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Regolamento per l'applicazione della l. 29 giugno 1939, n. 1497, sulla...

Regolamento per l'applicazione della l. 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali (1).

RD 03/06/1940 n. 00001357 VIGENTE

Regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357 (in Gazz. Uff., 5 ottobre 1940,
n. 234). — Regolamento per l’applicazione della l. 29 giugno 1939,
n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali (1).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sono state trasferite alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni relative alla tutela e
alla valorizzazione dei beni ambientali, ad eccezione di quelli
espressamente lasciati alla competenza statale centrale.

(Omissis).

Art. 1.

Con il decreto ministeriale di costituzione della Commissione
provinciale per la compilazione degli elenchi delle bellezze naturali
sono nominati, oltre che il Presidente, il [regio] Soprintendente ai
monumenti, competente per la circoscrizione, il Presidente dell’Ente
provinciale per il turismo e i rappresentanti, uno per ciascuna
categoria, delle Unioni provinciali dei professionisti e artisti,
degli agricoltori e degli industriali (1).
La scelta del rappresentante degli agricoltori deve cadere su un
proprietario, degli industriali su un proprietario di fabbricati.
Vice presidente della Commissione è il [regio] Soprintendente.

(1) Ora, Associazioni sindacali delle categorie indicate
nell’articolo.

Art. 2.

Le nomine di cui all’articolo precedente hanno la durata di un
quadriennio.
Il Presidente, che sia scelto fra membri del Consiglio nazionale
dell’educazione, delle scienze e delle arti (1), non cessa dalla
carica se perda tale qualità.
Chi non prenda parte a tre consecutive adunanze della Commissione
provinciale può, con provvedimento del Ministro essere dichiarato
decaduto e sostituito sino al termine del quadriennio.

(1) Ora, Consiglio superiore delle antichità e belle arti.

Art. 3.

La Commissione provinciale ha sede nel capoluogo della Provincia
presso l’ufficio della locale [regia] Soprintendenza ai monumenti e,
ove questo manchi, presso gli uffici della Provincia.
Nel primo caso è segretario della Commissione un impiegato della
[regia] Soprintendenza, nel secondo un impiegato della Provincia
scelto dal [Preside] (1).

(1) Ora Presidente.

Art. 4.

Il Podestà (1) del Comune deve essere convocato a quelle adunanze
nelle quali si discute delle bellezze naturali che si trovino nel suo
territorio.
I membri aggregati di cui al quinto comma dell’art. 2 della legge
sono rispettivamente designati dai competenti Distretto minerario e
Sindacato degli artisti e dal [comandante della coorte o centuria
della Milizia forestale] (2) nella cui circoscrizione è compresa la
Provincia. Essi sono convocati dal Presidente allorché lo richieda la
natura degli argomenti posti all’ordine del giorno.
Il Podestà (1) e i membri aggregati hanno voto deliberativo,
limitatamente a quegli oggetti che ne determinarono la convocazione.

(1) Ora, Sindaco.
(2) Ora, rispettivamente, Ispettore capo e Ispettore del Corpo
forestale dello Stato, in forza dell’art. 20 d.lg. 12 marzo 1948, n.
804.

Art. 5.

La Commissione provinciale è convocata dal Presidente, di sua
iniziativa o su richiesta del vice-presidente.
Le adunanze della Commissione provinciale sono valide quando siano
presenti almeno quattro dei suoi componenti.
La Commissione provinciale si pronuncia a maggioranza di voti.
Prevale, in caso di parità, il voto del Presidente.

Art. 6.

[Ai membri della Commissione provinciale spetta a carico del
bilancio del Ministero dell’educazione nazionale (1) una indennità di
lire 25 al lordo del doppio dodici per cento, per ogni giornata di
adunanza] (2).
Le eventuali indennità di viaggio e di soggiorno a favore dei
membri effettivi o aggregati che risiedono fuori del capoluogo della
Provincia sono a carico degli enti, associazioni e amministrazioni da
essi rappresentate.

(1) Ora, Ministero per i beni e le attività culturali.
(7) Importo elevato a l. 1000 dal d.p.r. 11 gennaio 1956, n. 5.

Art. 7.

La Commissione provinciale si pronuncia, in ciascuna adunanza,
sugli oggetti posti all’ordine del giorno che è compilato dal
Presidente d’intesa con il [regio] Soprintendente.
Può la Commissione richiedere che altri oggetti siano inscritti
all’ordine del giorno di una successiva adunanza.

Art. 8.

Gli atti della Commissione provinciale si conservano presso la
competente [regia] Soprintendenza ai monumenti.
Ogni adempimento relativo alle pronuncie della Commissione stessa
compete al [regio] Soprintendente.

Art. 9.

