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Tutela delle cose d'interesse artistico e storico (1) (2) (3)....

Tutela delle cose d'interesse artistico e storico (1) (2) (3).

L 01/06/1939 n. 00001089 VIGENTE

Legge 1 giugno 1939, n. 1089 (in Gazz. Uff., 8 agosto 1939, n. 184).
— Tutela delle cose d’interesse artistico e storico (1) (2) (3).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, comunque, nel presente
provvedimento la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata
aggiornata sulla base degli accorpamenti e delle soppressioni
intervenute negli ultimi anni.
(2) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sono state trasferite alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni relative al patrimonio
storico, ad eccezione dei compiti e delle funzioni contenuti nella
presente legge.
(3) A partire dal 1° gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1°
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Sono soggette alla presente legge le cose, immobili e mobili, che
presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnografico,
compresi:
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le
primitive civiltà;
b) le cose d’interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti
notevoli, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni
aventi carattere di rarità e di pregio.
Vi sono pure compresi le ville, i parchi e i giardini che abbiano
interesse artistico o storico.
Non sono soggette alla disciplina della presente legge le opere di
autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta
anni.

Art. 2.

Sono altresì sottoposte alla presente legge le cose immobili che, a
causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della
letteratura, dell’arte e della cultura in genere, siano state
riconosciute di interesse particolarmente importante e come tali
abbiano formato oggetto di notificazione, in forma amministrativa,
del Ministero per i beni e le attività culturali.
La notifica, su richiesta del Ministro, è trascritta nei registri
delle Conservatorie delle ipoteche ed ha efficacia nei confronti di
ogni successivo proprietario, possessore o detentore della cosa a
qualsiasi titolo.

Art. 3.

Il Ministro per i beni e le attività culturali notifica in forma
amministrativa ai privati proprietari, possessori o detentori a
qualsiasi titolo, le cose indicate all’art. 1 che siano di interesse
particolarmente importante.
Trattandosi di immobili per natura o di pertinenze, si applicano le
norme di cui al secondo comma dell’articolo precedente.
L’elenco delle cose mobili, delle quali si è notificato l’interesse
particolarmente importante, è conservato presso il Ministero per i
beni e le attività culturali e copie dello stesso sono depositate
presso le prefetture della Repubblica italiana.
Chiunque abbia interesse può prendere visione.

Art. 4.

I rappresentanti delle province, dei comuni, degli enti e degli
istituti legalmente riconosciuti devono presentare l’elenco
descrittivo delle cose indicate nell’art. 1 di spettanza degli enti o
istituti che essi rappresentano.
I rappresentanti anzidetti hanno altresì l’obbligo di denunziare le
cose non comprese nella prima elencazione e quelle che in seguito
vengano ad aggiungersi per qualsiasi titolo al patrimonio dell’ente o
istituti.
Le cose indicate nell’art. 1 restano sottoposte alle disposizioni
della presente legge, anche se non risultino comprese negli elenchi e
nelle dichiarazioni di cui al presente articolo.

Art. 5.

Il Ministro per i beni e le attività culturali, sentito il
Consiglio per i beni culturali e ambientali può procedere alla
notifica delle collezioni o serie di oggetti, che, per tradizione,
fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come
complesso un eccezionale interesse artistico o storico.
Le collezioni e le serie notificate non possono, per qualsiasi
titolo essere smembrate senza l’autorizzazione del Ministro per i
beni e le attività culturali.

Art. 6.

Sono soggette alla vigilanza del Ministro per i beni e le attività
culturali le cose che hanno l’interesse di cui agli artt. 1, 2 e 5.
Le cose immobili e mobili di proprietà dello Stato le quali hanno
l’interesse di cui agli articoli 1, 2 e 5 della presente legge sono
sottoposte alla vigilanza del Ministro per i beni e le attività
culturali per quanto riguarda la loro conservazione, da chiunque
siano tenute in uso o in consegna.

Art. 7.

Il Ministro per i beni e le attività culturali vigila perché siano
rispettati i diritti di uso e di godimento che il pubblico abbia
acquisito sulle cose soggette alla presente legge.

Art. 8.

