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Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato dell'emittenza televisiva e per evitare la costituzione o il mantenimento di posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo

dl 30/01/1999 n. 00000015 [CON]

POSTE E TELECOMUNICAZIONI
Decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15 (in Gazz. Uff., 30 gennaio, n.
24). – Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato
dell’emittenza televisiva e per evitare la costituzione o il
mantenimento di posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per
assicurare la prosecuzione dell’attività delle emittenti televisive
private nazionali e locali legittimamente operanti, differendo i
termini di cui alla legge 30 aprile 1998, n. 122, per il rilascio
delle concessioni o di provvedimenti autorizzatori, nonchè per
assicurare l’equilibrato sviluppo del mercato dei diritti di
trasmissione codificata di eventi sportivi nazionali; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
29 gennaio 1999; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri e del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica;
Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1.

Prosecuzione nell’esercizio e differimento di termini.

1. é consentita ai soggetti legittimamente operanti alla data del
31 gennaio 1999, ai sensi della legge 30 aprile 1998, n. 122, la
prosecuzione dell’esercizio della radiodiffusione televisiva in
ambito nazionale fino al rilascio della concessione ovvero fino alla
reiezione della domanda e, comunque, non oltre il 31 luglio 1999. Le
domande di concessione devono essere presentate al Ministero delle
comunicazioni entro il 31 maggio 1999. A tal fine il disciplinare
previsto dall’art. 1, comma 6, lettera c), n. 6), della legge 31
luglio 1997, n. 249, è adottato entro quindici giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.
2. é consentita ai soggetti legittimamente operanti alla data del
31 gennaio 1999, ai sensi della legge 30 aprile 1998, n. 122, la
prosecuzione dell’esercizio della radiodiffusione televisiva in
ambito locale fino al rilascio della concessione ovvero fino alla
reiezione della domanda e, comunque, non oltre sei mesi
dall’integrazione del piano di assegnazione delle frequenze
televisive di cui al comma 3. Le domande di concessione o di
autorizzazione devono essere presentate al Ministero delle
comunicazioni sulla base del disciplinare previsto dall’art. 1, comma
6, lettera c), della legge 31 luglio 1997, n. 249, entro tre mesi
dall’integrazione del predetto piano di assegnazione.
3. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni integra, anche in
riferimento alle ulteriori risorse da assegnare ai sensi dell’art. 2,
comma 6, della legge 31 luglio 1997, n. 249, entro il 30 giugno 1999,
con l’indicazione del numero delle emittenti che possono operare in
ciascun ambito locale, il piano nazionale di assegnazione delle
frequenze televisive, approvato con deliberazione 30 ottobre 1998, n.
68, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 263 del 10 novembre 1998.
Ai fini della predetta integrazione, i soggetti, compresi quelli
legittimamente operanti alla data del 31 gennaio 1999, sulla base
della legge 30 aprile 1998, n. 122, che intendono presentare domanda
per svolgere attività televisiva in ambito locale, comunicano, con
finalità ricognitive, all’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, lo specifico ambito locale nel quale intendono
operare.
Testo risultante a seguito della conversione
[L 29.03.1999 n. 78 ALL UNICO]
All’art. 1:
al comma 2, secondo periodo, sono soppresse le parole: <<o di
autorizzazione>>;
dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
<<3-bis. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per lo
svolgimento delle funzioni di propria competenza, continua ad
avvalersi, in conformità agli accordi stipulati con il Ministero
delle comunicazioni, delle strutture centrali e periferiche del
Ministero stesso fino alla data di effettiva immissione in servizio
del personale indicato nell’art. 1, comma 17, della legge 31 luglio
1997, n. 249. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati,
nonchè le attività poste in essere, dal Ministero delle comunicazioni
sulla base di intese e accordi di collaborazione stipulati anche ai
sensi degli articoli 11 e 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e
successive modificazioni.
3-ter. é consentita ai soggetti legittimamente operanti ai sensi
della legge 30 aprile 1998, n. 122, la prosecuzione dell’esercizio
della radiodiffusione sonora in ambito nazionale e locale fino al
rilascio della concessione ovvero fino alla reiezione della domanda e
comunque non oltre sei mesi dall’approvazione del piano nazionale di
assegnazione delle frequenze di radiodiffusione sonora che dovrà
avvenire entro il 30 novembre 2000>>.

