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Regolamento recante norme per l'omologazione degli apparecchi telefonici senza cordone in tecnica analogica ed operanti nella banda dei 900 MHz, denominati CT1.

dm 04/12/1997 n. 00000501

POSTE E TELECOMUNICAZIONI
Decreto Ministeriale 4 dicembre 1997, n. 501 (in Gazz. Uff., 28
gennaio, n. 22). – Regolamento recante norme per l’omologazione degli
apparecchi telefonici senza cordone in tecnica analogica ed operanti
nella banda dei 900 MHz, denominati CT1.

Il Ministro delle comunicazioni:
Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, ed in
particolare gli articoli 2 e 139; Vista la legge 22 maggio 1980, n.
209, che modifica gli articoli 398 e 399 del citato testo unico
relativamente alla prevenzione ed all’eliminazione dei disturbi alle
radiotrasmissioni ed alle radioricezioni; Visto il decreto
ministeriale 31 gennaio 1983, con il quale è stato approvato il piano
nazionale di ripartizione delle radiofrequenze, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 17 febbraio
1983; Visto il decreto ministeriale 5 luglio 1983, con il quale è
stata approvata la normativa tecnica per i telefoni senza cordone,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 210
del 2 agosto 1983; Visto il decreto ministeriale 2 luglio 1985, con
il quale sono state approvate le condizioni per l’utilizzazione dei
telefoni senza cordone, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173
del 24 luglio 1985; Vista la legge 21 giugno 1986, n. 317, per
l’attuazione della direttiva 83/189/CEE relativa alla procedura
d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni
tecniche – notifica 96/382/I; Visto il decreto ministeriale 11
febbraio 1987, n. 126, relativo alla prevenzione ed eliminazione dei
disturbi provocati dagli apparecchi telefonici senza cordone; Visto
l’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il
decreto ministeriale 9 maggio 1990, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 115 del 19 maggio 1990, con cui sono state approvate
modifiche al piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze;
Vista la legge 28 marzo 1991, n. 109, recante disposizioni in materia
di allacciamenti e collaudi degli impianti telefonici interni; Visto
il decreto ministeriale 23 maggio 1992, n. 314, che approva il
regolamento recante disposizioni di attuazione della predetta legge
28 marzo 1991, n. 109; Visto il decreto ministeriale 4 maggio 1993
per l’attuazione della direttiva 87/372/CEE relativa alla
designazione per il servizio radiomobile cellulare digitale <<GSM>>
delle bande di frequenza 905-914 e 950-959 MHz, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 137 del 14 giugno 1993; Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 24 marzo 1995, n. 166, riguardante il
regolamento recante la riorganizzazione del Ministero delle poste e
delle telecomunicazioni; Visto il decreto ministeriale 9 gennaio
1996, n. 125, che approva il regolamento concernente modificazioni al
codice di identificazione delle apparecchiature terminali senza
cordone; Visto il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 614,
concernente l’attuazione della direttiva 91/263/CEE in materia di
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
apparecchiature terminali di telecomunicazioni, incluso il reciproco
riconoscimento della loro conformità, come modificata dalla direttiva
93/68/CEE ed integrata dalla direttiva 93/97/CEE; Visto il decreto
legislativo 12 novembre 1996, n. 615, concernente l’attuazione della
direttiva 89/336/CEE in materia di ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica,
modificata dalle direttive 92/31/CEE del 28 aprile 1992, 93/68/CEE
del 22 luglio 1993 e 93/97/CEE del 29 ottobre 1993; Visto il decreto
17 aprile 1997, n. 160, recante il regolamento per la procedura di
approvazione nazionale delle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni; Viste la NET4 relativa alle prescrizioni tecniche
generali per le apparecchiature connesse all’interfaccia analogica
d’utente nella rete telefonica pubblica commutata (PSTN), la norma
tecnica CEI 303-12 relativa ai requisiti essenziali per gli
apparecchi telefonici con collegamento analogico alla rete telefonica
italiana, la norma armonizzata europea EN 60950 relativa alla
sicurezza per le apparecchiature per la tecnologia d’informazione
comprese le apparecchiature elettriche per ufficio e la norma
armonizzata europea EN 41003 relativa ai requisiti particolari di
sicurezza elettrica per apparecchiature da collegare alle reti di
telecomunicazioni; Considerata l’opportunità di rendere obbligatoria
la norma tecnica ETSI (Istituto europeo norme di telecomunicazioni)
I-ETS-300 235 relativa alle catteristiche tecniche, condizioni di
prova e metodi di misura per la parte radioelettrica degli apparecchi
telefonici senza cordone operanti nella banda dei 900 MHz e
denominati <<CT1>>, in quanto si adegua alle più recenti evoluzioni
tecnologiche del settore; Riconosciuta la necessità di armonizzare le
norme tecniche nazionali con quelle dei Paesi appartenenti alla CEPT,
così come previsto dalle raccomandazioni CEPT T/R 01-05 e
CEPT/ERC/REC 01-06; Visto il parere del consiglio superiore tecnico
delle poste e delle telecomunicazioni; Sentito il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato; Udito il parere del
Consiglio di Stato n. 163/97 reso nell’adunanza della sezione
consultiva per gli atti normativi del 17 novembre 1997; Vista la
comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma
dell’art. 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988, nota GM
107662/4419 DL/CR del 28 novembre 1997;
Adotta il seguente regolamento:

Art. 1.

Definizioni.

1. Per <<apparecchiatura terminale>> si intende l’apparecchio
d’utente destinato ad essere collegato direttamente o indirettamente
ad un punto terminale di una rete pubblica di telecomunicazioni o ad
interfunzionare con essa per la trasmissione, il trattamento o la
ricezione di informazioni. Il collegamento può essere realizzato
mediante un sistema cablato, radio, ottico o altro sistema
elettromagnetico.
2. Per <<apparecchi telefonici senza cordone in tecnica
analogica>>, si intendono gli apparecchi operanti nelle bande di
frequenze 914-915 MHz/959-960 MHz e denominati CT1, così come
definiti nella norma ETSI I-ETS-300 235.

Art. 2.

Campo di applicazione.

1. La regola tecnica, costituente l’allegato al presente decreto,
si applica agli apparecchi telefonici così come definiti dal comma 2
dell’art. 1, ai fini dell’omologazione.
2. La regola tecnica allegata è valida per l’applicazione del
disposto dell’art. 398 del testo unico approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, così come
modificato dalla legge 22 maggio 1980, n. 209.

Art. 3.

Immissione nel mercato.

1. L’immissione nel mercato e l’importazione a qualsiasi titolo
degli apparecchi telefonici senza cordone sono subordinate
all’accertamento della conformità alla regola tecnica di cui all’art.
2, comma 1, ed alla omologazione rilasciata dal Ministero delle
comunicazioni o dall’autorità competente di un altro Stato membro.

Art. 4.

Marcatura.

1. La marcatura che attesta la rispondenza dell’apparecchio alla
regola tecnica è quella di cui all’art. 9 del decreto ministeriale 17
aprile 1997, n. 160.

Art. 5.

Compatibilità elettromagnetica.

1. Agli apparecchi telefonici senza cordone si applica quanto
disposto dal decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, di
attuazione della direttiva 89/336/CEE.

Art. 6.

Procedura di omologazione.

1. La procedura di omologazione degli apparecchi telefonici
definiti al comma 2 dell’art. 1 è descritto nel decreto ministeriale
17 aprile 1997, n. 160.
2. Ai fini del rilascio del certificato di omologazione sono validi
anche i rapporti di prova rilasciati da laboratori di altri Paesi
della CEPT (Conferenza europea delle poste e delle telecomunicazioni)
accreditati ai sensi delle norme EN 45001 e EN 45002 o ISO 25 e ISO
38, compilati, per quanto riguarda la norma ETSI I-ETS 300 235, su
modulari pubblicati dalla CEPT.
3. I rapporti di prova, in originale od in copia debitamente
autenticata, devono essere allegati alla domanda di omogolazione e
devono dimostrare la piena conformità alla regola tecnica allegata al
presente decreto.

Art. 7.

Contributo.

1. Il rimborso delle spese amministrative riguardanti l’istruttoria
ed il rilascio del certificato di omologazione è disciplinato
dall’art. 19 del decreto ministeriale 17 aprile 1997, n. 160.

Art. 8.

Disposizioni transitorie e finali.

1. Per un periodo di sei mesi, a partire dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, è consentita la presentazione di domanda
di omologazione o di autorizzazione sulla base della normativa di cui
al decreto ministeriale 5 luglio 1983, citato nelle premesse.
2. Le apparecchiature omologate o autorizzate sulla base della
normativa di cui al decreto ministeriale citato nel comma 1 possono
continuare ad essere collegate alla rete pubblica di
telecomunicazioni.

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