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Disposizioni per favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare.

L 18/04/1962 n. 00000167 VIGENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE
Legge 18 aprile 1962, n. 167 (in Gazz. Uff., 30 aprile 1962, n. 111).
— Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabili per
l’edilizia economica e popolare.

(Omissis).

Art. 1.

I Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti o che siano
capoluoghi di Provincia sono tenuti a formare un piano delle zone da
destinare alla costruzione di alloggi a carattere economico o
popolare nonché alle opere e servizi complementari, urbani e sociali,
ivi comprese le aree a verde pubblico.
Tutti gli altri Comuni possono procedere, con deliberazione del
Consiglio comunale, alla formazione del piano.
Il Ministro per i lavori pubblici, sentito il parere del Consiglio
superiore dei lavori pubblici, può, con un suo decreto, disporre la
formazione del piano nei Comuni che non si siano avvalsi della
facoltà di cui al comma precedente, nonostante invito motivato da
parte del Ministro stesso, quando se ne ravvisi la necessità e, in
particolare, quando ricorra una delle seguenti condizioni:
a) che siano limitrofi ai Comuni di cui al primo comma;
b) che abbiano una popolazione di almeno 20.000 abitanti;
c) che siano riconosciuti stazioni di cura, soggiorno o turismo;
d) che abbiano un indice di affollamento secondo i dati ufficiali
dell’Istituto centrale di statistica, superiore a 1,5;
e) nei quali sia in atto un incremento demografico straordinario;
f) nei quali vi sia una percentuale di abitazioni malsane
superiore all’8 per cento.
Più comuni limitrofi possono costituirsi in consorzio per la
formazione di un piano di zona consortile ai sensi della presente
legge (1).
La Regione può disporre, a richiesta di una delle amministrazioni
comunali interessate, la costituzione di consorzi obbligatori fra
comuni limitrofi per la formazione di piani di zona consortili (1).

(1) Gli attuali commi quarto e quinto così sostituiscono
l’originario ultimo comma per effetto dell’art. 28, l. 22 ottobre
1971, n. 865.

Art. 2.

Qualora nel termine di 180 giorni decorrente dalla data di entrata
in vigore della presente legge o, nei casi di cui all’art. 1, terzo
comma, dalla comunicazione del provvedimento del Ministro per i
lavori pubblici, il Comune non abbia deliberato il piano, il
Prefetto, salvo il caso di proroga concessa dal Ministro su richiesta
del comune, provvede alla nomina di un commissario per la formazione
del piano.
Il commissario è tenuto a compilare il piano entro i 180 giorni
dalla data del decreto di nomina e a portarlo entro i successivi 30
giorni a conoscenza del Consiglio comunale.

Art. 3.

L’estensione delle zone da includere nei piani è determinata in
relazione alle esigenze dell’edilizia economica e popolare per un
decennio e non può essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70
per cento di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo
di edilizia abitativa nel periodo considerato (1).
Le aree da comprendere nei piani sono, di norma, scelte nelle zone
destinate ad edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, con
preferenza in quelle di espansione dell’aggregato urbano.
Possono essere comprese nei piani anche le aree sulle quali
insistono immobili la cui demolizione o trasformazione sia richiesta
da ragioni igienico-sanitarie ovvero sia ritenuta necessaria per la
realizzazione del piano (2).
Ove si manifesti l’esigenza di reperire in parte le aree per la
formazione dei piani in zone non destinate all’edilizia residenziale
nei piani regolatori vigenti, o si renda comunque necessario
apportare modifiche a questi ultimi, si può procedere con varianti
agli stessi. In tal caso il piano approvato a norma della presente
legge costituisce variante al piano regolatore.
Qualora non esista piano regolatore approvato, le zone riservate
all’edilizia economica e popolare ai sensi dei precedenti commi sono
comprese in un programma di fabbricazione il quale è compilato a
norma dell’articolo 34 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e
successive modificazioni, ed è approvato a norma dell’articolo 8
della presente legge (3).
I comuni possono comprendere tali zone anche in un piano regolatore
soltanto adottato e trasmesso ai competenti organi per
l’approvazione. In tali ipotesi il piano delle zone suddette,
approvato con le modalità di cui al comma precedente, è vincolante in
sede di approvazione del piano regolatore (3).

(1) Comma così sostituito prima dall’art. 29, l. 22 ottobre 1971,
n. 865 e poi dall’art. 2, l. 28 gennaio 1977, n. 10.
(2) Comma così sostituito dall’art. 32, l. 22 ottobre 1971, n. 865.
(3) Gli attuali commi quinto e sesto così sostituiscono
l’originario ultimo comma per effetto dell’art. 33, l. 22 ottobre
1971, n. 865.

