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Norme per l'accettazione delle pozzolane e dei materiali a comportam...

Norme per l'accettazione delle pozzolane e dei materiali a comportamento pozzolanico.

rd 16/11/1939 n. 00002230

Regio decreto 16
novembre 1939, n. 2230 (in Supplemento alla Gazzetta
Ufficiale, 18
aprile n. 92). – Norme per l’accettazione delle
pozzolane e dei
materiali a comportamento pozzolanico.

Sono approvate e rese
obbligatorie le annesse norme, compilate dal
consiglio nazionale
delle ricerche, per l’accettazione delle
pozzolane e dei
materiali a comportamento pozzolanico, le quali
saranno firmate,
d’ordine nostro, dal Duce del fascismo, Capo del
governo,
proponente.
Sono abrogate tutte le disposizioni contrarie
o comunque
incompatibili con quelle del presente decreto, il quale
entrerà in
vigore nel sessantesimo giorno dopo la sua
pubblicazione.

Regio decreto 16 novembre 1939, n. 2230 (in
Supplemento alla Gazzetta
Ufficiale, 18 aprile n. 92). – Norme
per l’accettazione delle
pozzolane e dei materiali a comportamento
pozzolanico.

NORME

Capo I.
DEFINIZIONI E
CLASSIFICAZIONI

Art. 1.

Agli
effetti delle presenti norme s’intendono per pozzolane tutti
quei
materiali di origine vulcanica che impastati intimamente con
calce
dànno malte capaci di far prese ed indurire anche sott’acqua e
che
presentano un residuo non superiore al 40 per cento ad un
attacco
acido basico, eseguito secondo le modalità di cui al capo
III.
Si considerano materiali a comportamento pozzolanico tutti
quelli
che, pur non essendo di origine vulcanica, rispondono alle
condizioni
della precedente definizione.

Art. 2.

Agli effetti delle presenti norme le pozzolane si
dividono in
pozzolane energiche e pozzolane di debole energia
in base ai
requisiti indicati al capo II.

Capo II.
REQUISITI DI ACCETTAZIONE

Art. 3.

Le pozzolane ed i materiali a
comportamento pozzolanico devono dar
luogo alle seguenti resistenze
con la tolleranza del 10 per cento.
XTAB
A — Pozzolane
energiche.
Resistenza a trazione (su malta normale):
dopo 28 giorni
. . . . . . . . . . . . . . . . . kg/cm² 5
Resistenza a pressione
(su malta normale):
dopo 28 giorni . . . . . . . . . . . . . . . .
. kg/cm² 25

La malta normale dev’essere composta di tre
parti in peso del
materiale da provare e una parte in peso di
calce normale, e dopo
sette giorni di stagionatura in ambiente
umido non deve lasciare
penetrare più di mm. 7 l’ago di Vicat del
peso di 1 kg. lasciato
cadere una sola volta dall’altezza di mm.
30.
XTAB
B — Pozzolane di debole energia.
Resistenza a trazione
(su malta normale):
dopo 28 giorni . . . . . . . . . . . . . . . .
. kg/cm² 3
Resistenza a compressione (su malta normale):
dopo 28
giorni . . . . . . . . . . . . . . . . . kg/cm² 12

La malta
normale dev’essere composta con tre parti in peso di
pozzolana e
una parte in peso di calce normale e dopo sette giorni di
stagionatura
in ambiente umido non deve lasciare penetrare più di mm.
10 l’ago di
Vicat, del peso di 1 kg. lasciato cadere una sola volta
dall’altezza
di mm. 30.

Art. 4.

La pozzolana
ed i materiali a comportamento pozzolanico devono
essere scevri da
sostanze eterogenee.

Art. 5.

La
dimensione massima dei grani della pozzolana e dei materiali
a
comportamento pozzolanico non deve superare mm. 5.

Art. 6.

La pozzolana ed i materiale a
comportamento pozzolanico devono
presentare un residuo insolubile non
superiore al 40 per cento ad un
attacco basico, eseguito secondo le
modalità di cui al capo III.

Capo III.

METODI DI PROVA

Sezione I.
PRELIEVO DEL CAMPIONE

Art. 7.

Per l’accertamento dei requisiti di cui
al capo II le pozzolane ed
i materiali pozzolanici debbono essere
sottoposti a prove fisiche,
chimiche e pratiche su campioni,
prelevati con le modalità indicate
negli articoli 8 e 9, a seconda
che si tratti di materiale di cava
oppure di materiale in mucchio.

Le prove debbono essere eseguite in uno dei laboratori
ufficiali
indicati nell’allegato A alle presenti norme.

Art. 8.

Il campione del materiale di cava viene
prelevato da vari punti del
fronte d’attacco della cava, in guisa
da rappresentare il prodotto
medio di essa.
Qualora il giacimento,
che si prende in considerazione, risulti
costituito da vari
strati ben distinti, essi sono esaminati
separatamente,
specificando lo strato dal quale il campione proviene.
Il materiale
prelevato viene depositato in uno strato di circa 20
cm. di
spessore, che viene diviso in 4 parti, di cui si scartano le
due
opposte, e dalle rimanenti due, ben mescolate, si prelevano kg.
50
per l’invio al laboratorio.

