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Disciplina delle caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico nonchè delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione.

dpcons 02/10/1995

OLI MINERALI, IDROCARBURI E GAS
INQUINAMENTO
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 ottobre 1995 (in
Gazz. Uff., 25 novembre, n. 276). — Disciplina delle caratteristiche
merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini
dell’inquinamento atmosferico nonchè delle caratteristiche
tecnologiche degli impianti di combustione.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri:

Su proposta del Ministro dell’ambiente di concerto con il Ministro
della sanità, sentito il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato; Visto l’art. 2, comma 1, lettere b) e c), comma 2 e
comma 3, della legge 8 luglio 1986, n. 349; Visto l’art. 16 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203; Visto
il decreto ministeriale dell’8 maggio 1989 che fissa valori limite di
emissione per i nuovi impianti di combustione superiori a 50 MW;
Visto il decreto ministeriale 12 luglio 1990 che fissa valori limite
di emissione per gli impianti industriali esistenti; Visto il decreto
ministeriale del 20 maggio 1991 che fissa <<Criteri per
l’elaborazione dei piani regionali per il risanamento della qualità
dell’aria>>; Viste le leggi 9 gennaio 1991, n. 9 e n. 10; Visto il
decreto ministeriale del 31 dicembre 1993 che fissa <<Modalità di
applicazione del trattamento agevolato per il biodiesel e criteri di
ripartizione del contingente>>; Visto il decreto-legge 27 gennaio
1992, n. 95; Visti i protocolli alla Convenzione sull’inquinamento
trasfrontaliero a lunga distanza adottata a Ginevra il 13 novembre
1979; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4
giugno 1988, n. 240, come modificato dal decreto-legge 27 gennaio
1992, n. 97, che fissa il tenore di zolfo nel gasolio; Visto il
decreto-legge 10 maggio 1995, n. 162; Vista la delibera del CIPE del
25 febbraio 1994 relativa alla programmazione nazionale per il
contenimento delle emissioni di anidride carbonica;

Decreta:

Art. 1.

Ambito di applicazione.

1. Il presente decreto disciplina le caratteristiche merceologiche
dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell’inquinamento
atmosferico nonchè le caratteristiche tecnologiche degli impianti di
combustione.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma 1, fermo restando il
rispetto dei decreti emanati ai sensi dell’art. 3, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, negli
impianti di combustione con potenza termica uguale o superiore a 50
MW è consentito altresì l’uso di:
olio combustibile ed altri distillati pesanti di petrolio con
contenuto di zolfo non superiore al 3% in peso, con residuo
carbonioso non superiore al 18% in peso e con contenuto di nichel e
vanadio, come somma, non superiore a 230 ppm;
lignite con contenuto di zolfo non superiore all’1,5% in peso;
miscele acqua-carbone, anche additivate con stabilizzanti ed
emulsionanti, purchè il carbone utilizzato corrisponda ai requisiti
indicati al comma 1;
coke da petrolio con contenuto di zolfo non superiore al 3% in
peso e di materie volatili non superiore al 12% in peso.
3. Fatto salvo quanto previsto ai precedenti commi, negli impianti
di combustione con potenza termica nominale uguale o superiore a 50
MW che rispettino i valori limite di emissione fissati ai sensi
dell’art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio 1988, n. 203, è consentito altresì l’uso di:
emulsioni in acqua di bitumi naturali con contenuto in acqua non
superiore al 35% in peso, aventi un contenuto di zolfo non superiore
al 3% in peso e un contenuto di vanadio e nichel, come somma, non
superiore a 450 ppm (entrambi i valori sono riferiti alla emulsione
tal quale);
petrolio greggio con contenuto di nichel e vanadio, come somma,
non superiore a 230 ppm, il cui impiego è comunque sottoposto alla
disciplina di cui al decreto del Presidente della Repubblica 17
maggio 1988, n. 175 e successivi aggiornamenti.
4. Fatto salvo quanto previsto ai precedenti commi, fermo restando
il rispetto dei decreti emanati ai sensi dell’art. 3, comma 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, nel
luogo stesso di produzione è consentito altresì l’uso di:
olio combustibile ed altri distillati pesanti di petrolio con
contenuto di zolfo non superiore al 3% in peso, con residuo
carbonioso non superiore al 18% in peso e con contenuto di nichel e
vanadio, come somma, non superiore a 230 ppm;
coke da petrolio;
tutti i combustibili derivanti da greggi nazionali, in deroga a
quanto previsto all’allegato 3B, punto B)4, al decreto ministeriale
12 luglio 1990.
5. Fatto salvo quanto previsto ai precedenti commi, fermo restando
il rispetto dei decreti emanati ai sensi dell’art. 3, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, negli
impianti nei quali durante il processo produttivo o di combustione i
composti dello zolfo vengono fissati e/o combinati in percentuale non
inferiore al 60% con il prodotto che si ottiene, è consentito altresì
l’uso di:
olio combustibile ed altri distillati pesanti di petrolio con
contenuto di zolfo non superiore al 4% in peso, con residuo
carbonioso non superiore al 18% in peso e con contenuto di nichel e
vanadio, come somma, non superiore a 230 ppm;
bitume di petrolio con contenuto di zolfo non superiore al 6% in
peso;
coke da petrolio con contenuto di zolfo non superiore al 6% in
peso.
6. Le disposizioni di cui al precedente comma non si applicano ai
forni per la produzione della calce impiegata nell’industria
alimentare.
7. Fatto salvo quanto previsto ai precedenti commi, nella Regione
Sardegna è altresì consentito l’uso di combustibili indigeni, incluse
le miscele acqua-carbone, in:
centrali termoelettriche e impianti di produzione, combinata e
non, di energia elettrica e termica purchè vengano raggiunte le
percentuali di desolforazione riportate nell’allegato VIII della
direttiva 88/609/CEE, resta fermo il rispetto dei decreti emanati ai
sensi dell’art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 203;
impianti di cui al comma 2 del presente articolo.

