Geometra.info - Geometra.info | Geometra.info

Mobilità sostenibile nelle aree urbane....

Mobilità sostenibile nelle aree urbane.

dm 27/03/1998

INQUINAMENTO
Decreto Ministeriale 27 marzo 1998 (in Gazz. Uff., 3 agosto, n. 179).
– Mobilità sostenibile nelle aree urbane.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri dei lavori
pubblici, della sanità e dei trasporti e della navigazione:
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, che attribuisce le competenze
al Ministero dell’ambiente in materia di prevenzione e controllo
dell’inquinamento atmosferico; Visti i propri decreti del 20 maggio
1991, recanti i criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità
dell’aria e i criteri per l’elaborazione dei piani di risanamento e
tutela della qualità dell’aria; Visti i propri decreti del 15 aprile
1994 e 25 novembre 1994, che stabiliscono i livelli di attenzione e
di allarme per l’inquinamento atmosferico, nonchè gli obiettivi di
qualità dell’aria per il benzene, gli idrocarburi policiclici
aromatici e la frazione respirabile delle polveri; Visto in
particolare l’art. 12 del citato decreto ministeriale 25 novembre
1994, che attribuisce al Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro della sanità, il compito di individuare con decreto i
programmi di intervento per la prevenzione e il controllo, anche nel
breve termine, delle fonti inquinanti di benzene, idrocarburi
policiclici aromatici e polveri respirabili; Visto l’art. 7, comma 1,
lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e
successive modifiche, recante <<Nuovo codice della strada>>; Visto il
proprio decreto del 16 maggio 1996 che stabilisce i livelli di
protezione per la salute umana e la vegetazione relativi
all’inquinamento da ozono troposferico; Viste la legge n. 65/1994 di
ratifica della convenzione sui cambiamenti climatici, le conclusioni
dei Consigli dei Ministri dell’ambiente dell’Unione europea del 3
marzo 1997 e 19 giugno 1997 relative alla riduzione delle emissioni
di gas serra e la delibera CIPE n. 12/97 del 3 dicembre 1997
sull’approvazione delle linee generali della seconda comunicazione
nazionale alla convenzione sui cambiamenti climatici; Considerati gli
impegni assunti in sede internazionale con la firma il 10 dicembre
1997 del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici che vincola
l’Unione europea ad una riduzione dell’8% delle emissioni dei gas di
serra al 2010 rispetto ai livelli del 1990; Visto l’art. 3 della
legge 4 novembre 1997, n. 413; Visto il testo unico delle leggi
sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265;
Considerata l’urgenza di avviare le prime iniziative attuative delle
linee di intervento finalizzate al conseguimento dagli impegni
assunti nella conferenza di Kyoto;
Decreta:

Art. 1. 1. Le regioni devono adottare entro il 30 giugno 1999 il
piano regionale per il risanamento e la tutela della qualità
dell’aria, di cui al decreto del Ministro dell’ambiente del 20 maggio
1991.

Art. 2. 1. I sindaci dei comuni di cui all’allegato III del decreto
del Ministro dell’ambiente del 25 novembre 1994, e tutti gli altri
comuni compresi nelle zone a rischio di inquinamento atmosferico
individuate dalle regioni ai sensi degli articoli 3 e 9 dei decreti
del Ministro dell’ambiente del 20 maggio 1991, adottano le misure
adeguate, ai sensi delle leggi sanitarie, per la prevenzione e la
riduzione delle emissioni inquinanti, qualora sia accertato o
prevedibile il superamento dei limiti e degli obiettivi di qualità
dell’aria stabiliti dai decreti ministeriali 25 novembre 1994 e 16
maggio 1996.

