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Linee guida per il contenimento delle emissioni inquinanti degli impianti industriali e la fissazione dei valori minimi di emissione.

dm 12/07/1990 [MOD]

INQUINAMENTO
Decreto Ministeriale 12 luglio 1990 (in Suppl. ordinario alla Gazz.
Uff. n. 176, del 30 luglio). – Linee guida per il contenimento delle
emissioni inquinanti degli impianti industriali e la fissazione dei
valori minimi di emissione.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità
e con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato:
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
203, ed in particolare l’art. 3, comma 2; Visto altresì l’art. 6 del
decreto-legge 30 giugno 1989, n. 245, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 1989, n. 288; Considerato che il Presidente del
Consiglio dei Ministri ha espresso il proprio assenso in ordine
all’adozione del presente decreto con le modalità fissate dal citato
art. 3, comma 2; Visto il proprio decreto in data 8 maggio 1989,
concernente <<Limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni
inquinanti originati dai grandi impianti di combustione>>, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio 1989; Udito il parere
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome, espresso in data 19 giugno 1990; Considerato
che la disciplina relativa ai nuovi impianti potrà essere emanata ai
sensi del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del
1988 allorchè saranno meglio individuate le tecnologie disponibili
per la limitazione delle emissioni di tali impianti;
Decreta:

Art. 1.

Finalità.

1. Il presente decreto stabilisce:
a) le linee guida per il contenimento delle emissioni degli
impianti esistenti come definiti dal combinato disposto dall’art. 2,
comma 10, del decreto del Presidente della Repubblica n. 203/88 e dal
punto 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21
luglio 1989 di attuazione ed interpretazione del decreto stesso;
b) i valori di emissione minimi e massimi per gli impianti
esistenti;
c) i metodi generali di campionamento, analisi e valutazione
delle emissioni;
d) i criteri per l’utilizzazione di tecnologie disponibili per il
controllo delle emissioni;
e) i criteri temporali per l’adeguamento progressivo degli
impianti esistenti.

Art. 2.

Linee guida per il contenimento delle emissioni.

1. Gli impianti devono essere equipaggiati ed eserciti in modo da:
a) rispettare i valori limite di emissione fissati ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203;
b) limitare le emissioni diffuse secondo i criteri stabiliti
nell’art. 3, comma 5, anche tenendo conto delle norme vigenti in
materia di sicurezza e di igiene del lavoro.
2. L’allegato 1 fissa i valori di emissione minimi e massimi per le
sostanze inquinanti ai sensi dell’art. 3, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203. Per alcuni degli
inquinanti emessi da specifiche tipologie di impianti l’allegato 2
fissa valori di emissione minimi e massimi diversi e preminenti
rispetto ai corrispondenti dell’allegato 1. Per gli inquinanti non
espressamente indicati per le specifiche tipologie di impianti in
allegato 2 restano validi i valori in allegato 1.
3. Nei casi in cui negli allegati 1 e 2 siano indicati valori di
flusso di massa, i valori limite di emissione devono essere
rispettati se i valori di flusso di massa stessi sono raggiunti o
superati.
4. Per le raffinerie, gli impianti di combustione con potenza
termica nominale pari o superiore a 50 MW e per gli impianti per la
coltivazione di idrocarburi e dei fluidi geotermici, si applicano
esclusivamente i valori di emissione e le prescrizioni riportati
nell’allegato 3.
5. Le regioni fissano i valori limite di emissione ai sensi
dell’art. 4, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica
24 maggio 1988, n. 203, per le sole sostanze previste dal presente
decreto e da altri decreti emanati ai sensi dell’art. 3, comma 2,
lettera a), del citato decreto del Presidente della Repubblica.
6. Indicazioni su cicli tecnologici relativi a specifiche tipologie
di impianti sono contenute nell’allegato 2.
7. Indicazioni su alcune delle tecnologie disponibili relative agli
impianti di abbattimento sono contenute nell’allegato 5.
8. Successivi aggiornamenti ed integrazioni al presente decreto
sono stabiliti ai sensi dell’art. 3, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203.
9. Le prime integrazioni ed eventuali modifiche saranno stabilite
entro il 31 gennaio 1991.
10. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri del
tesoro, della sanità e dell’industria, è istituita a tal fine una
commissione composta da:
– due rappresentanti del Ministero dell’ambiente, di cui uno con
funzioni di presidente;
– due rappresentanti del Ministero della sanità;
– due rappresentanti del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato;
– due rappresentanti della Presidenza del Consiglio;
– sei rappresentanti delle regioni designati dalla Conferenza
Stato-regioni.

