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---N.A.---Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici.

dirmin 03/03/1999

STRADE
Direttiva Ministeriale 3 marzo 1999 (in Gazz. Uff., 11 marzo, n. 58)
(della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle
aree urbane). – Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti
tecnologici.

Il Ministro dei lavori pubblici delegato per le aree urbane:
Vista la legge 13 giugno 1991, ed in particolare l’art. 3, il quale
prevede che con decreto del Presidente della Repubblica sono emanate
norme regolamentari per l’esecuzione e l’attuazione del codice della
strada; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre
1996, n. 610 recante modifiche al decreto del Presidente della
Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, <<Regolamento di esecuzione e di
attuazione del nuovo codice della strada>>, che all’art. 54 dispone
la realizzazione di cunicoli e gallerie per la allocazione nel
sottosuolo dei pubblici servizi in strutture adeguatamente
dimensionate e concepite in modo tale da consentire manutenzione
ordinaria e straordinaria senza la manomissione del corpo stradale e
sue pertinenze; Considerata l’esigenza di dare le necessarie
indicazioni in materia ai comuni con più di 30.000 abitanti;
Considerata l’opportunità, altresì, di dare le istruzioni anche nel
caso di pubblici servizi sistemati nei marciapiedi, là dove tale
allocazione non arrechi intralcio alla circolazione e disagio alla
cittadinanza; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 10 novembre 1998 concernente la delega di funzioni del
Presidente del Consiglio dei Ministri al Ministro dei lavori
pubblici, dott. Enrico Micheli in materia di aree urbane; Visto il
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, concernente le
disposizioni di attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59, che
all’art. 54, primo comma, lettera b), mantiene allo Stato le funzioni
attinenti all’indicazione dei criteri per la raccolta e
l’informatizzazione di tutto il materiale cartografico ufficiale
esistente e per quello in corso di elaborazione, al fine di unificare
i diversi sistemi per una più agevole lettura dei dati; Visto l’art.
98 del citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che mantiene
allo Stato le funzioni di definire disposizioni tecniche relative
alle strade e loro pertinenze; Visto l’art. 8 della legge 15 marzo
1997, n. 59, primo comma; Considerata l’urgenza di intervenire nel
settore dei servizi tecnologici in armonia con la pressante necessità
di una riqualificazione urbana in ciascuna area che abbia influenza
sulla mobilità urbana e l’inquinamento; Considerato altresì che nel
caso di opere di urbanizzazione connesse all’imminente evento
giubilare, venga considerata nel contesto medesimo l’eventuale
sistemazione dei pubblici servizi in modo corrispondente alle
prescrizioni del nuovo codice della strada; Sentito il parere del
comitato tecnico scientifico per lo sfruttamento razionale del
sottosuolo, di cui al decreto 25 giugno 1995 del Sottosegretario
pro-tempore alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, delegato per
le aree urbane, nel cui comitato sono state rappresentate le
amministrazioni centrali, le imprese dei pubblici servizi, l’U.P.I.,
l’A.N.C.I. e le Federazioni delle imprese; Vista l’intesa espressa
nella seduta del 13 novembre 1998 dalla Conferenza unificata; Visto
il parere del Ministero dell’ambiente;
Emana la seguente direttiva:

Art. 1.

Finalità

1. La presente direttiva fornisce a comumi, province, Anas ed altri
Enti proprietari e-o gestori delle sedi stradali e delle aree di uso
pubblico, in ambito urbano, le linee guida per la posa degli impianti
sotterranei delle aziende e delle imprese erogatrici dei servizi, in
seguito denominate con il solo termine di <<aziende>>.
2. Le relative disposizioni, ai sensi del primo comma dell’art. 25
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e dell’art. 66 del
regolamento di esecuzione n. 495 del 16 dicembre 1992, così come
integrato dall’art. 54 del regolamento di esecuzione n. 610 del 16
settembre 1996, riguardano le realizzazioni di attraversamenti
trasversali e occupazioni longitudinali sotterranee della sede
stradale per le intrastrutture dei servizi.
3. Le disposizioni stesse sono dirette, altresì, a consentire la
facilità di accesso agli impianti tecnologici e la relativa loro
manutenzione, e tendono a conseguire, per quanto possibile, il
controllo e la rilevazione delle eventuali anomalie attraverso
sistemi di segnalazione automatica ed evitare, o comunque ridurre per
quanto possibile al minimo, lo smantellamento delle sedi stradali, le
operazioni di scavo, lo smaltimento del materiale di risulta fino
alle località di discarica ed il successivo ripristino della sede
stradale.
4. Obiettivo primario della presente direttiva è quello di
razionalizzare l’impiego del sottosuolo in modo da favorire il
coordinamento degli interventi per la realizzazione delle opere,
facilitando la necessaria tempestività degli interventi stessi al
fine di consentire, nel contempo, la regolare agibilità del traffico
ed evitare, per quanto possibile, il disagio alla popolazione
dell’area interessata ai lavori ed alle attività commerciali ivi
esistenti.
5. La connessa finalità è quella di promuovere la scelta di
interventi che non comportino in prospettiva la diminuzione della
fluidità del traffico per i ripetuti lavori interessanti le strade
urbane, contribuendo così sia ad evitare gli effetti di
congestionamento causato dalle sezioni occupate, sia a contenere i
consumi energetici, ridurre i livelli di inquinamento, nonchè
l’impatto visivo al fine di salvaguardare l’ambiente ed il paesaggio
e realizzare economie a lungo termine.