Titolo I
COMBUSTIBILI PER USO INDUSTRIALE

Art. 2.

Definizione.

1. I combustibili per uso industriale sono quelli utilizzati negli
impianti disciplinati dal decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio 1988, n. 203, nonchè quelli utilizzati nelle attività di cui
agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente della Repubblica 25
luglio 1991 in materia di emissioni poco significative e di attività
a ridotto inquinamento, ovvero indicati nel punto 3 del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 21 luglio 1989 recante atto di
indirizzo e coordinamento alle regioni.

Art. 3.

Combustibili consentiti.

1. Salvo quanto indicato nei successivi articoli, negli impianti di
cui all’art. 2 è consentito l’uso dei seguenti combustibili:
gas naturale;
gas di petrolio liquefatto;
gas di raffineria e petrolchimici;
gas d’altoforno, di cokeria, e d’acciaieria;
gasolio, kerosene ed altri distillati leggeri e medi di petrolio
con contenuto di zolfo non superiore allo 0,2% in peso;
biodiesel avente le caratteristiche di cui all’allegato al
decreto ministeriale 31 dicembre 1993 pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 1994;
olio combustibile ed altri distillati pesanti di petrolio con
contenuto di zolfo non superiore all’1% in peso, con residuo
carbonioso non superiore al 15% in peso e con contenuto di nichel e
vanadio, come somma, non superiore a 230 ppm;
legna tal quale e carbone di legna;
carbone da vapore con contenuto di zolfo non superiore all’1% in
peso e di materie volatili non superiore al 35% in peso;
coke metallurgico e da gas con contenuto di zolfo non superiore
all’1% in peso e di materie volatili non superiore al 2% in peso;
antracite, prodotti antricitosi e loro miscele con contenuto di
zolfo non superiore all’1% in peso e di materie volatili non
superiore al 13% in peso.

Art. 4.

1. Negli impianti di cui all’art. 2 è consentito l’uso come
combustibile dei residui individuati dal decreto del Ministero
dell’ambiente del 16 gennaio 1995, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 1995 e successive modificazioni, con
le limitazioni e prescrizioni ivi previste, anche ai sensi e per gli
effetti delle leggi n. 9 e n. 10 del 9 gennaio 1991.
2. Negli impianti di cui all’art. 2 è consentito l’uso come
combustibile degli oli usati normati dal decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 95, con le limitazioni e prescrizioni ivi previste.

Art. 5.

Impianti di combustione
con potenza termica non superiore a 3 MW.

1. Negli impianti previsti all’art. 2 aventi potenza termica non
superiore a 3 MW, fatti salvi i luoghi stessi di produzione, è
comunque vietato l’uso dei seguenti combustibili:
carbone da vapore;
coke metallurgico e da petrolio;
antracite, prodotti antracitosi e loro miscele;
gas da raffineria e petrolchimici;
gas da altoforno, di cokeria e d’acciaieria;
limitatamente ai nuovi impianti, olio combustibile ed altri
distillati pesanti di petrolio con contenuto di zolfo superiore allo
0,3% in peso, con residuo carbonioso superiore al 10% in peso e c…

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