Art. 3. 1. Le imprese e gli enti pubblici con singole unità locali
con più di 300 dipendenti e le imprese con complessivamente più di
800 addetti ubicate nei comuni di cui al comma 1 dell’art. 2,
adottano il piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale
dipendente, individuando a tal fine un responsabile della mobilità
aziendale. Il piano è finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo
di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione
degli orari per limitare la congestione del traffico.
2. Il piano viene trasmesso al comune entro il 31 dicembre di ogni
anno. Entro i successivi sessanta giorni il comune stipula con
l’impresa o l’ente pubblico proponenti eventuali accordi di programma
per l’applicazione del piano.
Il piano viene aggiornato con un rapporto annuale che dovrà
contenere la descrizione delle misure adottate ed i risultati
raggiunti.
3. Viene istituita dai comuni di cui al comma 1 dell’art. 2, presso
l’ufficio tecnico del traffico, una struttura di supporto e di
coordinamento tra responsabili della mobilità aziendale che mantiene
i collegamenti con le amministrazioni comunali e le aziende di
trasporto.
Le imprese e gli enti con singole unità locali con meno di 300
dipendenti possono individuare i responsabili della mobilità
aziendale ed usufruire della struttura di supporto. Tale struttura
potrà avvalersi di consulenze esterne.

Art. 4. 1. I comuni di cui al comma 1 dell’art. 2 incentivano
associazioni o imprese ad organizzare servizi di uso collettivo
ottimale delle autovetture, nonchè a promuovere e sostenere forme di
multiproprietà delle autovetture destinate ad essere utilizzate da
più persone, dietro pagamento di una quota proporzionale al tempo
d’uso ed ai chilometri percorsi.
2. Le incentivazioni e le misure di cui al comma 1 sono ammesse a
condizione che i servizi di uso collettivo ottimale e le forme di
multiproprietà avvengano con autoveicoli elettrici, ibridi, con
alimentazioni a gas naturale o GPL dotati di dispositivo per
l’abbattimento delle emissioni inquinanti, o immatricolati ai sensi
della direttiva 94/12/CEE.

Art. 5. 1. Nel rinnovo annuale del loro parco autoveicolare, le
amministrazioni dello Stato, delle regioni, degli enti locali, degli
enti e dei gestori di servizi pubblici e dei servizi di pubblica
utilità, pubblici e privati, dovranno prevedere che nella
sostituzione degli autoveicoli delle categorie M1 e N1 in dotazione
una quota sia effettuata con autoveicoli elettrici, ibridi, o con
alimentazione a gas naturale, a GPL, con carburanti alternativi con
pari livello di emissioni, dotati di dispositivo per l’abbattimento
delle emissioni inquinanti, nelle seguenti percentuali ed entro i
tempi sottoindicati:
entro il 31 dicembre 1998 nella misura del 5%;
entro il 31 dicembre 1999 nella misura del 10%;
entro il 31 dicembre 2000 nella misura del 20%;
entro il 31 dicembre 2001 nella misura del 30%;
entro il 31 dicembre 2002 nella misura del 40%;
entro il 31 dicembre 2003 nella misura del 50%.

Art. 6. 1. Il Ministro dell’ambiente concorre ad individuare, sulla
base del programma stralcio di tutela ambientale di cui all’art. 2,
comma 106, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ex art. 7 della
legge 8 ottobre 1997, n. 344, specifiche risorse da destinarsi alla
attuazione degli interventi di razionalizzazione della mobilità
indicati nel presente decreto. In particolare vengono destinati,
secondo le procedure indicate dal programma stralcio stesso, 7,2
miliardi di lire alle strutture di supporto delle reti cittadine dei
responsabili della mobilità aziendale, 8,5 miliardi di lire
all’incentivazione dei servizi di uso collettivo ottimale delle
autovetture e di forme di multiproprietà delle autovetture destinate
ad essere utilizzate da più persone, dietro pagamento di una quota
proporzionale al tempo d’uso ed ai chilometri percorsi, 5 miliardi di
lire alla copertura dell’extracosto dei veicoli elettrici, a gas
naturale o a GPL, o con carburanti alternativi con pari livello di
emissioni, ai sensi degli articoli 3, 4, e 5. Vengono inoltre
previsti 9 miliardi di lire per l’acquisto da parte di cittadini di
veicoli elettrici su due ruote e 5 miliardi di lire per la diffusione
di servizi di taxi collettivo.

Geometra.info