Art. 2.

Campo di applicazione.

1. Le disposizioni si applicano alla realizzazione dei servizi
tecnologici nelle aree di nuova urbanizzazione ed ai rifacimenti e/o
integrazione di quelli già esistenti ovvero in occasione dei
significativi interventi di riqualificazione urbana di cui al
successivo art. 6.
2. Nel sottosuolo possono essere presenti i seguenti servizi:
reti di acquedotti;
reti elettriche di distribuzione;
reti elettriche per servizi stradali (es. illuminazione pubblica,
semafori, ecc.);
reti di distribuzione per le telecomunicazioni ed i cablaggi di
servizi particolari;
reti di teleriscaldamento;
condutture del gas.
3. Le prescrizioni della presente direttiva, ad eccezione di quelle
attinenti alla tenuta delle cartografie di cui agli articoli 3 e 5
non riguardano le adduttrici ed alimentatrici primarie delle reti
idriche, le grandi infrastrutture quali collettori di fognature,
linee di trasporto di fluidi infiammabili e di linee elettriche ad
alta tensione, nonchè casi particolari di rilevanti concentrazioni di
strutture appartenenti ad un’unica azienda (centrali telefoniche,
cabine elettriche etc.).

Art. 3.

Piano urbano dei servizi.

1. I comuni capoluogo di provincia e quelli con popolazione
residente superiore a 30 mila abitanti o interessati da presenze
dovute ad alta affluenza turistica stagionale, sono tenuti a
redigere, entro un quinquennio compatibilmente con le risorse
disponibili, un piano organico per l’utilizzazione razionale del
sottosuolo da elaborare d’intesa con le <<aziende>>, che sarà
denominato Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo (PUGSS),
farà parte del Piano regolatore generale e, comunque, dovrà attuarsi
in coerenza con gli strumenti di sviluppo urbanistico.
2. Le regioni possono individuare aree urbane ad alta densità
abitativa o ambiti territoriali a particolare sensibilità ambientale
da sottoporre a tale obbligo.
3. Tutti i comuni sono comunque tenuti all’osservanza delle norme
tecniche UNI e CEI vigenti, per la posa dei servizi elencati al
precedente art. 2, con particolare riguardo al rispetto delle
distanze fra le linee dei servizi stessi ed alla loro esatta
collocazione.
4. Tutti i comuni dovranno, inoltre, dotarsi di una cartografia
cartacea, informatica o numerica ed in questo secondo caso essa dovrà
corrispondere a quanto indicato al successivo art. 16 acciocchè sia
compatibile fra i vari soggetti.
5. La procedura relativa alle nuove urbanizzazioni dovrà
contemplare la presentazione del progetto dei servizi tecnologici.
6. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano svolgono
le funzioni di controllo e vigilanza. Per quest’ultime province le
disposizioni della direttiva non si applicano se incompatibili con le
attribuzioni previste dagli statuti e dalle relative norme di
attuazione.
Art. 4.

Tipologia delle opere.

1. Per la realizzazione degli impianti nel sottosuolo sono definite
tre categorie standard di ubicazione dei vari servizi:
a) in trincea previa posa direttamente interrata o in tubazioni
sotto i marciapiedi o altre pertinenze stradali;
b) in polifore, manufatti predisposti nel sottosuolo per
l’infilaggio di canalizzazioni;
c) in strutture polifunzionali, cunicoli e gallerie pluriservizi
percorribili.
2. Le caratteristiche tecniche di questi tipi di impianto saranno
in accordo con le norme tecniche UNI e CEI pertinenti.
3. La scelta tra le possibili soluzioni di ubicazione degli
impianti nel sottosuolo, di cui al punto precedente, è effettuata, in
sede di appositi incontri, dai com…

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