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Ordinamento delle autonomie locali (1) (2) (3)....

Ordinamento delle autonomie locali (1) (2) (3).

L 08/06/1990 n. 00000142 VIGENTE

ENTI LOCALI
Legge 8 giugno 1990, n. 142 (in Gazz. Uff., 12 giugno 1990, n. 135,
s.o.). — Ordinamento delle autonomie locali (1) (2) (3).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94 e art.
2, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.
(2) In attuazione della delega conferita dall’articolo 1, l. 15
marzo 1997, n. 59, con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sono state
conferite alle regioni, ed agli enti locali, nonché, nei casi
espressamente previsti, alle autonomie funzionali, tutte le
competenze inerenti i settori dello sviluppo economico, che
ricomprende: l’artigianato, l’industria, l’energia, le miniere, le
risorse geotermiche, l’ordinamento delle camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, le fiere e i mercati, il
commercio, il turismo e l’industria alberghiera, della tutela
dell’ambiente, dei servizi sociali, dei beni culturali e ambientali,
dello spettacolo, dello sport e della polizia amministrativa.
(3) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 114 è stata approvata la riforma
della disciplina relativa al settore del commercio, ex art. 4, comma
4, l. 15 marzo 1997, n. 59.

(Omissis).

Capo I
PRINCIPI GENERALI
Art. 1.
Oggetto della legge.

1. La presente legge detta i princìpi dell’ordinamento dei comuni e
delle province e ne determina le funzioni.
2. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle
regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di
Bolzano se incompatibili con le attribuzioni previste dagli statuti e
dalle relative norme di attuazione.
3. Ai sensi dell’articolo 128 della Costituzione, le leggi della
Repubblica non possono introdurre deroghe ai princìpi della presente
legge se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.

Art. 2.
Autonomia dei comuni e delle province.

1. Le comunità locali, ordinate in comuni e province sono autonome.
2. Il comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità,
ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.
3. La provincia, ente locale intermedio fra comune e regione, cura
gli interessi e promuove lo sviluppo della comunità provinciale.
4. I comuni e le province hanno autonomia statutaria ed autonomia
finanziaria nell’ambito delle leggi e del coordinamento della finanza
pubblica.
5. I comuni e le province sono titolari di funzioni proprie.
Esercitano, altresì, secondo le leggi statali e regionali, le
funzioni attribuite o delegate dallo Stato e dalla regione.

Art. 3.
Rapporti tra regioni ed enti locali.

1. Ai sensi dell’articolo 117, primo e secondo comma, e
dell’articolo 118, primo comma, della Costituzione, ferme restando le
funzioni che attengano ad esigenze di carattere unitario nei
rispettivi territori, le regioni organizzano l’esercizio delle
funzioni amministrative a livello locale attraverso i comuni e le
province.
2. Ai fini di cui al comma 1, le leggi regionali si conformano ai
princìpi stabiliti dalla presente legge in ordine alle funzioni del
comune e della provincia, identificando nelle materie e nei casi
previsti dall’articolo 117 della Costituzione gli interessi comunali
e provinciali in rapporto alle caratteristiche della popolazione e
del territorio.
3. La legge regionale disciplina la cooperazione dei comuni e delle
province tra loro e con la regione, al fine di realizzare un
efficiente sistema delle autonomie locali al servizio dello sviluppo
economico, sociale e civile.
4. La regione determina gli obiettivi generali della programmazione
economico-sociale e territoriale e su questa base ripartisce le
risorse destinate al finanziamento del programma di investimenti
degli enti locali.
5. Comuni e province concorrono alla determinazione degli obiettivi
contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle regioni e
provvedono, per quanto di propria competenza, alla loro
specificazione ed attuazione.
6. La legge regionale stabilisce forme e modi della partecipazione
degli enti locali alla formazione dei piani e programmi regionali e
degli altri provvedimenti della regione.
7. La legge regionale fissa i criteri e le procedure per la
formazione e attuazione degli atti e degli strumenti della
programmazione socio-economica e della pianificazione territoriale
dei comuni e delle province rilevanti ai fini dell’attuazione dei
programmi regionali.
8. La legge regionale disciplina altresì, con norme di carattere
generale, modi e procedimenti per la verifica della compatibilità fra
gli strumenti di cui al comma 7 e i programmi regionali, ove
esistenti.

Capo II
AUTONOMIA STATUTARIA E POTESTA’ REGOLAMENTARE

Art. 4.
Statuti comunali e provinciali.

1. I comuni e le province adottano il proprio statuto.
2. Lo statuto, nell’ambito dei princìpi fissati dalla legge,
stabilisce le norme fondamentali per l’organizzazione dell’ente ed in
particolare determina le attribuzioni degli organi, l’ordinamento
degli uffici e dei servizi pubblici, le forme della collaborazione
fra comuni e province, della partecipazione popolare, del
decentramento, dell’accesso dei cittadini alle informazioni ed ai
procedimenti amministrativi.
3. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto
favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale
maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in
successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è
approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della
maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di
cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.
4. Dopo l’espletamento del controllo da parte del competente organo
regionale, lo statuto è pubblicato nel bollettino ufficiale della
regione, affisso all’albo pretorio dell’ente per trenta giorni
consecutivi ed inviato al Ministero dell’interno per essere inserito
nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra in vigore il
trentesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nel bollettino
ufficiale della regione.

Art. 5.
Regolamenti.

1. Nel rispetto della legge e dello statuto, il comune e la
provincia adottano regolamenti per l’organizzazione ed il
funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione,
per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l’esercizio
delle funzioni.

Capo III
ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

Art. 6.
Partecipazione popolare.

1. I comuni valorizzano le libere forme associative e promuovono
organismi di partecipazione dei cittadini all’amministrazione locale,
anche su base di quartiere o di frazione. I rapporti di tali forme
associative con il comune sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su
situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di
partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo
statuto.
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione
della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze,
petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a
promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi
e devono essere altresì determinate le garanzie per il loro
tempestivo esame. Possono essere previsti referendum consultivi anche
su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo
devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non
possono aver luogo in coincidenza con altre operazioni di voto.

Art. 7.
Azione popolare, diritti d’accesso e di informazione dei cittadini.

1. Ciascun elettore può far valere, innanzi alle giurisdizioni
amministrative, le azioni ed i ricorsi che spettano al comune.
2. Il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio nei
confronti del comune. In caso di soccombenza, le spese sono a carico
di chi ha promosso l’azione o il ricorso.
3. Tutti gli atti dell’amministrazione comunale e provinciale sono
pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione
di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del
sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l’esibizione,
conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro
diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle
persone, dei gruppi o delle imprese.
4. Il regolamento assicura ai cittadini, singoli e associati, il
diritto di accesso agli atti amministrativi e disciplina il rilascio
di copie di atti previo pagamento dei soli costi; individua, con
norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili
dei procedimenti; detta le norme necessarie per assicurare ai
cittadini l’informazione sullo stato degli atti e delle procedure e
sull’ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che
comunque li riguardino; assicura il diritto dei cittadini di
accedere, in generale,…

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