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Regolamento di attuazione dell'art. 27 della legge 30 marzo 1971, n....

Regolamento di attuazione dell'art. 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118, a favore dei mutilati e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche e trasporti pubblici.

dpr 27/04/1978 n. 00000384 [ABR]

PORTATORI DI HANDICAP
Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384 (in
Gazz. Uff., 22 luglio, n. 204). — Regolamento di attuazione
dell’art. 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118, a favore dei mutilati
e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche e trasporti
pubblici.

Il Presidente della Repubblica:
Visto l’art. 87 della Costituzione;
Vista la legge 30 marzo 1971, n. 118, recante conversione in legge
del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei
mutilati e invalidi civili;
Visto l’art. 27 della predetta legge concernente le barriere
architettoniche e i trasporti pubblici;
Udito il parere del Consiglio di Stato;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Ministro dell’interno di concerto con i Ministri
dei lavori pubblici, del tesoro, della pubblica istruzione, dei
trasporti, della sanità, del turismo e dello spettacolo, del lavoro e
della previdenza sociale, delle poste e delle telecomunicazioni e
della marina mercantile;

Decreta:

é approvato l’allegato regolamento per l’esecuzione e l’attuazione
delle disposizioni contenute nell’art. 27 della legge 30 marzo 1971,
n. 118.

Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384 (in
Gazz. Uff., 22 luglio, n. 204). — Regolamento di attuazione
dell’art. 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118, a favore dei mutilati
e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche e trasporti
pubblici.

REGOLAMENTO CONCERNENTE NORME DI ATTUAZIONE DELL’ART. 27 DELLA LEGGE
30 MARZO 1971, N. 118, IN FAVORE DEGLI INVALIDI CIVILI IN MATERIA DI
BARRIERE ARCHITETTONICHE E DI TRASPORTI PUBBLICI

Titolo I
SCOPI E CAMPO DI APPLICAZIONE

Art. 1.

Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare gli
impedimenti fisici comunemente definiti <<barriere architettoniche>>
che sono di ostacolo alla vita di relazione dei minorati.
Le presenti norme si riferiscono alle strutture pubbliche con
particolare riguardo a quello di carattere collettivo-sociale.
Le norme stesse riguardano le nuove costruzioni e quelle già
esistenti nel caso che queste ultime siano sottoposte a
ristrutturazione.
Agli edifici già esistenti, anche se non ristrutturati, dovranno
essere apportate le possibili e conformi varianti.
Per edifici pubblici a carattere collettivo e sociale si intendono
tutte le costruzioni aventi interesse amministrativo, culturale,
giudiziario, economico, sanitario e comunque edifici in cui si
svolgono attività comunitarie o nei quali vengono prestati servizi di
interesse generale.

Art. 2.

Gli edifici, i mezzi di trasporto e le strutture costruite,
modificate o adattate tenendo conto delle norme per l’eliminazione
delle barriere architettoniche, devono recare in posizione
agevolmente visibile, il simbolo di accessibilità secondo il modello
di cui all’allegato A al presente regolamento.

Titolo II
STRUTTURE ESTERNE CONNESSE AGLI EDIFICI

Art. 3.

Percorsi pedonali.

Al fine di assicurare il collegamento degli accessi principali
dell’edificio con la rete viaria esterna, e con le aree di parcheggio
ed agevolare l’avvicinamento, i percorsi pedonali devono presentare
un andamento quanto più possibile semplice in relazione alle
principali direttrici di accesso.

Caratteristiche.

La larghezza minima del percorso pedonale deve essere di mt 1,50.
Il dislivello ottimale fra il piano del percorso pedonale e il piano
del terreno, o delle zone carrabili ad esso adiacenti di cm 2,5; non
deve comunque superare i 15 cm.
In particolare, ogni qualvolta il percorso pedonale si raccorda con
il livello stradale o è interrotto da un passo carrabile, devono
predisporsi piccole rampe di larghezza pari a quella del percorso
pedonale e di pendenza non superiore al 15%.
La pendenza massima del percorso pedonale non deve superare il 5%.
Tale pendenza può essere elevata fino ad un massimo dell’8% solo
quando siano previsti:
a) un ripiano orizzontale, di lunghezza minima di mt 1,50, ogni
10 metri di sviluppo lineare del percorso pedonale;
b) un cordolo sopraelevato di 10 cm da entrambi i lati del
percorso pedonale;
c) un corrimano posto ad un’altezza di 0,80 m, e prolungato per
0,50 m nelle zone in piano, lungo un lato del percorso pedonale.
La pavimentazione del percorso pedonale deve essere
antisdrucciolevole, preferibilmente segnata da sottili scanalature,
atte ad assicurare un efficiente deflusso dell’acqua, e tali comunque
da non generare impedimento o fastidio al moto.
I cigli del percorso pedonale, ove previsti, devono essere
realizzati con materiale atto ad assicurare l’immediata percezione
visiva ed acustica.
Tale materiale deve pertanto presentare una colorazione diversa da
quella della pavimentazione e deve avere caratteristiche sonore, alla
percussione con mazzuolo di legno, diversa da quelle della
pavimentazione.

