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Regolamento recante disposizioni di attuazione della legge 28 marzo 1991, n. 109, in materia di allacciamenti e collaudi degli impianti telefonici interni.

dm 23/05/1992 n. 00000314 [MOD]

POSTE E TELECOMUNICAZIONI
Decreto Ministeriale 23 maggio 1992, n. 314 (in Suppl. ordinario alla
Gazz. Uff., 16 giugno, n. 140). — Regolamento recante disposizioni
di attuazione della legge 28 marzo 1991, n. 109, in materia di
allacciamenti e collaudi degli impianti telefonici interni.

Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni:
Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156; Visto il
regolamento di esecuzione dei titoli I, II e III del libro II della
legge postale e delle telecomunicazioni approvato con regio decreto
19 luglio 1941, n. 1198; Visto il decreto ministeriale 12 dicembre
1947 riguardante la disciplina delle derivazioni telefoniche interne,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 1° marzo 1948; Vista la
legge 18 ottobre 1977, n. 791, di attuazione della direttiva n.
73/23/CEE (in GUCE n. L 077 del 26 marzo 1973), relativa alle
garanzie di sicurezza del materiale elettrico destinato ad essere
utilizzato entro alcuni limiti di tensione; Visto il decreto
ministeriale 9 febbraio 1980 concernente: <<Determinazione della
tariffazione relativa alle prestazioni scientifiche e sperimentali
eseguite dall’Istituto superiore delle poste e delle
telecomunicazioni>>, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del
30 aprile 1980, come modificato da ultimo dal decreto ministeriale 24
giugno 1989, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 30
settembre 1989; Visto il decreto ministeriale 4 ottobre 1982, recante
norme in materia di autorizzazione per l’installazione di impianti
telefonici interni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10
gennaio 1983; Vista la direttiva 83/189/CEE (in GUCE n. L 109 del 26
aprile 1983) di informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche, modificata dalla direttiva 88/182/CEE (in
GUCE in L 81 del 26 marzo 1988); Vista la direttiva 86/361/CEE (in
GUCE n. L 217 del 5 agosto 1986) concernente la prima fase del
reciproco riconoscimento dell’omologazione delle apparecchiature
terminali di telecomunicazioni; Visto il decreto del Ministro per il
coordinamento delle politiche comunitarie 28 maggio 1988, n. 220, col
quale è stata data attuazione alla predetta direttiva 86/361/CEE;
Vista la direttiva 88/301/CEE (in GUCE n. L 131 del 27 maggio 1988)
relativa alla concorrenza sul mercato dei terminali di
telecomunicazioni; Vista la direttiva 89/336/CEE (in GUCE n. L 139
del 23 maggio 1989) relativa alla compatibilità elettromagnetica;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, art. 17, comma 3; Visto il
decreto 8 settembre 1988, n. 484, concernente l’approvazione del
regolamento di servizio per l’abbonamento telefonico; Vista la legge
5 marzo 1990, n. 46, concernente norme per la sicurezza degli
impianti; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio
1991 in materia di adeguamento delle tariffe telefoniche nazionali,
ed in particolare gli articoli 3 e 19, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 12 del 15 gennaio 1991; Vista
la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 19
marzo 1991, concernente la causa n. C-202/88; Vista la legge 28 marzo
1991, n. 109, recante nuove disposizioni in materia di allacciamenti
e collaudi di impianti telefonici interni, di attuazione della
direttiva 88/301/CEE; Vista la direttiva 91/263/CEE in (GUCE n. L 128
del 23 maggio 1991) concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni, incluso il reciproco riconoscimento della loro
conformità; Riconosciuta la necessità di adottare le disposizioni di
attuazione della legge 28 marzo 1991, n. 109; Visto il parere
espresso dal Consiglio superiore tecnico delle poste, delle
telecomunicazioni e dell’automazione; Sentito il Consiglio di
amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni; Udito il
parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 9
aprile 1992; Vista la comunicazione effettuata in data 21 maggio 1992
al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’art. 17,
comma 3, della citata legge n. 400 del 1988;

Adotta il seguente regolamento:

Art. 1. 1. Ai sensi del presente decreto si intendono per:
a) <<apparecchiatura terminale>>: l’apparecchiatura d’utente
destinata ad essere collegata direttamente o indirettamente ad un
punto terminale di una rete pubblica di telecomunicazione o ad
interfunzionare con essa per la trasmissione, il trattamento o la
ricezione di informazioni. Il collegamento può essere realizzato
mediante un sistema cablato, radio, ottico e altro sistema
elettromagnetico;
b) <<punto terminale di rete>>: l’insieme delle connessioni
fisiche e delle specifiche tecniche d’accesso che fanno parte della
rete pubblica di telecomunicazioni e sono necessarie per poter
accedere a detta rete pubblica e comunicare efficacemente per il suo
tramite;
c) <<impianto interno>>: i sistemi di utente — ubicati in un
fondo privato, quale definito dall’art. 183 del codice postale e
delle telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, come modificato dall’art. 45 della
legge 14 aprile 1975, n. 103 — costituiti da una o più
apparecchiature terminali, nonchè dalle condutture e relativi
accessori, connessi ai punti terminali della rete pubblica.
2. Le funzioni tipiche della rete pubblica, che sono quelle di
esercizio e di manutenzione, di gestione della connessione, di
sincronizzazione, di controllo, di contabilizzazione e di
telecaricamento, sono di esclusiva competenza del gestore pubblico.

Art. 2. 1. I punti terminali per l’accesso alle reti di
telecomunicazioni sono descritti negli allegati numeri 1, 2, 3, 4, 5,
6, 7, 8, 9 e 10, che fanno parte integrante del presente decreto.
2. Per i servizi radiomobili terrestri il punto terminale di rete è
costituito dall’antenna fissa del gestore pubblico, cui possono
collegarsi le apparecchiature utilizzate dall’utente.

Art. 3. 1. L’installazione, il collaudo, l’allacciamento e la
manutenzione delle apparecchiature terminali, omologate con la
procedura di cui all’allegato 11, parte integrante del presente
decreto, debbono essere eseguiti dal gestore del servizio pubblico o
da imprese autorizzate ai sensi dell’art. 4, in conformità alle norme
CEI, alle norme per la sicurezza degli impianti ed alle altre norme
vigenti in materia.
2. Ultimata l’installazione, debbono essere effettuate le prove
atte a verificare la funzionalità dell’impianto secondo la capacità
ed il tipo dell’impianto stesso e le eventuali prescrizioni fornite
dal costruttore delle apparecchiature.
3. L’impresa autorizzata che ha provveduto alle operazioni di
installazione e di collaudo deve consegnare all’abbonato, all’atto
dell’allacciamento dell’impianto alla rete pubblica, il progetto
dell’impianto stesso sottoscritto da un progettista iscritto all’albo
professionale, nonchè una dichiarazione conforme allo schema
dell’allegato 12, che fa parte integrante del presente decreto, nella
quale: sia attestata la conformità dell’impianto e della sua
installazione alla normativa in vigore; siano descritti la marca, il
tipo, il numero degli elementi costitutivi dell’impianto stesso ed il
numero di omologazione delle apparecchiature collegate; sia
dichiarato l’esito positivo del collaudo.
4. Copia conforme della dichiarazione di cui al comma 3 deve essere
inoltrata, dall’impresa autorizzata, con raccomandata con avviso di
ricevimento, alla competente sede territoriale del gestore del
servizio pubblico entro trenta giorni dal rilascio dell’originale
all’abbonato.
5. In caso di violazione delle disposizioni di cui ai commi
precedenti si applicano, previa diffida, il provvedimento di
sospensione dell’autorizzazione e, nell’ipotesi di reiterate
inadempienze, il provvedimento di revoca dell’autorizzazione stessa.

Art. 4. 1. Ai fini della installazione, del collaudo,
dell’allacciamento e della manutenzione delle apparecchiature
terminali, abilitate a comunicare con la rete pubblica di
telecomunicazioni, le imprese debbono munirsi di apposita
autorizzazione secondo le classi ed i requisiti di cui all’allegato
13, che fa parte integrante del presente decreto.

Art. 5. 1. Gli abbonati possono provvedere direttamente
all’installazione, al collaudo, all’allacciamento ed alla
manutenzione di apparecchiature terminali omologate con capacità non
superiore a due linee urbane, qualora l’allacciamento alla
terminazione della rete pubblica richieda il solo inserimento della
spina nel relativo punto terminale.

Art. 6. 1. L’abbonato consente l’accesso ai propri locali al
personale del gestore del servizio pubblico munito di tessera di
riconoscimento, nelle ore diurne dei giorni lavorativi, per la
sorveglianza sulla rete e sulle apparecchiature collegate.
2. Nel caso in cui l’abbonato non permetta l’effettuazione delle
verifiche, anche in seguito a comunicazione scritta, il gestore può
sospendere il servizio fino a quando l’abbonato consenta l’accesso.
3. Qualora si riscontrino disservizi sulla rete causati da
apparecchiature dell’abbonato, ovvero violazione alle norme
richiamate all’art. 4, il gestore può disconn…

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