Art. 9.

Per prelevare il campione del materiale in mucchio per ogni partita
di
pozzolana o di materiale pozzolanico fino a 10 mc., si
prendono
alla pala, in vari punti del mucchio, kg. 500 di
materiale; per
quantità superiori si aumenta proporzionalmente il
campione.
Il materiale così prelevato viene depositato in uno strato
di circa
cm. 20 di spessore, che viene diviso in 4 parti, di cui si
scartano
le due opposte, e dalle rimanenti due, ben mescolate, si
prelevano 50
kg. per l’invio al laboratorio.

Art. 10.

Per il prelevamento dei campioni a piè d’opera
dev’essere redatto
apposito verbale dal quale risulti:
a) la
natura dell’opera per la quale a malta o il calcestruzzo
deve essere
impiegato;
b) le condizioni tecniche del capitolato
riferentisi sia
all’impasto che ai suoi componenti;
c) la data
del prelievo dei provini;
d) le modalità seguite nel prelievo dei
provini e le proporzioni
dei componenti;
e) la provenienza e la
qualità dei materiali impiegati.

Capo
III.
METODI DI PROVA

Sezione II.
PROVE FISICHE

Art. 11.

Le prove fisiche sono di
granulosità, di presa, di trazione e di
compressione; e vengono
eseguite con le modalità di cui agli articoli
seguenti.

Art. 12.

Il grado di granulosità delle pozzolane e
dei materiali pozzolanici
viene determinato usando delle serie di
stacci a fori circolari da
mm. 5, 4, 3, 2, 1, e 0,5. Si
impiegano 2 kg. di pozzolana o
materiale, esprimendo i risultati in
per cento del peso.

Art. 13.

Le
prove di presa, trazione e compressione debbono essere eseguite
su
malta normale.
Per la preparazione della malta normale
pozzolanica si impiega
calce grassa, la quale deve contenere
almeno il 95 per cento di
ossido di calcio. Essa viene impiegata allo
stato di calce idrata in
polvere, ottenuta dalla calce in zolle,
idratandola per aspersione ed
opportunamente vagliandola al vaglio
da 900 maglie per cmÄ2É, dopo
almeno quindici giorni di
esposizione in ambiente umido, per
eliminare gli incotti e le
particelle non perfettamente idrate.
La malta normale si
confeziona nelle proporzioni in peso di 25
parti di calce normale
per 75 parti del materiale da provare. Questo
deve essere
previamente essicato a 100°-105° in stufa fino a peso
praticamente
costante; e, passato allo staccio a fori tondi del
diametro di
mm. 3, l’eventuale residuo deve essere frantumato, fino a
passare
completamente al vaglio predetto, e mescolato al
restante
materiale.
La manipolazione si esegue in ambiente a
temperatura da 15° a 20°,
sopra un piano di materiale non
assorbente con l’impiego di una
spatola, rimescolando gli
ingredienti prima a secco, poi con acqua
potabile, finché la miscela
risulti perfettamente omogenea. L’acqua
viene aggiunta a poco a poco
nella quantità occorrente per ottenere
un impasto plastico, tale da
agglomerarsi sotto la pressione della
mano.

Art. 14.

Le prove di presa si eseguono con l’ago di Vicat
originale del peso
complessivo di 1 kg., della forma e dimensioni
indicate nella fig. 1,
allegato B, operando per caduta.
L’esperienza
si conduce nel modo seguente. La malta normale,
preparata nel
modo sopradescritto, si introduce in una forma di
lamiera di
zinco cilindrica dell’altezza di 5 cm. e del diametro di
10 cm., da
conservarsi in atmosfera umida (80 per cento di umidità).
Dopo
ventiquattro ore dalla confezione della malta si fa la prima
prova
di penetrazione, lasciando cadere l’ago del peso complessivo di
1
kg., dall’altezza di mm. 30; le prove di ripetono successivamente
ad
intervalli di ventiquattro ore, finché si constati che l’ago con
una
caduta non penetri più di 7 mm. nell’impasto. Raggiunto tale
grado
di consistenza, che si ritiene come indice
dell’inizio
dell’indurimento, il saggio di presa vien posto a
stagionare
ulteriormente nell’acqua.
Il progressivo indurimento
dell’impasto viene controllato con
periodiche prove di
penetrazione dell’ago, i cui risultati si
raccolgono in apposito
diagramma. Analoghe determinazioni si eseguono
su altro saggio di
presa destinato a compiere il suo indurimento in
ambiente
semplicemente umido.

Art. 15.

La
prova di trazione si eseguisce, introducendo la malta normale
appena
manipolata, con l’aiuto di una spatola metallica a lama
sottile
della larghezza di cm. 4, nella forma nor…

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