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Applicazione dell'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, concernente rischi rilevanti connessi a determinate attività industriali.

dpcons 31/03/1989

Decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1989 (in
Suppl.
ordinario alla Gazz. Uff., n. 93, del 21 aprile).

Applicazione dell’art. 12 del decreto del Presidente della
Repubblica
17 maggio 1988, n. 175, concernente rischi rilevanti
connessi a
determinate attività industriali.

Il Presidente del
Consiglio dei Ministri:
Visto l’art. 12 del decreto del
Presidente della Repubblica 17
maggio 1988, n. 175; Ritenuto di
dover provvedere, in sede di prima
applicazione del predetto
decreto, ad indicare le norme generali di
sicurezza cui devono
attenersi i fabbricanti soggetti alla disciplina
prevista dal
medesimo decreto, nonchè le modalità con le quali deve
procedersi
all’individuazione dei rischi di incidenti rilevanti e
all’adozione
di appropriate misure di sicurezza; Visto il comma 3,
lettera e),
del citato art. 12, che prevede la possibilità di
definire le
quantità di sostanze di cui all’allegato IV per le quali
non vi è
obbligo di dichiarazione e ritenuto opportuno procedere
alla
determinazione di tali quantità al fine di evitare un
moltiplicarsi
di procedure amministrative per attività
industriali di minor
rilevanza rispetto alle finalità proprie di
detta disciplina, per le
quali il fabbricante può provvedere
all’individuazione dei rischi di
incidenti con criteri autonomi ed
all’adozione delle necessarie
misure preventive in conformità con la
normativa vigente; Considerata
l’opportunità di avviare un processo
di definizione delle modalità
per la standardizzazione della
dichiarazione prevista dall’art. 6 del
decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175,
nonchè di indicare i criteri ai
quali devono attenersi i fabbricanti
per assicurare l’informazione,
l’addestramento e l’equipaggiamento di
coloro che lavorano negli
impianti; Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 31 marzo 1989;
Sulla proposta del Ministro
dell’ambiente, di concerto con i Ministri
della sanità e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Decreta:

Art. 1.

Norme generali di
sicurezza.

1. Nella progettazione, nella realizzazione e nella
gestione delle
attività industriali i fabbricanti sono tenuti a
conformarsi a tutte
le disposizioni vigenti in materia di
sicurezza del lavoro, di
prevenzione incendi e di tutela della
popolazione e dell’ambiente. In
particolare i fabbricanti devono
ottenere dal competente Comando dei
vigili del fuoco le autorizzazioni
concernenti la prevenzione incendi
previste dalle norme vigenti
ed uniformarsi alle disposizioni
contenute nel:
a) regio
decreto 9 gennaio 1927, n. 147;
b) regio decreto 12 maggio 1927,
n. 824;
c) testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio
decreto
27 luglio 1934, n. 1265;
d) decreto del Presidente
della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547;
e) decreto del Presidente
della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303;
f) legge 23 dicembre
1978, n. 833, e successive modifiche,
integrazioni e decreti
applicativi;
g) decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n.
577;
h) legge 7 dicembre 1984, n. 818.
2. Il
richiamo alle disposizioni di cui al comma 1 va esteso alle
successive
modifiche ed integrazioni nonchè ai decreti applicativi.

Art. 2.

Classificazione delle
sostanze.

1. Per la classificazione delle sostanze pericolose
come <<molto
tossiche>>, <<tossiche>>,
<<infiammabili>>, <<capaci di esplodere>>
e
<<cancerogene>> si applicano le disposizioni del decreto
del Ministro
della sanità 25 luglio 1987, n. 555, e successive
modifiche ed
integrazioni.
2. Per le sostanze pericolose non
ancora classificate si provvede
con i criteri stabiliti dall’art. 12
del decreto del Presidente della
Repubblica 24 novembre 1981, n.
927, e dal decreto del Presidente
della Repubblica 20 febbraio 1988,
n. 141.

Art. 3.

Esenzione dall’obbligo della dichiarazione.

1. Il fabbricante è
esentato dall’obbligo della dichiarazione, di
cui all’art. 6, comma 1,
lettera a), del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio
1988, n. 175, qualora la quantità di ogni
singola sostanza sia
inferiore:
a) ad un quinto delle rispettive quantità indicate
nell’allegato
III al decreto del Presidente della Repubblica 17
maggio 1988, n.
175, per le sostanze ivi elencate, ricomprese
nell’allegato IV del
medesimo decreto, o comunque non superiori alle
quantità indicate per
le sostanze elencate nell’allegato II,
prima colonna, del citato
decreto del Presidente della Repubblica n.
175 del 1988;
b) per le altre classi di sostanze ricomprese
nell’allegato IV al
decreto del Presidente della Repubblica n. 175 del
1988:
1) a 0,2 kg per le sostanze cancerogene molto
tossiche o
tossiche;
2) a 50 kg per le sostanze molto tossiche;

3) a 500 kg per le sostanze tossiche;;
4) a 1000 kg per le
sostanze capaci di esplodere.