Art. 4.

Il piano deve contenere i seguenti elementi:
a) la rete stradale e la delimitazione degli spazi riservati ad
opere ed impianti di interesse pubblico, nonché ad edifici pubblici o
di culto;
b) la suddivisione in lotti delle aree, con l’indicazione della
tipologia edilizia e, ove del caso, l’ubicazione e la volumetria dei
singoli edifici;
c) la profondità delle zone laterali a opere pubbliche, la cui
occupazione serva ad integrare le finalità delle opere stesse ed a
soddisfare prevedibili esigenze future.

Art. 5.

Il progetto del piano è costituito dai seguenti elaborati:
1) planimetria in scala non inferiore a 1:10.000, contenente le
previsioni del piano regolatore, ovvero, quando questo non esista, le
indicazioni del programma di fabbricazione, con la precisa
individuazione delle zone destinate all’edilizia popolare;
2) planimetria in scala non inferiore ad 1:2.000, disegnata sulla
mappa catastale e contenente gli elementi di cui all’art. 4;
3) gli elenchi catastali delle proprietà comprese nel piano;
4) il compendio delle norme urbanistiche edilizie per la buona
esecuzione del piano;
5) relazione illustrativa e relazione sulle previsioni della
spesa occorrente per le sistemazioni generali necessarie per
l’attuazione del piano.

Art. 6.

Entro cinque giorni dalla deliberazione di adozione da parte del
Consiglio comunale, il piano deve essere depositato nella segreteria
comunale e rimanervi nei dieci giorni successivi.
Dell’eseguito deposito è data immediata notizia al pubblico
mediante avviso da affiggere all’albo del Comune e da inserire nel
Foglio annunzi legali della Provincia, nonché mediante manifesti.
Entro venti giorni dalla data di inserzione nel Foglio annunzi
legali, gli interessati possono presentare al Comune le proprie
opposizioni.
Nello stesso termine stabilito per il deposito nella segreteria
comunale, il sindaco comunica il piano anche alle competenti
Amministrazioni centrali dello Stato, ove esso riguardi terreni sui
quali esistano vincoli paesistici, artistici o militari o che siano
in uso di dette Amministrazioni.
Le Amministrazioni predette devono trasmettere al Comune le loro
eventuali osservazioni entro trenta giorni dalla ricevuta
comunicazione.

Art. 7.

Decorso il periodo per le opposizioni e osservazioni, nonché il
termine di trenta giorni di cui all’ultimo comma del precedente art.
6, il sindaco, nei successivi trenta giorni, trasmette tutti gli
atti, con le deduzioni del Consiglio comunale sulle osservazioni ed
opposizioni presentate, al provveditore regionale alle opere
pubbliche.

Art. 8.

I piani sono approvati dal provveditore regionale alle opere
pubbliche, sentita la sezione urbanistica regionale, se non
comportano varianti ai piani regolatori vigenti e se non vi sono
opposizioni od osservazioni da parte delle Amministrazioni centrali
dello Stato.
Qualora il piano comporti varianti al piano regolatore ovvero vi
siano opposizioni od osservazioni da parte dei Ministeri di cui al
comma che precede, il provveditore regionale alle opere pubbliche,
riscontrata la regolarità degli atti, li trasmette, entro trenta
giorni dal ricevimento, al Ministero dei lavori pubblici con una
relazione della sezione urbanistica regionale. In tal caso i piani
sono approvati dal Ministro per i lavori pubblici, sentito il
Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Con gli stessi provvedimenti di approvazione dei piani di cui ai
due commi precedenti sono decise anche le opposizioni.
Il decreto di approvazione di ciascun piano va inserito per
estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica ed è depositato,
con gli atti allegati, nella segreteria comunale a libera visione del
pubblico.
Dell’eseguito deposito è data notizia, a cura del sindaco, con atto
notificato nella forma delle citazioni, a ciascun proprietario degli
immobili compresi nel piano stesso, entro venti giorni dalla
inserzione nella Gazzetta Ufficiale.
Le varianti che non incidono sul dimensionamento globale del piano
e non comportano modifiche al perimetro, agli indici di
fabbricabilità ed alle dotazioni di spazi pubblici o di uso pubblico,
o costituiscono adeguamento delle previsioni del piano ai limiti ed
ai rapporti di cui all’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765,
sono approvate con deliberazione del consiglio comunale. La
deliberazione diviene esecutiva ai sensi dell’articolo 3 della legge
9 giugno 1947, n. 530 (1).

(1) Comma aggiunto dall’art. 34, l. 22 ottobre 1971, n. 865.

Art. 9.

I …

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