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Norme sul contenimento dei consumi energetici, lo sviluppo delle font...

Norme sul contenimento dei consumi energetici, lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e l'esercizio di centrali elettriche alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi (1) (2).

L 29/05/1982 n. 00000308 VIGENTE

RISCALDAMENTO
Legge 29 maggio 1982, n. 308 (in Gazz. Uff., 7 giugno 1982, n. 154).
— Norme sul contenimento dei consumi energetici, lo sviluppo delle
fonti rinnovabili di energia e l’esercizio di centrali elettriche
alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi (1) (2).

(1) Vedi, anche, la l. 21 aprile 1983, n. 127.
(2) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).
Art. 1.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 2.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 3.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 4.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 22, l. 9 gennaio 1991, n. 9.

Art. 5.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 6.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 7.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 8.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 9.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 10.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 11.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 12.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 13.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 14.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 15.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 16.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 17.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 24, l. 9 gennaio 1991, n. 9.

Art. 18.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 19.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 20.

Regione Valle d’Aosta – Concessioni idroelettriche.

Resta ferma la competenza della regione Valle d’Aosta in materia di
acque e concessioni idroelettriche ai sensi della legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, della legge 5 luglio 1975, n.
304, e della legge regionale 8 novembre 1956, n. 4.
La regione Valle d’Aosta, in deroga al disposto di cui al secondo
comma dell’articolo 1 della legge 5 luglio 1975, n. 304, può
subconcedere le acque relative a derivazioni idroelettriche aventi
potenza non superiore a 30.000 Kw, oltre che all’ENEL e agli altri
soggetti diversi dall’ENEL previsti dalla legge 6 dicembre 1962, n.
1643, anche ad altri enti locali o consorzi di enti locali che ne
facciano domanda.
La domanda è comunicata in copia dalla regione Valle d’Aosta
all’ENEL, al quale è riconosciuto diritto di prelazione da esercitare
entro 60 giorni dalla ricezione della citata comunicazione.

Art. 21.

Interventi della Cassa conguaglio per il settore elettrico.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce, con due commi, il quinto comma dell’art. 1, d.l. 4
settembre 1981, n. 495, conv. in l. 4 novembre 1981, n. 617.

Art. 22.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 23.

Etichettatura degli apparecchi di riscaldamento.

é fatto obbligo ai costruttori di apparecchi di riscaldamento o
domestici e, qualora si tratti di apparecchi prodotti all’estero,
agli importatori o ai rivenditori, ciascuno per la parte loro
spettante, di munire gli apparecchi stessi di etichetta inerente
all’informazione sul consumo di energia. Le modalità di applicazione
delle etichette, il loro formato ed il loro contenuto saranno
stabiliti con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, in conformità alle direttive comunitarie, entro tre
mesi dalla entrata in vigore della presente legge.
Le categorie di apparecchi alle quali si applicano le disposizioni
del presente articolo in ogni caso comprendono, oltre agli apparecchi
per l’utilizzazione delle fonti di energia di cui all’articolo 1
della presente legge: apparecchi per la produzione di acqua calda,
forni, frigoriferi e congelatori, lavatrici, lavastoviglie,
essiccatori a tamburo, macchine per la stiratura di biancheria,
bruciatori, caldaie, generatori di aria calda, stufe.
Decorsi sei mesi dall’emanazione del decreto di cui al primo comma,
è vietata la vendita al pubblico degli apparecchi di cui ai commi
precedenti, se privi di targhetta.
Chiunque violi le disposizioni del presente e del precedente
articolo è soggetto, salvo che il fatto costituisca reato, alla
sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di
denaro da L. 1.000.000 a L. 10.000.000. Si applicano le disposizioni
recate dalla legge 24 novembre 1981, n. 689.

Art. 24.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 25.

Norme transitorie.

Le iniziative di cui agli articoli 6, 8, 10, 11, 12, 13, 14,
intraprese dopo la data del 30 giugno 1981, sono ammesse ai benefici
previsti dalla presente legge.

Art. 26.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 23, l. 9 gennaio 1991, n. 10.

Art. 27.

All’onere complessivo di lire 878 miliardi, derivante
dall’applicazione della presente legge per gli anni 1981 e 1982, si
provvede mediante imputazione all’autorizzazione di spesa di cui
all’art. 25, L. 30 marzo 1981, n. 119, e conseguente riduzione del
fondo speciale di cui al capitolo 9001 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro in ragione di lire 410 miliardi per l’anno 1981
e di lire 468 miliardi per l’anno 1982 (1).
Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

(1) Comma così sostituito dall’art. 50, l. 7 agosto 1982, n. 526.

TABELLE

(Omissis).

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