Quando si tratti di cose appartenenti ad enti ecclesiastici, il
Ministro per i beni e le attività culturali, nell’esercizio dei suoi
poteri, procederà per quanto riguarda le esigenze del culto,
d’accordo con l’autorità ecclesiastica.

Art. 9.

I sopraintendenti possono in ogni tempo, in seguito a preavviso,
procedere ad ispezioni per accertare l’esistenza e lo stato di
conservazione e di custodia delle cose soggette alla presente legge.
Nei confronti con i privati la presente disposizione si applica alle
sole cose che abbiano formato oggetto di notificazione ai sensi degli
articoli 2, 3 e 5.

Art. 10.

I provvedimenti adottati dal Ministro per i beni e le attività
culturali, sono definitivi.
Contro i provvedimenti delle autorità inferiori è ammesso, entro
trenta giorni, ricorso gerarchico al Ministro per i beni e le
attività culturali.

Capo II
DISPOSIZIONI PER LA CONSERVAZIONE, INTEGRITA’ E SICUREZZA DELLE COSE

Art. 11.

Le cose previste dagli artt. 1 e 2, appartenenti alle province, ai
comuni, agli enti e istituti legalmente riconosciuti, non possono
essere demolite, rimosse, modificate o restaurate senza
l’autorizzazione del Ministro per i beni e le attività culturali.
Le cose medesime non possono essere adibite ad usi non compatibili
con il loro carattere storico od artistico, oppure tali da recare
pregiudizio alla loro conservazione o integrità.
Esse debbono essere fissate al luogo di loro destinazione nel modo
indicato dalla Soprintendenza competente.

Art. 12.

Le disposizioni di cui al 1° e 2° comma dell’art. precedente si
applicano anche alle cose di proprietà privata notificate ai sensi
degli artt. 2, 3 e 5 della presente legge.
Nel caso in cui il trasporto di cose mobili notificate sia in
dipendenza del cambiamento di dimora del detentore, questi dovrà
darne notizia alla competente Sovraintendenza, la quale potrà
prescrivere le misure che ritenga necessarie perché le cose medesime
non subiscano danno.

Art. 13.

Chi dispone e chi esegue il distacco di affreschi, stemmi,
graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici,
esposti o non alla pubblica vista, deve ottenere l’autorizzazione dal
Ministro per i beni e le attività culturali, anche se non sia
intervenuta la notifica del loro interesse.

Art. 14.

Il Ministro, sentito il Consiglio per i beni culturali e
ambientali, ha facoltà di provvedere direttamente alle opere
necessarie per assicurare la conservazione ed impedire il
deterioramento delle cose indicate negli articoli 1 e 2, appartenenti
a provincie, comuni, enti o istituti, legalmente riconosciuti, e, se
trattasi di cose mobili, di farle anche trasportare e temporaneamente
custodire in pubblici istituti.
In caso di urgenza il Ministro può adottare senz’altro i
provvedimenti conservativi di cui al comma precedente.

Art. 15.

Le disposizioni di cui all’art. precedente si applicano anche alle
cose di proprietà privata, che abbiano formato oggetto di
notificazione ai sensi degli articoli 2, 3 e 5.

Art. 16.

Il Ministro, sentito il Consiglio per i beni culturali e
ambientali, ha facoltà d’imporre, per le cose di cui all’art. 14, le
provvidenze necessarie per assicurarne la conservazione ed impedirne
il deterioramento.
La spesa occorente è a carico dell’ente proprietario.
Qualora l’ente dimostri di non essere in condizione di sostenerla,
il Ministro può, con suo decreto, stabilire che l’onere sia assunto
in tutto o in parte dallo Stato.

Art. 17.

Nei casi di cui agli artt. 14 e 15 e ultimo comma dell’articolo
precedente, gli enti e privati interessati hanno l’obbligo di
rimborsare allo Stato la spesa sostenuta per la conservazione della
cosa.
L’ammontare della spesa è determinato con decreto del Ministro.
Qualora la spesa non sia rimborsata, il Ministro ha facoltà di
acquistare la cosa al prezzo di stima che essa aveva prima delle
riparazioni.
Ove il Ministro non ritenga di avvale…

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