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Regolamento per l'esecuzione della legge 13 luglio 1966, n. 61...

Regolamento per l'esecuzione della legge 13 luglio 1966, n. 615, recante provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico, limitatamente al settore delle industrie.

dpr 15/04/1971 n. 00000322

INQUINAMENTO
Decreto del Presidente della Repubblica 15 aprile 1971, n. 322 (in
Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 145 del 9 giugno). — Regolamento
per l’esecuzione della legge 13 luglio 1966, n. 615, recante
provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico, limitatamente al
settore delle industrie.

Il Presidente della Repubblica:
Visto l’art. 87 della Costituzione;
Visto l’art. 25 della legge 13 luglio 1966, n. 615, recante
provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico;
Uditi i pareri della commissione centrale contro l’inquinamento
atmosferico, del Consiglio superiore di sanità e del Consiglio di
Stato;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Ministro per la sanità, di concerto con i
Ministri per l’interno, per la grazia e la giustizia, per i lavori
pubblici, per i trasporti e l’aviazione civile, per l’industria, il
commercio e l’artigianato e per il lavoro e la previdenza sociale;
Decreta:

é approvato l’unito regolamento per l’esecuzione della legge 13
luglio 1966, n. 615, recante provvedimenti contro l’inquinamento
atmosferico, limitatamente al settore dell’industria.

Regolamento di esecuzione della legge 13 luglio 1966, n. 615,
recante provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico,
limitatamente al settore delle industrie.

Capo I
GENERALITA’

Articolo 1.

Campo di applicazione.

1.1. Le presenti norme si applicano a tutti gli stabilimenti
industriali di cui all’art. 20 della legge 13 luglio 1966, n. 615,
ubicati nelle zone <<A>> e <<B>> del territorio nazionale.

Articolo 2.

Terminologia.

2.1. Agli effetti delle presenti norme valgono le seguenti
definizioni:
Emissioni. – Prodotti che comunque vengono immessi
nell’atmosfera;
Immissioni. – Le emissioni che determinano inquinamento
atmosferico all’esterno del perimetro industriale;
Impianto di abbattimento. – Apparecchiature, installazioni o
dispositivi comunque atti alla riduzione dell’inquinamento
atmosferico;
Impianto industriale. – Apparecchiatura od insieme di
apparechiature in cui si realizza uno dei cicli tecnologici che
caratterizzano lo stabilimento industriale;
Inquinanti. – Sostanze che possono produrre inquinamento
atmosferico;
Inquinamento atmosferico. – Stato dell’aria atmosferica
conseguente all’immissione nella stessa di sostanze di qualsiasi
natura in misura e condizioni tali da alterare la salubrità dell’aria
e da costituire pregiudizio diretto o indiretto per la salute dei
cittadini o danno ai beni pubblici o privati;
Inquinamento di fondo. – Inquinamento atmosferico coesistente con
l’inquinamento che si vuole misurare;
Misura dell’inquinamento atmosferico. – Rilevamento della
concentrazione delle sostanze derivate da emissione, per un
intervallo di tempo definito ed in un punto dell’aria atmosferica;
Perimetro industriale. – Perimetro geometrico continuo,
delimitante l’area entro cui svolge attività lo stabilimento
industriale, rilevabile dalla licenza edilizia e, antecedentemente al
rilascio di questa, dagli accertamenti dell’autorità comunale in base
alla documentazione allegata alla relativa domanda.
Stabilimento industriale. – Ogni installazione o complesso di
installazioni volte, in modo continuo o discontinuo, ad effettuare
entro il perimetro industriale estrazione o produzione o
trasformazione o utilizzazione o deposito di sostanze di qualunque
natura.

Capo II
IMPIANTI DI ABBATTIMENTO

Articolo 3.

Progettazione.

