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Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali d...

Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali da impiegarsi nella costruzione di teatri, cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo in genere.

dm 06/07/1983 [MOD]

VIGILI DEL FUOCO
Decreto Ministeriale 6 luglio 1983 (in Gazz. Uff., 23 luglio, n.
201). — Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei
materiali da impiegarsi nella costruzione di teatri, cinematografi ed
altri locali di pubblico spettacolo in genere.

Il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro del turismo e
dello spettacolo:
Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;
Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469, art. 1;
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, art. 2;
Viste le norme di sicurezza per la costruzione, l’esercizio e la
vigilanza dei teatri, cinematografi ed altri locali di pubblico
spettacolo o trattenimento contenute nella circolare del Ministero
dell’interno n. 16 del 15 febbraio 1951;
Rilevata la necessità di aggiornare le disposizioni della predetta
circolare, concernenti le strutture e i materiali consentiti, il
materiale scenico, le coperture dei locali e gli ambienti delle
scene, al fine di armonizzare con l’evoluzione della normativa
tecnica sul comportamento al fuoco (1) delle strutture e dei
materiali;
Viste le norme aggiornate dal comitato centrale tecnico-scentiflco
per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577;

Decreta:

(1) [Così rettificato in Gazz. Uff. 3 ottobre 1983, n. 271]

Art. 1.

Campo di applicazione.

Le disposizioni di cui al presente decreto riguardano le
caratteristiche di comportamento al fuoco delle strutture e dei
materiali impiegati nei locali classificati nell’art. 17 della
circolare del Ministero dell’interno n. 16 del 15 febbraio 1951.

Art. 2.

Strutture e materiali consentiti.

a) Strutture.
I requisiti di <<resistenza al fuoco>> degli elementi strutturati
dei locali di cui all’art. 1 vanno valutati secondo le prescrizioni e
le modalità di prova stabilite nella circolare del Ministero
dell’interno n. 91 del 14 settembre 1961 prescindendo dal tipo di
materiale costituente l’elemento strutturale stesso (ad esempio
calcestruzzo, laterizi, acciaio, legno massiccio, legno lamellare,
elementi compositi).
Il dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare
per i vari tipi di materiali sopracennati, nonchè la classificazione
dei locali stessi secondo il carico d’incendio, vanno determinati con
le tabelle e con le modalità specificate nella circolare n. 91
sopracitata.

b) Materiali.

Le caratteristiche di <<reazione al fuoco>> dei materiali impiegati
nei locali di cui all’art. 1 devono essere le seguenti:

1) negli atrii, nei corridoi di disimpegno, nelle scale, nelle
rampe e nei passaggi in genere, è consentito l’impiego di materiali
di classe 1 in ragione del 50% massimo della loro superficie totale
(pavimenti + pareti + soffitti + proiezione orizzontale delle scale).
Per la restante parte deve essere impiegato materiale di classe 0
(non combustibile);

2) in tutti gli altri ambienti è consentito che i materiali di
rivestimento dei pavimenti siano di classe 2 e che i materiali
suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce e gli altri
materiali di rivestimento siano di classe 1;
3) per le poltrone sono consentiti materiali di rivestimento
esterno di classe 1.
In attesa della definizione di una metodologia di prova per i
materiali di rivestimento esterno delle poltrone, gli stessi vanno
provati come materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le
facce;

4) per i sedili non imbottiti è consentito l’impiego del legno o
altro materiale combustibile purchè di classe non superiore a 2.

I materiali di rivestimento, ammessi nelle varie classi di reazione
al fuoco come sopra riportato e ad eccezione dei materiali di
rivestimento non combustibili, debbono essere messi in opera in
aderenza agli elementi costruttivi non combustibili escludendo spazi
vuoti o intercapedini. é consentita la realizzazione di intercapedini
purchè interamente riempite di materiale non combustibile.
La classe di reazione al fuoco deve essere certificata, sulla base
delle prove di cui alla circolare del Ministero dell’interno n. 12
del 17 maggio 1980, dal centro studi ed esperienze antincendi o da
enti e laboratori legalmente riconosciuti.
Qualora, sulla base dei criteri indicati all’art. 202 della
circolare n. 16/1951, vengano previsti effettivi accorgimenti
migliorativi delle condizioni globali di sicurezza dei locali
rispetto a quanto previsto dalle norme di cui al presente decreto e
da quelle di cui alla citata circolare n. 16/1951, e successive
integrazioni e modificazioni — quali efficaci sistemi di smaltimento
dei fumi e/o impianti di spegnimento automatico e/o impianti di
segnalazione automatica d’incendio e/o sorveglianza aziendale —
potrà consentirsi l’impiego di materiali di classe di reazione al
fuoco 1, 2 e 3 in luogo delle classi 0, 1 e 2 precedentemente
indicate, con esclusione dei tendaggi per i quali è ammessa
esclusivamente la classe 1.
I lucernari debbono avere vetri retinati oppure essere costruiti in
vetrocemento o con materiali combustibili purchè di classe 1 di
reazione a fuoco.
Per il palcoscenico è ammesso il pavimento in legno. Altrove potrà
eccezionalmente consentirsi tale tipo di pavimento, purchè
stabilmente fissato a strutture non combustibili o rivestito con
materiali di classe 0 (non combustibili).
é consentito l’impiego del legno per i serramenti esterni ed
interni.

