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Attuazione di direttive comunitarie in materia di classificazion...

Attuazione di direttive comunitarie in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi, a norma dell'art. 38 della legge 24 aprile 1998, n. 128.

dlt 16/07/1998 n. 00000285

OGGETTI E SOSTANZE NON ALIMENTARI
Decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285 (in Gazz. Uff., 18 agosto,
n. 191). – Attuazione di direttive comunitarie in materia di
classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati
pericolosi, a norma dell’art. 38 della legge 24 aprile 1998, n. 128.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la legge 6
febbraio 1996, n. 52; Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128, ed in
particolare l’art. 38; Vista la direttiva 88/379/CEE, del Consiglio
del 7 giugno 1988, per il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri
relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura
dei preparati pericolosi; Viste le direttive della Commissione
89/178/CEE, del 22 febbraio 1989, 90/35/CEE, del 19 dicembre 1989,
90/492/CEE del 5 settembre 1990, 91/442/CEE, del 23 luglio 1991,
93/18/CEE del 5 aprile 1993, 96/65/CE, dell’11 ottobre 1996, in
materia di preparati pericolosi; Visto il decreto legislativo 3
febbraio 1997, n. 52; Visto il decreto del Ministro della sanità in
data 28 gennaio 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 50 del 29 febbraio 1992; Visto il decreto del
Ministro della sanità in data 4 aprile 1997, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 169 del 22 luglio 1997; Visto il decreto del
Ministro della sanità in data 28 aprile 1997, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 19 agosto
1997; Considerato che in sede comunitaria non sono stati ancora
definiti, per i preparati pericolosi, i criteri per la
classificazione relativa al rischio per l’ambiente e che,
conseguentemente, non risulta possibile emanare disposizioni in
materia; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 18 giugno 1998; Sulla proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanità, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e dell’industria, del
commercio e dell’artigianato;
Emana il seguente decreto legislativo:

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Il presente decreto disciplina la classificazione, l’imballaggio
e l’etichettatura dei preparati pericolosi immessi sul mercato.
2. Il presente decreto si applica ai preparati elencati
nell’allegato II, nonchè a quelli che contengono almeno una sostanza
pericolosa ai sensi dell’art. 2 del decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52, e sono considerati pericolosi sulla base dei criteri di
classificazione di cui all’art. 3.
3. Le norme del presente decreto non si applicano:
a) ai medicinali per uso umano o veterinario;
b) ai prodotti cosmetici;
c) ai miscugli di sostanze che si presentano sotto forma di
rifiuti;
d) agli antiparassitari;
e) alle munizioni e agli esplosivi immessi sul mercato allo scopo
di produrre, come effetto pratico, esplosioni o effetti pirotecnici;
f) ai prodotti alimentari pronti per il consumo;
g) agli alimenti per animali pronti per il consumo;
h) al trasporto di preparati pericolosi per ferrovia, su strada,
per via fluviale, marittima o aerea;
i) ai preparati in transito soggetti a controllo doganale quando
non siano oggetto di trattamento o di trasformazione.

Art. 2.

Definizioni.

1. Si applicano, ai fini del presente decreto, le definizioni di
cui all’art. 2, comma 1, lettere a), b), c), e), f), g) e h), e
quelle di cui all’art. 2, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52.

Capo II
PREPARATI PERICOLOSI

Art. 3.

Classificazione.