Art. 2.

Disciplina per evitare posizioni dominanti nel mercato televisivo.

1. é fatto divieto ai soggetti titolari di concessione o di
autorizzazione per trasmissioni radiotelevisive anche da satellite o
via cavo, con sede o impianti in territorio nazionale o anche in
Stati membri dell’Unione europea, di acquisire, sotto qualsiasi forma
e titolo, direttamente o indirettamente, anche attraverso soggetti
controllati e collegati, più del sessanta per cento dei diritti di
trasmissione in esclusiva in forma codificata del campionato di
calcio di serie A o, comunque, del torneo o campionato di maggior
valore che si svolge o viene organizzato in Italia. Nel caso in cui
le condizioni dei relativi mercati determinano la presenza di un solo
acquirente, il limite indicato può essere superato ma i contratti di
acquisizione dei diritti in esclusiva hanno durata non superiore a
tre anni. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sentita
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, può derogare al
predetto limite o stabilirne altri, tenuto conto delle condizioni
generali del mercato, della complessiva titolarità degli altri
diritti sportivi, della durata dei relativi contratti, della
necessità di assicurare l’effettiva concorrenzialità dello stesso
mercato.
2. I decodificatori devono consentire la fruibilità delle diverse
offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione
dei programmi radiotelevisivi digitali in chiaro mediante l’utilizzo
di un unico apparato. Dal 1° gennaio 2000 la commercializzazione e la
distribuzione di apparati non conformi alle predette caratteristiche
sono vietate.
Testo risultante a seguito della conversione
[L 29.03.1999 n. 78 ALL UNICO]
All’art. 2:
al comma 1, è premesso il seguente periodo: <<Ciascuna società di
calcio di serie A e di serie B è titolare dei diritti di trasmissione
televisiva in forma codificata>>;
al comma 1, primo periodo, le parole da: <<ai soggetti titolari>>
fino a: <<Unione europea,>> sono sostituite dalle seguenti: <<a
chiunque>> e dopo la parola: <<codificata>> sono inserite le
seguenti: <<di eventi sportivi>>; al terzo periodo le parole da:
<<L’Autorità per le garanzie>> fino a: <<predetto limite>> sono
sostituite dalle seguenti: <<L’Autorità garante della concorrenza e
del mercato, sentita l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,
può derogare al limite del 60 per cento di cui al secondo periodo del
presente comma>>; sono aggiunte in fine, le seguenti parole: <<,
evitando distorsioni con effetti pregiudizievoli per la
contrattazione dei predetti diritti di trasmissione relativi a eventi
considerati di minor valore commerciale. L’Autorità deve comunque
pronunciarsi entro 60 giorni in caso di superamento del predetto
limite. Si applicano gli articoli 14 e 15 della legge 10 ottobre
1990, n. 287, e l’art. 1, comma 6, lettera c), n. 11), della legge 31
luglio 1997, n. 249>>;
al comma 2, secondo periodo, le parole: <<Dal 1° gennaio 2000>>
sono sostituite dalle seguenti: <<L’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni determina gli standard di tale apparato entro 120
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto. Dal 1° luglio 2000>>;
dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:
<<2-bis. Le emittenti radiotelevisive locali, comprese quelle che
diffondono programmi in contemporanea o programmi comuni, non possono
utilizzare, nè diffondere, un marchio, una denominazione o una
testata identificativi che richiamino in tutto o in parte quelli di
una emittente nazionale. Per le emittenti locali che alla data del 30
novembre 1993 hanno presentato domanda e successivamente hanno
ottenuto il rilascio della concessione con un marchio, una
denominazione o una testata identificativi che richiamino in tutto o
in parte quelli di una emittente nazionale, il divieto di cui al
presente comma si applica dopo un anno dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto. L’Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni vigila sul rispetto del predetto
divieto e provvede ai sensi del comma 31 dell’art. 1 della legge 31
luglio 1997, n. 249>>.
Art. 3.

Interventi urgenti a sostegno.

1. L’esercizio di emittenti televisive i cui impianti sono
destinati esclusivamente alla ricezione e alla trasmissione via etere
simultanea e integrale di …

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