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Elenco delle attività soggette, nel campo dei rischi di incidenti rilevanti, all'esame degli ispettori regionali o interregionali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (1) ai sensi dell'art. 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.

dm 16/11/1983 [MOD]

Decreto Ministeriale 16 novembre 1983 (in Gazz. Uff., 12 dicembre,
n. 339). — Elenco delle attività soggette, nel campo dei rischi di
incidenti rilevanti, all’esame degli ispettori regionali o
interregionali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (1) ai sensi
dell’art. 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio
1982, n. 577.
(1) [Così rettificato in Gazz. Uff. 23 gennaio 1984, n. 22]

Il Ministro dell’interno:
Visto l’art. 19, primo comma, lettera d), del decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, recante
<<Approvazione del regolamento concernente l’espletamento dei servizi
di prevenzione e di vigilanza antincendi>>, che attribuisce agli
ispettori regionali o interregionali del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco la competenza ad esaminare, dal punto di vista della
prevenzione incendi e secondo anche quanto sarà previsto dalla
direttiva C.E.E., i progetti relativi <<a installazioni o impianti di
particolare rilevanza o che presentino alti livelli di rischio>>;
Visto l’ultimo comma del citato art. 19, secondo cui, con decreto
ministeriale, si provvede a determinare l’elenco delle specifiche
attività demandate, per l’esame, agli ispettori regionali o
interregionali del Corpo dei vigili del fuoco (1);
Constatate le imprescindibili esigenze di sicurezza e di tutela
della pubblica e privata incolumità connesse all’applicazione della
normativa in materia di prevenzione incendi specificatamente nel
settore dei rischi di incidenti rilevanti;
Ritenuto, pertanto necessario ed urgente procedere alla concreta
individuazione delle installazioni e degli impianti concernenti le
attività caratterizzate da <<alti livelli di rischio>>, con riserva
di stabilire con successivo provvedimento l’elenco delle attività di
<<particolare rilevanza>>;
Visti gli articoli 3, 5, 11, 17 e 22 del citato decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Vista la legge 18 luglio 1980, n. 406, recante <<Norme sulle
attività alberghiere esistenti. Disposizioni per la prevenzione
incendi>>, in attuazione della quale è stato emanato il suddetto
decreto;
Vista la direttiva (CEE) n. 501/82 in data 24 giugno 1982, sui
rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività
industriali;
Ravvisata l’esigenza che l’elencazione delle attività ad <<alto
livello di rischio>>, caratterizzate da rischi di incidenti
rilevanti, si armonizzi e si conformi alle specificazioni contenute
nella predetta direttiva C.E.E., salvi i successivi adeguamenti che
si renderanno necessari a seguito dell’entrata in vigore della legge
di recepimento della direttiva medesima, nell’ordinamento statuale;
Visto il parere favorevole espresso dal comitato centrale
tecnico-scientifico per la prevenzione incendi nella seduta del 28
settembre 1983;
Sulla proposta dell’ispettore generale capo del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco;

Decreta:

(1) [Così rettificato in Gazz. Uff. 23 gennaio 1984, n. 22]

Art. 1. I servizi di prevenzione incendi nel settore delle attività
che presentano rischi di incidenti rilevanti, demandati agli
ispettori regionali o interregionali del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco, si svolgono, ai fini del rilascio del certificato di
prevenzione incendi, nel rispetto dei principi di base e delle misure
tecniche fondamentali indicate all’art. 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.

Art. 2. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle
nuove attività, soggette al controllo dei competenti organi del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, indicate al secondo comma dell’art.
22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, le quali, per tipi di lavorazione, sostanze pericolose e
quantitativi, risultino comprese anche negli elenchi di cui agli
allegati I, II, III e IV.
é equiparata a una nuova attività ogni modifica apportata ad una
attività esistente che possa seriamente comportare il rischio di
incidenti rilevanti ai sensi ed agli effetti del disposto dell’art.
19, primo comma, lettera d), del citato decreto del Presidente della
Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.
é equiparata a una nuova attività ogni modifica apportata ad una
nuova attività esistente che possa seriemente comportare il rischio
di incidenti rilevanti ai sensi ed agli effetti del disposto
dell’art. 19, primo comma, lettera d), del citato decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.

Art. 3. Gli ispettori (1) regionali o interregionali dei vigili del
fuoco procedono all’esame dei progetti previsti all’art. 19, primo
comma, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577, relativamente alle categorie di attività così
come definite nel successivo art. 4 e nelle ipotesi di cui al
successivo art. 5.

(1) [Così rettificato in Gazz. Uff. 23 gennaio 1984, n. 22]

Art. 4. Ai fini dell’applicazione del presente decreto si
definisce:

1) Attività industriale:

a) qualsiasi operazione effettuata negli impianti industriali
indicati nell’allegato I, che comporti o possa comportare l’uso di
una o più sostanze pericolose e che possa presentare rischi di
incidenti rilevanti, nonchè il trasporto effettuato all’interno dello
stabilimento per ragioni interne e il deposito connesso a tale
operazione all’interno dello stabilimento;

b) qualsiasi altro deposito effettuato nelle condizioni
specificate nell’allegato II (deposito separato).

2) Sostanza pericolosa:

a) qualsiasi sostanza compresa nell’elenco di cui all’allegato
III;
b) qualsiasi sostanza compresa nell’elenco di cui all’allegato
II.

3) Incidente rilevante:

un accadimento o evento, quale un’emissione, un incendio o una
esplosione di rilievo, connesso ad uno sviluppo incontrollato di una
attività industriale, che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o
futuro per l’uomo all’interno o all’esterno dello stabilimento, e/o
per l’ambiente e che comporti l’uso di una o più sostanze pericolose.

Art. 5. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle
attività industriali definite nel precedente art. 4 qualora:
1) nelle attività industriali indicate alla lettera a) del n. 1)
dell’art. 4 (attività di processo), una o più sostanze pericolose di
cui all’allegato III intervengano o possano notoriamente intervenire
nelle quantità ivi specificate come:

sostanze immagazzinate o utilizzate nell’attività industriale
interessata;
prodotti della fabbricazione;
sottoprodotti;
residui:

2) nelle attività industriali indicate alla lettera b) del n. 1
dell’art. 4 (deposito separato), siano immagazzinate una o più
sostanze pericolose di cui all’allegato II e nelle quantità ivi
specificate.

Art. 6. Ai fini dell’esame di cui all’art. 3 del presente decreto,
si applicano le indicazioni riportate nell’allegato V, tenute
presenti le gradualità temporali della direttiva (CEE) n. 501/82
relativamente alle attività esistenti e salvo quanto sarà
diversamente disposto con il provvedimento di recepimento della
direttiva stessa nell’ordinamento statuale.

(Sono omessi gli allegati).

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