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Provvedimenti per l'eliminazione delle abitazioni malsane....

Provvedimenti per l'eliminazione delle abitazioni malsane.

L 09/08/1954 n. 00000640 VIGENTE

Legge 9 agosto 1954, n. 640 (in Gazz. Uff., 16 agosto 1954, n. 186).
— Provvedimenti per l’eliminazione delle abitazioni malsane.

(Omissis).
Art. 1.

Il Ministero dei lavori pubblici è autorizzato a disporre la
costruzione a spese dello Stato di alloggi per accogliere le famiglie
allocate in grotte, baracche, scantinati, edifici pubblici, locali
malsani e simili.

Art. 2.

Il Ministero dei lavori pubblici è autorizzato a promuovere il
trasferimento degli abitanti considerati all’art. 1.
A tal fine il Comune, entro sessanta giorni dalla comunicazione del
programma di trasferimento ricevuta dal Ministero dei lavori
pubblici, procede alla dichiarazione della inabitabilità degli
ambienti riconosciuti insalubri e il Sindaco ne ordina lo sgombero da
effettuarsi in un termine all’uopo prefisso, dopo che sarà avvenuta
l’assegnazione da parte della Commissione di cui al successivo art.
8.
Ove il Comune non vi adempia nel termine previsto dal precedente
comma, provvederà il prefetto a mezzo di speciale commissario.

Art. 3.

Le case di cui al precedente art. 1 sono di tipo popolare e debbono
comprendere di regola alloggi da due a tre vani utili e con un
massimo di quattro oltre i servizi accessori.

Art. 4.

Per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori, compreso
l’appalto, il Ministero dei lavori pubblici può valersi, oltre che
degli uffici del Genio civile, degli Istituti per le case popolari e
della prima Giunta U.N.R.R.A.-Casas (1).
Il rimborso delle spese generali della progettazione, direzione,
sorveglianza ed assistenza al collaudo oltre che per le
espropriazioni effettuate dagli Istituti per le case popolari e dalla
prima Giunta dell’U.N.R.R.A.-Casas (1) è commisurato a non più del 3
per cento dell’importo netto degli acconti e delle rate di saldo a
favore degli appaltatori. Tale misura può essere variata con decreti
del Ministro per i lavori pubblici di concerto con quello per il
tesoro.
Il collaudo dei lavori è disposto dal Ministero dei lavori
pubblici.

(1) Vedi, ora, la l. 15 febbraio 1963, n. 133.

Art. 5.

I lavori sono autorizzati con decreto del Ministro per i lavori
pubblici.
L’approvazione dei progetti equivale a dichiarazione di pubblica
utilità e i relativi lavori sono considerati urgenti ed indifferibili
a tutti gli effetti di legge.
Per la determinazione delle indennità di espropriazione si
applicano le norme contenute nella legge 15 gennaio 1885, n. 2892.
I progetti di costruzione sino all’importo di 200 milioni sono
sottoposti all’esame e parere dei Comitati tecnico-amministrativi dei
Provveditorati alle opere pubbliche, nelle cui circoscrizioni
territoriali gli alloggi debbono sorgere: quelli d’importo superiore
sono sottoposti all’esame e parere del Consiglio superiore dei lavori
pubblici.

Art. 6.

Gli alloggi costruiti ai sensi della presente legge sono
trasferiti, dopo il collaudo, in gestione agli Istituti per le case
popolari e alla prima Giunta U.N.R.R.A.-Casas (1).
Ove particolari situazioni lo consigliano, il Ministero dei lavori
pubblici ha facoltà di disporre tale trasferimento dopo l’emissione
del certificato di ultimazione, previa compilazione dello stato di
consistenza degli immobili.

(1) Vedi, ora, la l. 15 febbraio 1963, n. 133.

Art. 7.

Gli alloggi sono assegnati in locazione ovvero con patto di futura
vendita.
I locatari degli alloggi pagano un corrispettivo annuo, da
determinarsi dai Ministri per i lavori pubblici e per il tesoro,
comprensivo di tutto o parte sia del frutto del capitale investito
nella costruzione sia delle spese enumerate all’ultimo comma
dell’art. 21 del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165.
In caso di assegnazione con patto di futura vendita, il
corrispettivo è determinato in base al costo di costruzione, da
corrispondere in 35 rate annuali senza interessi ed alle spese di cui
al precedente capoverso. Decorsi dieci anni dall’assegnazione, gli
assegnatari possono chiedere il trasferimento anticipato della
proprietà, verso pagamento in unica soluzione della quota di capitale
ancora dovuta, ridotta di un terzo.
La quota per frutto del capitale e quella per ammortamento della
spesa sono versate dagli Istituti gestori in conto entrate eventuali
del Tesoro.
Il pagamento dei canoni di locazione e di ammortamento e le
eventuali morosità sono disciplinati dalle norme del testo unico 28
aprile 1938, n. 1165.
Qualora già i tre quarti degli alloggi di un edificio siano stati
trasferiti in proprietà degli assegnatari, la gestione sarà
disciplinata dalle vigenti disposizioni di legge sui condomini.