Nel pronunciarsi se uno degli oggetti contemplati dall’art. 1 della
legge meriti di essere protetto, la Commissione provinciale deve
conciliare, per quanto è possibile, l’interesse pubblico con
l’interesse privato.
Deve poi tener presente, in modo particolare:
1) che fra le cose immobili contemplate dall’art. 1, n. 1, della
legge sono da ritenersi compresi quegli aspetti e quelle
conformazioni del terreno o delle acque o della vegetazione che al
cospicuo carattere di bellezza naturale uniscano il pregio della
rarità;
2) che la singolarità geologica è determinata segnatamente dal
suo interesse scientifico;
3) che a conferire non comune bellezza alle ville, ai giardini,
ai parchi concorrono sia il carattere e l’importanza della flora sia
l’ambiente, soprattutto se essi si trovino entro il perimetro di una
città e vi costituiscano una attraente zona verde;
4) che nota essenziale d’un complesso di cose immobili
costituenti un caratteristico aspetto di valore estetico e
tradizionale è la spontanea concordanza e fusione fra l’espressione
della natura e quella del lavoro umano;
5) che sono bellezze panoramiche da proteggere quelle che si
possono godere da un punto di vista o belvedere accessibile al
pubblico, nel qual caso sono da proteggere l’uno e le altre.

Art. 10.

La Commissione provinciale si può pronunciare sulle bellezze così
individue (nn. 1 e 2 dell’art. 1 della legge) come d’insieme (nn. 3 e
4 del citato articolo) o mediante un unico elenco o facendo seguire
al primo elenco uno o più elenchi suppletivi.
L’elenco appena compilato è trasmesso se si tratta di bellezze
individue dal [regio] Soprintendente al Ministero affinché questo
possa provvedere a’ sensi dell’art. 6 della legge; è invece
pubblicato e depositato a’ sensi dell’ultimo comma dell’art. 2 della
legge stessa se si tratta di bellezze di insieme.
La trasmissione dell’elenco delle bellezze d’insieme ai Comuni
interessati e alle Unioni provinciali dei professionisti e artisti,
degli agricoltori e degli industriali (1), affinché sia pubblicato
agli albi, rispettivi, è fatta contemporaneamente.

(1) Vedi art. 1, nota 1.

Art. 11.

L’approvazione dell’elenco delle bellezze individue è data dal
Ministro con decreto motivato per ciascuna delle cose indicate
nell’elenco stesso.
Tale provvedimento deve contenere tutti quei dati che valgono a
bene individuare la cosa che si vuole proteggere e deve indicare,
altresì, per quanto è possibile, le concrete limitazioni derivanti
dal vincolo.
L’originale e una copia del provvedimento sono trasmesse, per la
notificazione all’interessato, dal Ministero al Podestà (1) del
luogo, il quale restituisce al Ministero l’originale con la relazione
dell’avvenuta notificazione.
Altra copia è trasmessa dal Ministero al [regio] Soprintendente
affinché provveda alla sua trascrizione presso la [regia]
Conservatoria delle ipoteche, rimettendo poi al Ministero la prova
dell’eseguita trascrizione.

(1) Vedi art. 4, nota 1.

Art. 12.

L’elenco delle bellezze d’insieme è approvato dal Ministro con
decreto motivato da pubblicarsi integralmente nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana insieme con l’elenco stesso.
La trasmissione ai Comuni del numero della Gazzetta Ufficiale
contenente il decreto e l’elenco suddetti, come pure la trasmissione
della relativa planimetria è fatta dal Ministero, per il tramite
della [regia] Soprintendenza, entro un mese dalla data di
pubblicazione del numero predetto.
La [regia] Soprintendenza comunica al Ministero la data
dell’effettiva affissione del numero della Gazzetta Ufficiale
all’albo dei Comuni interessati.

Art. 13.

Il ricorso al Governo del Re (1), consentito dagli artt. 4 e 6
della legge, deve essere presentato al Ministero dell’educazione
nazionale (2).
Il competente Corpo tecnico che il Ministro ha l’obbligo di
consultare a termini del citato art. 4 della legge, è la V sezione
del Consiglio nazionale dell’educazione, delle scienze e delle arti
(3). Può inoltre il Ministro richiedere del loro avviso, intorno alle
questioni tecniche sollevate dal ricorso, collegi, uffici e
istituzioni che abbiano particolare competenza sull’argomento, ma
questi avvisi debbono precedere il parere della detta V sezione (11)
e del Consiglio di Stato ai quali hanno da essere comunicati.

(1) Ora, al Presidente della Repubblica italiana.
(2) Ora, Ministero per i beni e le attività culturali.
(3) Ora, III Sezione del Consiglio superiore delle antichità e
belle arti, ai sensi dell’art. 13 l. 30 dicembre 1947, n. 1477.

Art. 14.

Quando siano venute a mancare o a mutare le esigenze che lo avevano
determinato, può il Ministro, di sua iniziativa o su domanda degli
inte…

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