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Localizzazione degli impianti per la produzione di energia elettrica....

Localizzazione degli impianti per la produzione di energia elettrica.

l 18/12/1973 n. 00000880

ENERGIA ELETTRICA
Legge 18 dicembre 1973, n. 880 (in Gazz. Uff., 7 gennaio, n. 6). —
Localizzazione degli impianti per la produzione di energia elettrica.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1. La localizzazione, la costruzione e la gestione sul
territorio nazionale dei nuovi impianti termici per la produzione di
energia elettrica e la localizzazione e la costruzione delle reti di
trasporto ad alta tensione, nonchè l’ampliamento degli impianti
esistenti, da effettuarsi da parte dell’Enel, sono regolati dalle
norme seguenti.

Art. 2. Nell’ambito delle linee fondamentali dell’assetto del
territorio nazionale identificate a norma dell’art. 9, ultimo comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 8, i
programmi pluriennali di costruzione di cui al n. 1 dell’art. 1 del
decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 1962, n. 1670,
sono approvati dal CIPE d’intesa con la commissione consultiva
interregionale di cui all’art. 9 della legge 27 febbraio 1967, n. 48.
In detti programmi saranno in particolare indicate le aree
geografiche nelle quali sia opportuna o conveniente la localizzazione
degli impianti, tenendo conto del fabbisogno energetico di tali aree,
anche in relazione alle esigenze di un equilibrato sviluppo economico
del Paese.
Dopo la presentazione al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del conto consuntivo, il presidente del consiglio di
amministrazione dell’Enel è chiamato a illustrare l’attività
dell’Ente, con specifico riferimento alla costruzione di nuovi
impianti, di fronte a una commissione parlamentare composta di 5
senatori e di 5 deputati scelti dai presidenti delle due Camere.

Art. 3. Sulla base dei programmi e dell’indicazione delle aree
geografiche di cui all’art. 2, fatti salvi i poteri delle regioni a
statuto speciale, su richiesta del Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato, le regioni, d’intesa con i comuni
interessati e sentito l’Enel, determinano entro 3 mesi l’area
destinata alla costruzione o all’ampliamento degli impianti
termoelettrici tenendo conto delle esigenze tecnico-economiche che
condizionano la localizzazione degli impianti stessi nonchè le norme
a tutela della salute e dell’ambiente.
Trascorso inutilmente il termine di cui al primo comma decide la
regione entro i successivi due mesi.
In mancanza della decisione della regione prevista dal comma
precedente, il CIPE, con la partecipazione del presidente della
giunta regionale competente per territorio, determina la
localizzazione e la notifica al comune interessato.
La determinazione della localizzazione costituisce autorizzazione
alla variante del piano regolatore o del programma di fabbricazione,
nell’ipotesi in cui l’area localizzata, in ogni caso fuori del centro
abitato, non abbia una destinazione industriale.
Entro 30 giorni dalla comunicazione, che sarà effettuata dalla
regione o dal CIPE al comune interessato, dell’avvenuta
determinazione della localizzazione, il comune deve adottare gli atti
necessari per adattare gli strumenti urbanistici comunali alla
variante autorizzata e stipulare la convenzione di cui all’art. 8
della legge 6 agosto 1967, n. 765.
Le licenze edilizie che si renderanno necessarie per l’attuazione
del progetto delle centrali saranno rilasciate dal comune entro 30
giorni dalla presentazione del progetto da parte dell’Enel anche nel
caso in cui non fosse ancora intervenuta l’approvazione della
variante da parte della regione.

Art. 4. I progetti degli impianti termici per la produzione di
energia elettrica e della relativa rete di trasporto ad alta tensione
debbono essere presentati dall’Enel al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, corredati da adeguata documentazione
tecnica, del piano delle infrastrutture primarie e secondarie e con
la particolareggiata indicazione delle misure di salvaguardia della
salute e dell’ambiente, anche in riferimento ai rumori, alle
vibrazioni e alle acque e ivi compresi i sistemi di rilevamento
dell’inquinamento atmosferico in base alle norme di cui al successivo
art. 6.
La realizzazione delle opere di cui al comma precedente e i
relativi oneri sono a carico dell’Enel.
Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
provvede, entro due mesi, all’istruttoria per la parte di sua
competenza richiedendo il nulla osta delle competenti soprintendenze
ai monumenti e alle antichità, nonchè il parere della commissione
centrale contro l’inquinamento atmosferico, integrata dal presidente
della regione interessata e da due componenti del comitato regionale
contro l’inquinamento atmosferico.
Per gli impianti nucleari restano ferme le disposizioni del capo
VII del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n.
185.

Art. 5. L’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli
impianti termici è data dal Ministro per l’industria, il commercio e
l’artigianato sentiti i Ministri per la pubblica istruzione, per la
sanità e per l’ambiente e il presidente della regione interessata.
L’autorizzazione sostituisce il provvedimento di cui all’art. 211,
secondo comma, del testo unico sulle acque e impianti elettrici,
approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, ed ha
efficacia di dichiarazione di pubblica utilità, nonchè di
indifferibilità o urgenza delle relative opere, ai sensi e per gli
effetti dell’art. 71 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, e
successive modificazioni.

Art. 6. Intorno ad ogni centrale termoelettrica che sarà costruita
ai sensi della presente legge deve essere installata da parte
dell’Enel una doppia rete di rilevamento chimico e meteorologico con
terminali doppi, di adeguata densità ed estensione, atta a rilevare
la concentrazione al suolo degli inquinanti emessi dall’impianto
stesso.
Dovranno essere altresì installate adeguate strumentazioni di
rilevamento delle perturbazioni termiche nelle acque e dell’intensità
dei rumori provocati dal funzionamento delle centrali stesse.
La rete di cui al primo comma è costituita da apparecchi misuratori
che rendano possibili rilevamenti continui e sistematici, con
l’immediata trasmissione dei risultati ai due terminali, nonchè da un
idoneo sistema di elaborazione statistica dei dati.
Uno dei due terminali è a disposizione degli enti locali
interessati, che hanno comunque libero accesso sia alla rete che al
secondo terminale affidato all’Enel così come alle strumentazioni di
cui al secondo comma.
Ove da tali rilevamenti risulti in particolare la presenza al suolo
di anidride solforosa superiore allo 0,10 parti per milione come
media nelle 24 ore e superiore allo 0,25 parti per milione nella
mezz’ora, è fatto obbligo all’Enel di adottare ogni immediato
accorgimento perchè l’inquinamento rientri nei limiti suddetti.

Art. 7. I termini delle procedure previste dagli articoli
precedenti sono ridotti dei due terzi per gli impianti termoelettrici
autorizzati dal CIPE alla data di entrata in vigore della presente
legge, da costruire o da ultimare nei seguenti comuni:
1) Rossano;
2) Monte Sant’Angelo;
3) Santi Cosma e Damiano — Castelforte (località Vignali);
4) Civitavecchia (località Torvaldaliga Nord);
5) Chivasso;
6) Porto Tolle (località Valle Lustraura);
7) Brindisi;
8) Tavazzano con Villavesco-Montanaso Lombardo;
9) Vado Ligure-Quiliano.
Restano salve le autorizzazioni già concesse per i predetti
impianti.

Art. 8. Per la localizzazione e la costruzione dell’impianto per il
trasporto dell’energia elettrica a 380 kV Poggio a Caiano-Roma Nord,
già autorizzato dal CIPE, si applicano, limitatamente agli atti della
procedura ancora da compiere, le norme degli articoli 1, 2, 3 e 4
della presente legge, sostituito al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato il Ministero dei lavori pubblici.

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