Art. 8.

Gli alloggi sono assegnati alle famiglie per le quali sia stata
pronunziata la dichiarazione di cui all’art. 2 ovvero, se questa non
esista, in relazione all’urgenza di sistemazione dei nuclei familiari
indicati dall’art. 1 e sempre che il capo famiglia e il coniuge
possiedano i requisiti prescritti per l’assegnazione degli alloggi
degli Istituti per le case popolari.
Fuori del caso in cui sia stata pronunciata la dichiarazione di cui
all’art. 2, non hanno titolo a concorrere all’assegnazione degli
alloggi i nuclei familiari che hanno preso alloggio in grotte,
baracche, scantinati, edifici pubblici, locali malsani e simili
successivamente alla data di pubblicazione della presente legge.
(Omissis) (1).
(Omissis) (1).

(1) Comma da ritenersi abrogato in virtù di quanto stabilito
dall’art. 34, d.p.r. 23 maggio 1964, n. 655.

Art. 9.

I locatari devono effettivamente occupare gli alloggi entro il
termine massimo di quindici giorni dalla data della consegna, sotto
pena di decadenza.
é vietato di cedere a qualsiasi titolo e in qualsiasi forma l’uso
degli alloggi. L’Istituto gestore può, per eccezionali motivi,
consentire la cessione parziale dell’alloggio a favore di parenti
fino al quarto grado del locatario. L’inadempienza importa la revoca
dell’assegnazione e lo sfratto dall’alloggio.
L’Istituto gestore prima di pronunciare la revoca dell’assegnazione
notifica al locatario l’intimazione di far sgomberare i locali
occupati entro il termine massimo di trenta giorni dalla notifica.
La revoca dell’assegnazione è dichiarata, con ordinanza motivata,
dal presidente dell’Istituto gestore. Tale ordinanza ha forza di
titolo esecutivo a tutti gli effetti di legge; all’esecuzione dello
sfratto si provvede a mezzo del personale dell’Ente gestore, il quale
può richiedere direttamente l’assistenza della Forza pubblica, che è
tenuta a dare il suo ausilio.

Art. 10.

Il Genio civile provvede, all’atto stesso del trasferimento degli
assegnatari nei nuovi alloggi, ai lavori necessari per la demolizione
delle baracche e simili esistenti sul suolo di proprietà dello Stato
e di altri Enti pubblici nonché alla ostruzione delle grotte, caverne
e simili.
Chiunque rimuove o comunque manomette le opere suddette è escluso
dall’assegnazione degli alloggi di cui alla presente legge.
La spesa occorrente per l’esecuzione dei lavori di cui al presente
articolo grava sui fondi autorizzati con l’art. 18.

Art. 11.

é vietata la destinazione ad uso di alloggio di locali non idonei
all’abitazione o sgomberati ai sensi dell’articolo precedente.
In caso di violazione della norma il Prefetto ordina l’immediato
sgombero dei locali valendosi per l’esecuzione della Forza pubblica.

Art. 12.

Il Ministero dei lavori pubblici, qualora proceda alla formazione
di nuove borgate per famiglie già alloggiate in case malsane è
autorizzato a costruire nell’ambito delle borgate stesse edifici
aventi carattere sociale come scuole, asili, chiese, ricreatori e
simili.
La spesa per la costruzione di tali edifici non potrà superare lo
0,30 per cento dei fondi di cui all’art. 18.

Art. 13.

Il Ministero dei lavori pubblici può provvedere con i fondi di cui
alla presente legge alla esecuzione delle opere pubbliche accessorie
indispensabili per assicurare l’abitabilità degli alloggi nei Comuni
per i quali sia accertata l’impossibilità di sostenere la relativa
spesa.

Art. 14.

Gli atti e i contratti occorrenti per l’attuazione della presente
legge sono esenti dalle imposte di bollo e dalle tasse di concessione
governativa.

Art. 15.

Sono concessi il beneficio dell’imposta fissa di registro e quella
della riduzione al quarto dell’imposta ipotecaria per gli acquisti di
aree e per i contratti d’appalto quando abbiano per oggetto la
costruzione delle opere di cui alla presente legge.

Art. 16.

Agli effetti dell’approvazione dei piani regolatori generali di cui
all’art. 10 della legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150, il
parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici sostituisce ogni
altro parere di Amministrazione attiva e Corpi consultivi, salvo il
parere del Consiglio di Stato.

Art. 17.

Il termine di cui all’art. 8, quinto comma, della legge urbanistica
17 agosto 1942, n. 1150, è ridotta a due anni, salvo la facoltà del
Ministero dei lavori pubblici di prorogarlo, in casi di comprovata
necessità, per un periodo non superiore, nel complesso, a tre anni
(1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. unico, l….

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