Art. 3.

Valori limite di emissione.

1. Le emissioni possono essere caratterizzate come segue:
a) per concentrazione: rapporto tra massa di sostanza inquinante
emessa e volume dell’effluente gassoso (es. mg/m3);
b) per flusso di massa: massa di sostanza inquinante emessa per
unità di tempo (es. g/h);
c) per fattore di emissione: rapporto tra massa di sostanza
inquinante emessa e unità di misura specifica di prodotto elaborato o
fabbricato (es. kg/t; g/m2);
d) per altre grandezze indicate nell’allegato 2.
2. I valori limite di emissione espressi in concentrazione e il
tenore volumetrico di ossigeno di riferimento si riferiscono al
volume di effluente gassoso rapportato alle condizioni fisiche
normali (O C, O, 1013 MPa) previa detrazione, ove non indicato
espressamente negli allegati, del tenore di vapore acqueo. Ove non
indicato diversamente il tenore di ossigeno dell’effluente gassoso è
quello derivante dal processo.
3. I valori limite di emissione espressi in concentrazione si
riferiscono alla quantità di effluente gassoso non diluito più di
quanto sia inevitabile dal punto di vista tecnico e dell’esercizio.
In caso di ulteriore diluizione dell’effluente gassoso le
concentrazioni delle emissioni devono essere calcolate mediante la
seguente formula:

E = (E¿M * P¿M)/P

dove:
P¿M=portata misurata
E¿M=concentrazione misurata
P=portata di effluente gassoso non diluito più di quanto sia
inevitabile dal punto di vista tecnico e dell’esercizio
E=concentrazione riferita alla portata P
4. Le regioni ai fini della valutazione dell’entità della
diluizione possono indicare portate di effluente gassoso
caratteristiche di specifiche tipologie di impianti. Le regioni
comunicano tali indicazioni al Ministero dell’ambiente.
5. Se nell’effluente gassoso il tenore volumetrico di ossigeno è
diverso da quello indicato come grandezza di riferimento, le
concentrazioni delle emissioni devono essere calcolate mediante la
seguente formula:

E = (21-O)/(21-O¿M) * E¿M

E¿M=concentrazione misurata
E=concentrazione
O¿M=tenore di ossigeno misurato
O=tenore di ossigeno di riferimento
6. Le regioni, sulla base dei criteri che saranno definiti dalla
commissione di cui al precedente art. 2, punto 10, potranno
verificare la convogliabilità di specifiche emissioni diffuse, anche
avvalendosi degli accertamenti già effettuati dagli ispettori del
lavoro o dagli altri organi tecnici previsti dalla normativa vigente.
7. Ove, il convogliamento non sia tecnicamente attuabile, le
emissioni diffuse devono essere adeguate secondo le seguenti
modalità:
– al 31 dicembre 1991, conformemente agli allegati 6 e 7, per le
sostanze di cui all’allegato 1, punto 1, tabelle A1 e A2;
– al 31 dicembre 1997, conformemente agli allegati 6 e 7, per le
sostanze di cui all’allegato 1, punto 2, tabella B, classi I e II,
punto 3, tabella C, classe I, punto 4, tabella D, classe I;
– al 31 dicembre 1997 per le altre sostanze conformemente a quanto
previsto con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con i
Ministri della sanità e dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, da adottarsi entro il 30 ottobre 1990.
8. Le emissioni diffuse provenienti dai depositi di olii minerali e
g.p.l., di cui all’art. 11 del regio decreto-legge 2 novembre 1933,
n. 1741, convertito dalla legge 8 febbraio 1934, n. 367, rientrano
nell’ambito delle vigenti procedure di prevenzione e sicurezza, ed in
particolare di quelle previste dalla citata legge n. 367 del 1934.
9. Le regioni, ai fini dell’applicazione dei valori limite di
emissione, possono fissare valori di flusso di massa maggiore di
quelli indicati negli allegati 1 e 2 per impianti in funzione per
meno di 2200 ore annue, utilizzando criteri di proporzionalità.
10. Quando non indicato diversamente, i valori di emissione
dell’allegato 1, ferme restando le condizioni di flusso indicate,
rappresentano valori minimi; in tali casi il valore massimo di
emissione è uguale al doppio del valore indicato.
11. I valori di emissione degli allegati 2 e 3, ferme restando le
condizioni di flusso indicate, rappresentano valori minimi e massimi
coincidenti quando sono espressi con un unico dato numerico.
12. I valori di emissione espressi in flusso di massa o in
concentrazione si riferiscono …

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