Art. 3.

Materiale scenico.

Per la realizzazione della scena è ammesso l’impiego di materiali
combustibili di classe di reazione al fuoco non superiore a 2.
é consentito l’impiego di materiali combustibili di classe anche
superiore alla 2 a (1) condizione che, sotto la personale
responsabilità dell’esercente, siano previsti effettivi accorgimenti
migliorativi delle condizioni globali di sicurezza della scena quali
efficaci sistemi di smaltimento dei fumi e/o impianti di spegnimento
automatico e/o impianti di segnalazione automatica d’incendio e/o
sorveglianza aziendale.

(1) [Così rettificato in Gazz. Uff. 3 ottobre 1983, n. 271]

Art. 4.

Copertura dei locali.

Gli elementi strutturali della copertura del locale debbono avere
requisiti di resistenza al fuoco, valutati in base alla classe
dell’edificio, secondo quanto indicato nell’art. 2, lettera a).
I materiali impiegati nella copertura del locale debbono avere
caratteristiche di reazione al fuoco secondo quanto indicato
nell’art. 2, lettera b).

Art. 5.

Ambienti contenenti le scene.

I muri perimetrali e la copertura della scena debbono avere le
caratteristiche indicate nell’art. 2.

Art. 6.

Adeguamento alle prescrizioni.

Il certificato di prevenzione incendi previsto dal decreto
ministeriale 16 febbraio 1982 e l’autorizzazione per l’agibilità dei
locali destinati a pubblici spettacoli e trattenimenti non possono
essere rilasciati prima che sia stata verificata da parte della
commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico
spettacolo la osservanza di tutte le disposizioni di sicurezza.
L’adeguamento dei locali attualmente esistenti alle disposizioni
contenute nei precedenti articoli dovrà avvenire nei termini e con le
modalità congruamente stabiliti caso per caso dalla commissione
predetta, che potrà consentire che nei locali considerati continuino
a svolgersi le normali attività a condizione che i relativi gestori
si assumano per iscritto l’impegno di attuare frattanto le seguenti
indispensabili misure a tutela della pubblica incolumità, sulla cui
effettiva osservanza dovrà costantemente invigilarsi da parte degli
ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza:
A) Controllare la perfetta efficienza delle uscite e delle vie di
esodo prima e durante lo spettacolo.
B) Assicurare un servizio di sorveglianza durante lo spettacolo
con personale idoneo ad espletare operazioni di primo intervento
d’emergenza o, in alternativa, installare impianti fissi automatici
di segnalazione e/o (1) estinzione incendi.
C) Controllare i dispositivi di sicurezza delle cabine di
proiezione, gli impianti di illuminazione d’emergenza, gli impianti
di produzione di calore e di condizionamento.
D) Mantenere in perfetta efficienza i sistemi, i dispositivi e le
attrezzature espressamente finalizzati alla sicurezza contro gli
incendi.
E) Ottemperare ad ogni altra prescrizione che la commissione
provinciale di vigilanza riterrà necessario impartire.
La commissione provinciale di vigilanza, in caso di inosservanza
delle suddette temporanee misure di sicurezza, o di mancato
adeguamento alle prescrizioni contenute negli articoli precedenti ed
in ogni altra circostanza in cui ravvisi una situazione di pericolo,
formula proposte di sospensione dell’attività all’autorità competente
al rilascio delle licenze.

(1) [Così rettificato in Gazz. Uff. 3 ottobre 1983, n. 271]

Art. 7.

Disposizioni abrogate.

Sono abrogate le disposizioni contenute negli articoli 25, 26, 27,
61 e 81 della circolare del Ministero dell’interno n. 16 del 15
febbraio 1981 nonchè le modifiche apportate all’art. 25 suddetto con
la circolare del Ministero dell’int…

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