1. Salvi i diversi criteri stabiliti dal presente decreto, la
classificazione dei preparati si effettua secondo i criteri indicati
nell’allegato VI del decreto del Ministro della sanità 28 aprile
1997.
2. La determinazione delle proprietà fisico-chimiche dei preparati
è effettuata conformemente ai metodi specificati nell’allegato V,
parte A del decreto del Ministro della sanità 28 aprile 1997.
3. Sono considerati esplosivi, comburenti, estremamente
infiammabili, facilmente infiammabili o infiammabili i preparati che,
in base ai risultati delle prove eseguite conformemente ai metodi, e
ai relativi criteri di valutazione di cui al comma 2, rientrano nelle
corrispondenti definizioni di cui all’art. 2 del decreto legislativo
3 febbraio 1997, n. 52.
4. In deroga a quanto previsto dai commi 2 e 3:
a) la determinazione delle proprietà esplosive, comburenti,
estremamente infiammabili, facilmente infiammabili o infiammabili di
un preparato non è necessaria a condizione che nessuno dei componenti
presenti tali proprietà e, in base alle informazioni di cui dispone
il fabbricante, il preparato non rischi di presentare tali pericoli;
b) i preparati immessi sul mercato sotto forma di aerosol devono
rispondere ai criteri di infiammabilità precisati al punto 1.8 e al
punto 2.2 dell’allegato al decreto del Presidente della Repubblica 21
luglio 1982, n. 741 e successive modifiche.
5. La valutazione dei pericoli per la salute è effettuata
conformemente a uno o più dei seguenti metodi:
a) metodo convenzionale descritto nell’allegato A, con
riferimento ai limiti di concentrazione indicati nell’allegato I;
b) determinazione, conformemente ai metodi indicati nell’allegato
V, parte B, del decreto del Ministro della sanità 28 aprile 1997,
delle proprietà tossicologiche del preparato necessarie per una
classificazione ed un’etichettatura appropriate, conformemente ai
criteri definiti nell’allegato VI dello stesso decreto.
6. Ciascuna proprietà tossicologica del preparato che non è stata
valutata secondo il metodo di cui al comma 5, lettera b), è valutata
conformemente al metodo convenzionale di cui al comma 5, lettera a).
7. Allorchè una proprietà tossicologica sia stata valutata
utilizzando i due metodi indicati al comma 5, per classificare il
preparato è utilizzato il risultato ottenuto mediante il metodo di
cui alla lettera b); in caso di effetti cancerogeni, mutageni e sul
ciclo riproduttivo è sempre utilizzato, invece, il metodo
convenzionale.
8. Qualora sia dimostrato che:
a) gli effetti tossicologici sull’uomo differiscono da quelli
indicati da una determinazione tossicologica o da una valutazione
convenzionale, il preparato viene classificato in base agli effetti
sull’uomo;
b) una valutazione convenzionale porterebbe a sottovalutare il
pericolo tossicologico a causa di effetti quali il potenziamento, si
tiene conto di tali effetti all’atto della classificazione del
preparato;
c) una valutazione convenzionale porterebbe a sopravvalutare il
pericolo tossicologico a causa di effetti quale l’antagonismo, si
terrà conto di tali effetti all’atto della classificazione del
preparato.
9. Per i preparati di composizione conosciuta, classificati secondo
il metodo di cui al comma 5, lettera b), si procede ad una nuova
valutazione dei rischi per la salute mediante il metodo di cui al
comma 5, lettera a), oppure mediante quello di cui al comma 5,
lettera b), qualora:
a) il fabbricante modifichi, in base alla tabella di cui
all’allegato B, il tenore iniziale espresso in percentuale peso/peso
di uno o più componenti pericolosi per la salute facenti parte della
composizione;
b) il fabbricante modifichi la composizione sostituendo o
aggiungendo uno o più componenti, a prescindere dal fatto che si
tratti o meno di componenti pericolosi secondo le definizioni di cui
all’art. 2.
10. Qualora i rischi per la salute siano valutati secondo il metodo
convenzionale descritto nell’allegato A si fa riferimento ai seguenti
limiti di concentrazione individuale:
a) per le sostanze pericolose elencate nell’allegato I del
decreto del Ministro della sanità 28 aprile 1997, sono utilizzati i
limiti di concentrazione riportati nell’allegato stesso;
b) per le sostanze pericolose che non figurano nell’allegato I
del decreto del Ministro della sanità 28 aprile 1997 o vi figurano
senza limiti di concentrazione specifici, sono utilizzati i limiti di
concentrazione attribuiti secondo le disposizioni di cui all’allegato
I del presente decreto.
11. Qualora un preparato contenga almeno una sostanza che,
conformemente all’art. 8, comma 5, del decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52, rechi l’indicazione: <<Attenzione – sostanza non ancora
completamente sottoposta a test>>, l’etichetta del preparato deve
recare l’indicazione: <<Attenzione – questo preparato contiene una
sostanza non ancora completamente sottoposta a test>>, se tale
sostanza è presente in concentrazione pari o superiore all’1%. Tale
sostanza deve essere considerata allo stesso titolo delle altre
sostanze presenti nel preparato al momento dell’applicazione del
metodo di valutazione mediante calcolo, se la sua etichetta riporta
almeno una frase di pericolo per la salute.
12. Salvo il caso in cui nell’allegato I del decreto del Ministro
della sanità 28 aprile 1997 o nell’allegato I del presente decreto
siano fissati valori inferiori, le sostanze, indicate o meno
nell’allegato I del citato decreto 28 aprile 1997, anche se presenti
come impurezze o come additivi, non sono p…

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