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Definizione dei casi di riduzione della frequenza della visita degli ambienti di lavoro da parte del medico competente.

dm 16/01/1997

LAVORO
SICUREZZA SOCIALE (GENERALITA’)
Decreto Ministeriale 16 gennaio 1997 (in Gazz. Uff., 3 febbraio, n.
27). — Definizione dei casi di riduzione della frequenza della
visita degli ambienti di lavoro da parte del medico competente.

Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e il Ministro della
sanità:
Visto l’art. 4, comma 10, lettera b), del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626 e successive modifiche, il quale prevede che
per le piccole e medie aziende possono essere definiti i casi in cui
è possibile la riduzione a una sola volta all’anno della visita di
cui all’art. 17, comma 1, lettera h), degli ambienti di lavoro da
parte del medico competente, ferma restando l’obbligatorietà di
visite ulteriori, allorchè si modificano le situazioni di rischio;
Sentita la commissione consultiva permanente per la prevenzione degli
infortuni e per l’igiene del lavoro; Vista la legge 14 gennaio 1994,
n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo
della Corte dei conti;
Decretano:

Art. 1. Per le aziende ovvero unità produttive di cui all’allegato
I del decreto legislativo n. 626/1994, così come integrato dal
decreto legislativo n. 242/1996, è ridotto ad una volta l’anno
l’obbligo della visita di cui all’art. 17, comma 1, lettera h), degli
ambienti di lavoro da parte del medico competente, ferma restando
l’obbligatorietà di visite ulteriori, allorchè si modifichino le
situazioni di rischio.

Art. 2. Per le aziende di cui ai punti 1, 2 e 3 dell’allegato I del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 e successive modifiche,
con un numero di addetti oltre il limite di cui all’art. 1 e fino a
200, la frequenza della visita degli ambienti di lavoro da parte del
medico competente prevista dall’art. 17, comma 1, lettera h), può
essere ridotta ad una volta all’anno, in presenza di una valutazione
congiunta del datore di lavoro, del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione, del medico competente e del rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza. Il datore di lavoro produce una
dichiarazione in tal senso, da custodire presso l’azienda ovvero
l’unità produttiva. Qualora dovesse ritenersi modificata la
situazione di rischio da parte di uno dei componenti il gruppo di
valutazione, il datore di lavoro dovrà provvedere a rettificare la
precedente dichiarazione.

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