3.1. Tutti gli impianti facenti parte degli stabilimenti
industriali e che possano contribuire all’inquinamento atmosferico
devono possedere impianti di abbattimento rispondenti alle
prescrizioni delle presenti norme.
3.2. Gli impianti di abbattimento devono essere progettati e
realizzati contemporaneamente agli impianti industriali cui sono
collegati.
3.3. Gli impianti di abbattimento devono avere caratteristiche
idonee:
a) ad operare in base ai princìpi tecnologici di funzionamento
specifici in relazione alle caratteristiche chimiche e fisiche degli
inquinanti da trattare;
b) a contenere le emissioni entro i più ristretti limiti che il
progresso della tecnica consenta, favorendone la dispersione, in
tutte le condizioni di funzionamento degli impianti industriali a
servizio dei quali sono realizzati. Per i più ristretti limiti che il
progresso della tecnica consenta si intendono i valori delle portate
di inquinanti contenuti nelle emissioni che si rilevano quando, nella
documentazione presentata per l’approvazione del progetto, risulti
che gli impianti di abbattimento sono fra quelli più efficienti e
praticamente realizzabili in relazione al tipo di impianto
industriale cui sono collegati e alle caratteristiche qualitative e
quantitative delle emissioni da trattare.
3.4. Gli impianti di abbattimento funzionanti secondo un ciclo ad
umido che comporta lo scarico, anche parziale, continuo o discontinuo
delle sostanze derivanti dal processo adottato, sono consentiti solo
se lo scarico liquido, convogliato e trattato in un impianto di
depurazione, risponde alle norme vigenti.
3.5. I tempi per le operazioni di manutenzione, parziale e totale,
degli impianti di abbattimento devono essere indicati nella
progettazione degli stessi insieme con la frequenza con cui devono
essere effettuate le operazioni di manutenzione.
3.6. I condotti di adduzione e di scarico degli impianti di
abbattimento che convogliano gas, fumi e polveri devono essere
provvisti ciascuno di fori di diametro di mm. 100. Tali fori, situati
ad una distanza non inferiore a 10 volte la massima dimensione della
sezione retta da ogni restringimento o deviazione del condotto
stesso, devono essere allineati sull’asse del condotto e muniti di
relativa chiusura metallica.

Articolo 4.

Esercizio.

4.1. L’esercizio degli impianti di abbattimento deve avvenire in
modo tale da garantire, per qualunque condizione di funzionamento
dell’impianto industriale cui sono collegati, il rispetto dei limiti
delle emissioni fissati nell’atto di approvazione del progetto.
4.2. La direzione dello stabilimento industriale deve comunicare
all’amministrazione comunale ogni variazione che per esigenze
tecniche sia apportata ai tempi ed alla frequenza di cui al
precedente art. 3, comma quinto.
4.3. Le operazioni di manutenzione, parziale e totale, degli
impianti di abbattimento devono essere effettuate con la frequenza ed
i tempi previsti all’atto della loro progettazione o variati ai sensi
del comma precedente.
4.4. Qualunque interruzione nell’esercizio degli impianti di
abbattimento necessaria per la loro manutenzione e dovuta a guasti
accidentali, qualora non esistano equivalenti impianti di
abbattimento di riserva deve comportare la fermata, limitatamente al
ciclo tecnologico ad essi collegato, dell’esercizio degli impianti
industriali. Questi ultimi potranno essere riattivati solo dopo la
rimessa in efficienza degli impianti di abbattimento ad essi
collegati.
4.5. Qualunque interruzione nell’esercizio degli impianti di
abbattimento necessaria per la loro manutenzione o dovuta a guasti
accidentali e che per ragioni tecniche non possa consentire la
fermata dell’esercizio dell’impianto industriale limitatamente al
ciclo tecnologico ad essi collegato, entro un tempo non superiore a
metà di quello cui è riferita la concentrazione media delle
immissioni fissate ai sensi dell’art. 8, obbliga alla messa in
funzione di equivalenti impianti di abbattimento di riserva qualora
non sia possibile l’adeguamento delle condizioni di funzionamento
dell’impianto industriale che consenta di rispettare i limiti delle
emissioni fissati nell’atto di approvazione del progetto, per il
tempo strettamente necessario alla rimessa in efficienza
dell’impianto di abbattimento.
4.6. Per le emissioni inquinanti per cui non sia fissato il limite
di immissione ai sensi dell’art. 8 delle presenti norme, il tempo di
cui al precedente comma sarà comunicato, nell’atto di approvazione
del progetto, su parere del comitato regionale contro l’inquinamento
atmosferico.
4.7. é fatto obbligo al direttore dello stabilimento industriale di
comunicare senza indugio all’autorità comunale le interruzioni dovute
a guasti accidentali nell’esercizio degli impianti di abbattimento,
affinchè proceda alla verifica degli adempimenti stabiliti nei commi
precedenti.
4.8. Il sindaco del luogo ove ha sede lo stabilimento industriale,
fermi i provvedimenti di sua competenza di cui all’art. 153 del testo
unico della legge comunale e provinciale approvata con regio decreto
5 marzo 1934, numero 383, e qualunque altro sindaco di comune
soggetto all’inquinamento prodotto dallo stesso stabilimento
industriale o il presidente dall’amministrazione della provincia
interessata, ove del caso, richiede al comitato regionale gli
accertamenti del contributo all’inquinamento atmosferico. Per il
seguito si osservano le norme di cui all’art. 7 del presente
regolamento.

Capo III
INSTALLAZIONI AMPLIAMENTI E MODIFICHE DI STABILIMENTI INDUSTRIALI

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