Art.
4.

Verifica delle soglie.

1. Ai fini della
verifica della soglia dell’allegato III al decreto
del Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, i
quantitativi delle
sostanze riferibili ad una singola voce si
intendono per
complesso di impianti e depositi connessi, appartenenti
al medesimo
fabbricante, se la distanza tra di essi è inferiore a 500
metri.
2.
Ai fini della verifica della soglia dell’allegato II,
seconda
colonna, al decreto del Presidente della Repubblica 17
maggio 1988,
n. 175, i quantitativi delle sostanze riferibili ad una
singola voce
si intendono per complesso di depositi separati,
appartenenti al
medesimo fabbricante, se la distanza tra di essi è
inferiore a 500
metri.
3. Ai fini della verifica delle soglie di
cui agli articoli 3 o 6,
i quantitativi delle sostanze prese in
considerazione si intendono
riferiti ad un complesso di
impianti e depositi connessi,
appartenenti al medesimo
fabbricante, se la distanza tra di essi è
inferiore a 100 metri.
4.
Ai fini della verifica delle soglie dell’allegato II,
prima
colonna, al decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio
1988,
n. 175, o dell’art. 6, i quantitativi delle sostanze
riferibili ad
una singola voce si intendono per complesso di
depositi separati,
appartenenti al medesimo fabbricante, se la
distanza tra di essi è
inferiore a 500 metri.
5. Ai fini della
verifica delle soglie di cui al presente articolo:
a) le
distanze devono essere calcolate dal limite di
batteria
dell’impianto e dal perimetro del deposito;
b) le
quantità da prendere in considerazione per i depositi sono
le quantità
massime immagazzinate nel deposito in qualsiasi momento;
c) per
le sostanze elencate isolatamente, nonchè ascrivibili ad
una delle
voci di cui ai numeri 1 e 2 dell’allegato II al decreto del
Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, ed ai numeri 124,
125 e 150
dell’allegato III al medesimo decreto del Presidente della
Repubblica
n. 175 del 1988, la quantità deve essere sommata a quella
di eventuali
altre sostanze ricadenti nella voce stessa.

Art. 5.

Modalità di individuazione dei rischi di incidenti
rilevanti.
Notifica.

1. Il rapporto
di sicurezza allegato alla notifica, di cui all’art.
5 del decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175,
deve essere
predisposto secondo le modalità indicate nell’allegato I.

Art. 6.

Modalità di individuazione dei rischi
di incidenti rilevanti.
Dichiarazione.

1. La dichiarazione deve essere predisposta secondo le
modalità
indicate nel capitolo 1 dell’allegato III.
2. Il
fabbricante è tenuto ad effettuare, secondo le modalità di
cui al
capitolo 2 dell’allegato III, le analisi idonee
ad
identificare i tipi di incidenti, definire le quantità di materia
e
di energia che possono essere rilasciate in caso di incidente,
nonchè
le conseguenze immediate e differite degli eventi
identificati sui
lavoratori, sulla popolazione e sull’ambiente,
qualora la quantità di
ogni singola sostanza sia:
a) più del 60
per cento delle quantità di soglia dell’allegato
III al decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n.
175, per complesso di
impianti e depositi connessi;
b) oppure più del 35 per cento
delle quantità di soglia definite
nella seconda colonna
dell’allegato II al decreto del Presidente
della Repubblica n. 175
del 1988, per complesso di depositi separati;
c) oppure più di
0,6 kg di sostanze cancerogene molto tossiche o
tossiche;
d)
oppure più di 150 kg di sostanze molto tossiche;
e) oppure più di
1500 kg di sostanze tossiche;
f) oppure più di 3 t per le sostanze
capaci di esplodere.

Art. 7.

Adozione di appropriate misure di sicurezza.

1. Il fabbricante
nelle analisi di cui agli articoli 5 e 6, con
riferimento
all’allegato II, può, indicando i relativi
fattori
compensativi:
a) segnalare le misure integrative di
sicurezza già adottate e
mantenute efficienti;
b) presentare
un progetto di adeguamento dell’attività
industriale ai fini
della sicurezza, precisando i tempi occorrenti
per rendere operanti le
procedure ed i sistemi di sicurezza previsti.
2. Gli elementi
dedotti dal comma 1, oppure ricavabili dalle
soluzioni
migliorative introdotte a s…

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