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Norme tecniche in materia di livelli e di stati di attenzione ...

Norme tecniche in materia di livelli e di stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane, ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e dell'art. 9 del decreto ministeriale 20 maggio 1991.

dm 15/04/1994

INQUINAMENTO
Decreto Ministeriale 15 aprile 1994 (in Gazz. Uff., 10 maggio, n.
107). — Norme tecniche in materia di livelli e di stati di
attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree
urbane, ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e dell’art. 9 del decreto
ministeriale 20 maggio 1991.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della
sanità:
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1992
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 gennaio 1992, n. 7), recante
<<atto di indirizzo e coordinamento in materia di sistemi di
rilevazione dell’inquinamento urbano>>; Visto il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1993 (pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 28 maggio 1983, n.
145), successivamente modificato con il decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, con cui sono stati fissati i
limiti massimi inderogabili di accettabilità delle concentrazioni e
di esposizione relativi ad inquinanti dell’aria nell’ambito esterno;
Visto l’art. 3, comma 4, lettera c), del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 203; Visto il decreto ministeriale 20
maggio 1991 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 maggio 1991, n.
226) che fissa i criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità
dell’aria ed in particolare l’art. 9 relativo ai livelli di
attenzione di allarme; Visto il parere espresso dall’Istituto
superiore di sanità sui livelli di attenzione e di allarme;
Decreta:

Art. 1.

Finalità.

1. Il presente decreto:
definisce i livelli di attenzione e di allarme per gli inquinanti
atmosferici nelle aree urbane e nelle zone individuate dalle regioni
ai sensi dell’art. 9 del decreto ministeriale 20 maggio 1991
<<criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità dell’aria>>;
stabilisce i criteri di individuazione degli stati di attenzione
e di allarme in base ai quali adottare provvedimenti per prevenire
episodi acuti di inquinamento atmosferico e per rientrare nei limiti
della norma nel caso in cui i livelli di attenzione o di allarme
siano stati superati, anche al fine di prevenire il superamento dei
limiti massimi di accettabilità della concentrazione e di esposizione
fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28
marzo 1993 e dal decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 203.

Art. 2.

Definizioni.

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
Stato di attenzione: una situazione di inquinamento atmosferico
che, se persistente, determina il rischio che si raggiunga lo stato
di allarme.
Stato di allarme: una situazione di inquinamento atmosferico
suscettibile di determinare una condizione di rischio ambientale e
sanitario.
Livelli di attenzione e di allarme: le concentrazioni di
inquinanti atmosferici che determinano lo stato di attenzione e lo
stato di allarme.
Autorità competente: quella competente alla adozione dei
provvedimenti conseguenti alla insorgenza dello stato di attenzione o
di allarme, di cui all’art. 9 del decreto ministeriale 20 maggio
1991.

Art. 3.

Livelli di attenzione e di allarme.

1. I livelli di attenzione e di allarme sono fissati nella tabella
I dell’allegato 1.

Art. 4.

Stati di attenzione e di allarme.

1. Al fine di valutare la probabile evoluzione dell’inquinamento e
stabilire i provvedimenti da adottare, l’autorità competente si
avvale dei dati rilevati dalla rete di monitoraggio conforme ai
criteri di cui al decreto ministeriale 20 maggio 1991 <<criteri per
la raccolta dei dati inerenti la qualità dell’aria>> nonchè delle
previsioni meteorologiche a scala nazionale e locale.
2. Gli stati di attenzione e di allarme vengono attivati sulla base
di cicli di monitoraggio di 24 ore consecutive. L’ora di inizio del
periodo di riferimento viene fissata dall’autorità competente e non
può essere modificata nel corso dello stato di attenzione e di
allarme.
3. Lo stato di attenzione e lo stato di allarme vengono di norma
raggiunti quando, al termine del ciclo di monitoraggio, si rileva il
superamento per uno o più inquinanti dei rispettivi livelli di
attenzione e di allarme in numero di stazioni di rilevamento pari o
superiore a quello indicato nella tabella II dell’allegato 1, anche
se non contemporaneamente. Nel caso di indisponibilità contemporanea
di più di un terzo di dati validi relativi a ciascun inquinante,
l’autorità competente valuterà la possibilità della dichiarazione
dello stato di attenzione e di allarme in base alla rappresentatività
dei dati disponibili.
4. Ove, al termine del ciclo di monitoraggio, si verifichi lo stato
di attenzione o di allarme, l’autorità competente adotta
tempestivamente i provvedimenti che ritiene necessari.
5. La tabella III dell’allegato 1 esemplifica una scansione
temporale per l’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 3 e
4.
6. L’adozione di provvedimenti relativi allo stato di allarme deve
essere comunque attuata quando lo stato di attenzione perduri per
almeno tre giorni consecutivi e le condizioni meteorologiche possano
far prevedere il raggiungimento dello stato di allarme.
7. Quando si verifichi lo stato di attenzione o di allarme,
l’autorità competente informa la popolazione sui livelli di
inquinamento raggiunti, sui provvedimenti adottati, sulle relative
motivazioni, sulla loro prevedibile durata ed indica gli eventuali
comportamenti da adottare per limitare l’esposizione dei gruppi di
popolazione più sensibili.
8. Lo stato di attenzione e lo stato di allarme sono disattivati ed
i provvedimenti relativi sono revocati con effetto immediato qualora
le concentrazioni di inquinanti, rilevate al termine del ciclo
giornaliero, risultino inferiori ai livelli che hanno determinato lo
stato di attenzione o di allarme.

Art. 5.

Misura delle concentrazioni di altri inquinanti.

1. Le autorità competenti, secondo quanto previsto dall’allegato al
citato decreto ministeriale 20 maggio 1991, attivano campagne
sperimentali di misura delle concentrazioni degli inquinanti
individuati nell’allegato 2 al presente decreto.
2. I metodi di misura per gli inquinanti di cui all’allegato 2
saranno stabiliti con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto
con il Ministro della sanità, entro 90 giorni dalla data di
pubblicazione del presente decreto, su indicazione della commissione
tecnico-scientifica prevista dall’art. 6 del decreto ministeriale 20
maggio 1991 <<criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità
dell’aria>>.

Art. 6.

Aggiornamenti.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della
sanità, aggiorna entro il 30 settembre di ogni anno i livelli di
attenzione e di allarme.

(Sono omessi gli allegati).

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