvazione dell’Autorità competente di uno
dei Paesi dell’Unione europea, procedure previste da:
a) regole tecniche legalmente applicate in Paesi esterni alla
CEE;
b) norme tecniche emesse da Organismi di normazione di Paesi
esterni alla CEE.
3. Nella dichiarazione di cui al comma 1, l’attestante ha l’obbligo
di:
quantificare le caratteristiche e le prestazioni del prodotto,
secondo le indicazioni dell’allegato A;
indicare il laboratorio presso il quale sono state eseguite le
prove, o l’Organismo di certificazione del prodotto;
evidenziare le procedure di prova applicate.
4. Nel caso di componenti prodotti da imprese che abbiano
conseguito una certificazione di rispondenza ai requisiti fissati
dalle norme UNI EN ISO serie 9.000, la dichiarazione di cui al comma
1 può essere sottoscritta senza alcun riferimento al laboratorio
presso il quale sono state effettuate le prove.

Art. 4.

Indicazione sui prodotti degli estremi della certificazione.

1. L’indicazione degli estremi della avvenuta certificazione da
riportare sui componenti a cura del produttore o del suo mandatario
st…

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