Art. 4.

Parcheggi.

Al fine di agevolare il trasferimento dell’autovettura ai percorsi
di avvicinamento relativi agli accessi degli edifici, è necessario
prevedere il parcheggio in aderenza ad un percorso pedonale, avente
comunicazione non interrotta con gli accessi medesimi.
Le zone carrabili e le zone pedonali del parcheggio devono essere o
complanari, o su piani diversi con un dislivello massimo di 2,5 cm.
Le due zone comunque, devono essere differenziate mediante
un’adeguata variazione di colore.
La pendenza massima trasversale del parcheggio non deve superare il
5%.
In particolare è necessario che lo schema distributivo del
parcheggio sia a spina di pesce semplice, con inclinazione massima di
30°.
Lo schema deve comunque consentire sempre uno spazio libero, atto a
garantire la completa apertura della portiera destra o sinistra
anteriore verso le zone pedonali del parcheggio.
In tutti quei casi ove non fosse possibile realizzare il
parcheggio, secondo lo schema sopra citato, deve sempre prevedersi
un’adeguata percentuale di aree di parcheggio, dimensionate in
funzione delle esigenze specifiche delle autovetture di minorati
fisici e ad esse riservate.
L’area di parcheggio riservata ad una autovettura adibita al
trasporto dei minorati fisici deve avere una larghezza minima di 3,00
m suddivisa in due zone di utilizzazione: la prima, di larghezza di
1,70 m, relativa all’ingombro dell’autovettura; la seconda, di
larghezza minima di 1,30 m, necessaria al libero movimento del
minorato nelle fasi di trasferimento.
La zona relativa all’ingombro dell’autovettura, e la connessa zona
di libero movimento del minorato devono essere o complanari, o su
piani diversi con un dislivello massimo di 2,5 cm.
La zona relativa all’ingombro dell’autovettura del minorato e la
connessa zona di libero movimento devono essere differenziate
mediante un’adeguata variazione di colore, ovvero la zona di libero
movimento deve essere caratterizzata da striscie trasversali bianche
(zebre).
Le zone pedonali del parcheggio devono essere sempre raccordate
mediante rampa con i percorsi pedonali adiacenti, quando questi
presentino un dislivello superiore ai 2,5 cm con il piano carrabile.

Art. 5.

Soste e circolazione dei veicoli che trasportano minorati.

Nei centri abitati, nel caso di sospensione della circolazione per
motivi di sicurezza pubblica o di pubblico interesse o per esigenze
di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi,
divieti o limitazioni di carattere permanente e generale oppure sia
stata vietata o limitata la sosta, può essere consentito dalle
autorità rispettivamente competenti ai minorati fisici con capacità
di deambulazione sensibilmente ridotte, subordinatamente
all’osservanza di eventuali prescrizioni stabilite dal sindaco
interessato, di circolare e sostare con il veicolo da essi
utilizzato.
La circolazione e la sosta sono in ogni caso vietate sui percorsi
preferenziali riservati ai veicoli destinati al trasporto pubblico
collettivo.
Nei parcheggi con custodia dei veicoli dovranno essere riservati
gratuitamente ai minorati suddetti almeno due posti per ogni cento
disponibili.

Art. 6.

Contrassegno speciale.

Ai minorati fisici con capacità di deambulazione sensibilmente
ridotte è rilasciato dai comuni, a seguito di apposita documentata
istanza (anche tramite le associazioni di categoria legalmente
riconosciute), uno speciale contrassegno che deve essere apposto
sulla parte anteriore del veicolo per poter esercitare la facoltà di
cui al precedente articolo.
Il prototipo di tale contrassegno, che deve contenere appositi
spazi per l’indicazione a caratteri indelebili delle generalità e del
domicilio del minorato, sarà predisposto ed approvato con decreto del
Ministro dei lavori pubblici di concerto con quello dei trasporti
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento.
Il contrassegno è valido per tutto il territorio nazionale.

Titolo III
STRUTTURA EDILIZIA IN GENERALE

Art. 7.

Accessi.

Al fine di agevolare l’accesso all’interno della struttura edilizia
è necessario prevedere varchi e porte esterne allo stesso livello dei
percorsi …

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