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Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni, ai sensi dell'art. 9 d...

Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni, ai sensi dell'art. 9 della legge 8 luglio 1986, n. 349, per l'attuazione e l'interpretazione del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, recante norme in materia di qualità dell'aria relativamente a specifici agenti inquinanti e di inquinamento prodotto da impianti industriali

dpcons 21/07/1989 [MOD]

INQUINAMENTO
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 luglio 1989 (in
Gazz. Uff., 24 luglio, n. 171). – Atto di indirizzo e coordinamento
alle regioni, ai sensi dell’art. 9 della legge 8 luglio 1986, n. 349,
per l’attuazione e l’interpretazione del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, recante norme in materia di
qualità dell’aria relativamente a specifici agenti inquinanti e di
inquinamento prodotto da impianti industriali.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla proposta del
Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri dell’industria,
del commercio e dell’artigianato e per gli affari regionali ed i
problemi istituzionali:
Visto l’art. 9 della legge 8 luglio 1986, n. 349; Vista la legge 16
aprile 1987, n. 183; Visto il decreto del Presidente della Repubblica
24 maggio 1988, n. 203; Visto l’art. 6 del decreto-legge 30 giugno
1989, n. 245; Vita la sentenza della Corte costituzionale, n. 101 del
22 febbraio-9 marzo 1989, con la quale è stata riconosciuta la
legittimità dei poteri statali di indirizzo e coordinamento
nell’ambito della tutela dall’inquinamento atmosferico; Ritenuto la
necessità di fissare criteri di indirizzo e coordinamento nelle
attività amministrative delle regioni in applicazione del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, al fine di
stabilire una uniformità dell’azione amministrativa in materia di
inquinamento atmosferico e di evitare disparità di trattamento tra
imprese operanti sul territorio nazionale; Ritenuta l’opportunità di
dettare criteri interpretativi uniformi del decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203; Ritenuto che le regioni, in
difetto dei decreti previsti dall’art. 3, comma 2, lettera a), del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, non
possono stabilire in via generale i valori limite di emissione degli
impianti; Rilevato che il sistema previsto dal decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, fissa criteri di immediata
applicazione indipendentemente dalla predeterminazione da parte dello
Stato dei valori limite, dei valori guida di qualità dell’aria, delle
linee guida per il contenimento delle emissioni, nonchè dei valori
limite di emissione, o dalla predeterminazione da parte delle regioni
dei valori limite di emissione, come si evince chiaramente dagli
articoli 3, comma 3, e 4, comma 1, lettera d), del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203; Rilevato che le
regioni esercitano le attività previste dal citato decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, nell’ambito dei
poteri di governo del territorio ed in funzione di una
regolamentazione e di un controllo generale dei flussi di
inquinamento presenti nell’ambiente atmosferico; Preso atto che tali
funzioni sono svolte in conformità con gli indirizzi e con la
necessaria attività di coordinamento attribuiti allo Stato dal nuovo
assetto di competenze stabilito dal predetto decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, in sostituzione della
precedente ripartizione stabilita dagli articoli 101 e 102 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,
riconosciuto costituzionalmente legittimo della sentenza della Corte
costituzionale n. 101 del 22 febbraio-9 marzo 1989; Considerato che,
fino alla determinazione del quadro normativo e programmatico
attraverso i decreti previsti dagli articoli 3 e 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, occorre far
riferimento per il rilascio delle autorizzazioni alle disposizioni
contenute nel citato decreto del Presidente della Repubblica n. 203
del 1988, nonchè al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
28 marzo 1983 e alle disposizioni statali e regionali previgenti; In
conformità alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 21 luglio 1989, con la quale il Presidente del
Consiglio è stato delegato ad emanare un atto di indirizzo e
coordinamento alle regioni, ai sensi dell’art. 9 della legge 8 luglio
1986, n. 349, per l’attuazione e l’interpretazione del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, recante norme in
materia di qualità dell’aria relativamente a specifici agenti
inquinanti e di inquinamento prodotto da impianti industriali;
Decreta:

é approvato il seguente atto di indirizzo e coordinamento alle
regioni.
I – Ambito di applicazione.
1) Il decreto del Presidente della Repubblica n. 203 si applica
agli impianti industriali di produzione di beni o servizi, ivi
compresi gli impianti di imprese artigiane di cui alla legge 8 agosto
1985, n. 443, nonchè agli impianti di pubblica utilità, che diano
luogo ad emissioni inquinanti convogliate o tecnicamente
convogliabili. Sono esclusi dal campo di applicazione del decreto del
Presidente della Repubblica n. 203 gli impianti termici non inseriti
in un ciclo di produzione industriale ivi compresi gli impianti
inseriti in complessi industriali, ma destinati esclusivamente a
riscaldamento dei locali, nonchè gli impianti di climatizzazione, gli
impianti termici destinati al riscaldamento di ambienti, al
riscaldamento di acqua per utenze civili, a sterilizzazione e
disinfezioni mediche, a lavaggio di biancheria e simili, all’uso di
cucine, mense, forni da pane ed altri pubblici esercizi destinati ad
attività di ristorazione.
Sono esclusi altresì gli impianti di distribuzione di carburante
per autotrazione, nonchè gli impianti di produzione di energia
elettrica tramite sistemi eolici, fotovoltaici e solari.
2) Ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 203, si intende per impianto lo stabilimento o altro
impianto fisso che serva per usi industriali o di pubblica utilità e
possa provocare inquinamento atmosferico, ad esclusione di quelli
destinati alla difesa nazionale.
Uno stabilimento può essere costituito da più impianti. Il singolo
impianto all’interno di uno stabilimento è l’insieme delle linee
produttive finalizzate ad una specifica produzione. Le linee
produttive possono comprendere a loro volta più punti di emissione
derivanti da una o più apparecchiature e/o da operazioni funzionali
al ciclo produttivo.
3) Non sono soggetti alla procedura autorizzatoria di cui agli
articoli 7, 12 e 13 del decreto del Presidente della Repubblica n.
203 gli impianti di emergenza e di sicurezza, nonchè i laboratori di
analisi e ricerca.
4) Per raffinerie di olii minerali di cui all’art. 17 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 203 si intendono gli impianti di
lavorazione e/o deposito di olii minerali sottoposti a concessioni ai
sensi della legge 8 febbraio 1934, n. 367, e del relativo regolamento
di esecuzione.
Ai sensi dell’art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica
n. 203 le autorizzazioni per gli impianti energetici e per le
raffinerie di olii minerali esistenti o nuovi sono rilasciate dal
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato sulla base
delle procedure previste nel medesimo articolo.
Pertanto i paragrafi II e III non si applicano agli impianti
sopraindicati.
II – Poteri delle regioni.
5) Le regioni stabiliscono i valori limite di emissione in via
generale per categorie di impianti e per sostanze inquinanti nel
quadro delle linee guida e dei valori minimi e massimi stabiliti
dallo Stato, salva la possibilità di stabilire valori limite più
bassi di quelli definiti dallo Stato ai sensi dell’art. 4, comma 1,
lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica n. 203.
6) Finchè lo Stato non abbia emanato i decreti di cui all’art. 3,
comma 2, la regione provvede al rilascio delle autorizzazioni sulla
base delle disposizioni relative alla qualità dell’aria previste dal
decreto del Presidente della Repubblica n. 203 e in particolare degli
allegati tecnici, dalla normativa recata dal decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983, nonchè delle disposizioni
del decreto del Presidente della Repubblica 15 aprile 1971, n. 322, e
di leggi regionali, vigenti anteriormente alla data di entrata in
vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 203. La regione
tiene altresì conto dei criteri individuati dai CRIA, per il
contenimento delle emissioni inquinanti, nonchè delle autorizzazioni
precedentemente rilasciate nella medesima zona nei confronti di
impianti similari.
7) Successivamente all’emanazione da parte dello Stato delle linee
guida per il contenimento delle emissioni e dei valori limite minimi
e massimi di emissione, la regione rilascia le autorizzazioni sulla
base delle linee guida stabilite dallo Stato, o dei valori limite
definiti a livello regionale in base all’art. 4, comma 1, lettere d)
ed e).
Per le emissioni inquinanti per le quali non esistano specifici
valori limite di emissione, la regione stabilisce nell’autorizzazione
tali limiti con riferimento ai limiti di emissione previsti per
sostanze similari dal punto di vista chimico e degli effetti
biologici ed ambientali.
8) Ove abbia approvato i piani di rilevamento, prevenzione,
conservazione e risanamento del proprio territorio, di cui all’art.
4, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica
n. 203, la regione, per zone particolarmente inquinate o per zone di
particolare pregio naturalistico, in sede di rilascio
dell’autorizzazione, può stabilire per ogni singolo impianto valori
limite di emissione inferiori a quelli prefissati dallo Stato o d…

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