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Regolamento recante norme per la revisione generale delle zone censuarie, delle tariffe d'estimo delle Unita' Immobiliari Urbane e dei relativi criteri nonche' delle Commissioni censuarie in esecuzione dell' articolo 3, commi 154 e 155, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662.

D.P.R. 23-3-1998 n. 138

Regolamento recante norme per la revisione generale delle zone
censuarie, delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane e dei
relativi criteri nonché delle commissioni censuarie in esecuzione
dell’articolo 3, commi 154 e 155, della L. 23 dicembre 1996, n. 662.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;

Visti gli articoli da 6 a 10 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 604, concernente, fra l’altro, la
revisione delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane a
destinazione ordinaria, e della rendita catastale, ottenuta con stima
diretta, delle unità immobiliari urbane a destinazione speciale o
particolare, nonché le variazioni delle unità di misura di consistenza
delle unità immobiliari a destinazione ordinaria;

Visti gli articoli 34, comma 2, e 35 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917;

Visto l’articolo 3, comma 154, della legge 23 dicembre 1996, n. 662,
con il quale è stata disposta la revisione generale delle zone
censuarie, delle tariffe d’estimo, della qualificazione,
classificazione e classamento di tutte le unità immobiliari e dei
relativi criteri nonché delle commissioni censuarie;

Visto il regolamento per la formazione del nuovo catasto edilizio
urbano, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1°
dicembre 1949, n. 1142;

Visti l’articolo 2, commi 3 e 4, della legge 30 dicembre 1989, n. 427,
e l’articolo 9, comma 11, primo e secondo periodo, del decreto-legge
30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 1994, n. 133, che innovano in parte i criteri per la
revisione della qualificazione, classificazione e classamento delle
unità immobiliari urbane, previsti dalla legge 11 agosto 1939, n.
1249, modificata con decreto legislativo 8 aprile 1948, n. 514, e dal
predetto regolamento approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 1° dicembre 1949, n. 1142;

Visti gli articoli 30, 31 e 32 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 650;

Visto l’articolo 2, comma 1-octies, del decreto-legge 23 gennaio 1993,
n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n.
75;

Visto l’articolo 9, comma 11, ultimo periodo, del citato decreto-legge
n. 557 del 1993, come sostituito dall’articolo 1, comma 5, terzo
periodo, del citato decreto-legge n. 250 del 1995, che prevede
l’assunzione del metro quadrato come parametro unitario di consistenza
delle unità immobiliari a destinazione ordinaria;

Visto il decreto 23 dicembre 1992 del Ministro delle finanze,
pubblicato nel supplemento ordinario n. 4 alla Gazzetta Ufficiale n. 6
del 9 gennaio 1993, concernente l’organizzazione interna del
Dipartimento del territorio;

Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 20 ottobre 1997;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 gennaio 1998;

Visto il parere della conferenza unificata Stato-città ed autonomie
locali reso, ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in data 5 febbraio 1998;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 27 febbraio 1998;

Sulla proposta del Ministro delle finanze;

Emana il seguente regolamento:

Capo I

1. Revisione delle zone censuarie.

1. La zona censuaria rappresenta una porzione omogenea di territorio
provinciale, che può comprendere un solo comune o una porzione del
medesimo, ovvero gruppi di comuni, caratterizzati da similari
caratteristiche ambientali e socio-economiche.

2. L’ambito territoriale del comune ovvero della zona censuaria,
qualora costituisca porzione dello stesso, è ulteriormente articolato
in microzone, con le modalità di cui all’articolo 2.

3. Gli uffici provinciali del dipartimento del territorio, sentite le
amministrazioni provinciali, provvedono alla revisione delle zone
censuarie esistenti, in coerenza con le indicazioni fornite dai comuni
in merito alle microzone.

2. Articolazione del territorio comunale in microzone.

1. La microzona rappresenta una porzione del territorio comunale o,
nel caso di zone costituite da gruppi di comuni, un intero territorio
comunale che presenta omogeneità nei caratteri di posizione,
urbanistici, storico-ambientali, socio-economici, nonché nella
dotazione dei servizi ed infrastrutture urbane. In ciascuna microzona
le unità immobiliari sono uniformi per caratteristiche tipologiche,
epoca di costruzione e destinazione prevalenti; essa individua ambiti
territoriali di mercato omogeneo sul piano dei redditi e dei valori,
ed in particolare per l’incidenza su tali entità delle caratteristiche
estrinseche delle unità immobiliari.

2. I comuni provvedono a delimitare nell’ambito del proprio
territorio, le microzone, in base ai criteri definiti nel presente
articolo e nelle norme tecniche allegate al presente regolamento, con
la lettera A.

3. In sede di prima applicazione, le deliberazioni del consiglio
comunale sono adottate, sentito il competente ufficio provinciale del
dipartimento del territorio, entro nove mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento. Una copia degli atti deliberativi,
con i relativi allegati grafici e descrittivi, viene trasmessa al
suddetto ufficio a mezzo lettera raccomandata con avviso di
ricevimento, entro quindici giorni dalla data di deliberazione.

4. Qualora il comune non abbia adottato le deliberazioni di cui al
comma 3 entro il termine ivi previsto, provvede il competente ufficio
del dipartimento del territorio, entro i successivi centoventi giorni.
Nello stesso termine la relativa determinazione è trasmessa al comune
a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

5. Qualora siano intervenute significative variazioni nel tessuto
edilizio-urbanistico, ovvero nella dotazione di servizi ed
infrastrutture, i comuni, sentiti i competenti uffici del dipartimento
del territorio ovvero su richiesta dei suddetti uffici, possono
procedere ad una nuova delimitazione delle microzone, con
deliberazione del consiglio comunale, da comunicare al competente
ufficio provinciale del dipartimento del territorio nei termini e con
le modalità di cui al comma 3. La deliberazione ha effetto dal 1°
gennaio dell’anno successivo.

6. Nei confronti delle deliberazioni e le determinazioni di cui ai
commi 3, 4 e 5 il comune o l’ufficio provinciale del dipartimento del
territorio, entro trenta giorni dalla ricezione dei relativi atti,
possono formulare osservazioni alla commissione censuaria provinciale,
deducendo la violazione dei criteri definiti nel presente articolo e
nelle norme tecniche di cui all’allegato A. Entro i successivi
sessanta giorni la commissione definisce in via definitiva
l’articolazione in microzone.

Capo II

3. Determinazione dell’unità di consistenza.

1. L’unità di consistenza delle unità immobiliari urbane a
destinazione ordinaria indicate nel quadro generale, di cui
all’allegato B, è il metro quadrato di superficie catastale. I criteri
di determinazione di tale superficie sono descritti nell’allegato C al
presente regolamento.

2. Le tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane, di cui al comma
1, sono determinate con riferimento alla suddetta unità di superficie.

4. Revisione dei quadri di qualificazione e classificazione.

1. Per ciascuna zona censuaria i competenti uffici del dipartimento
del territorio compilano un quadro di qualificazione e
classificazione, nel quale sono indicate, con riferimento al quadro
generale di cui all’allegato B, tutte le categorie riscontrate nella
zona censuaria stessa ed il numero delle classi in cui ciascuna
categoria è suddivisa. Per la definizione delle classi gli uffici si
avvalgono dei dati rilevati dall’osservatorio dei valori immobiliari
del dipartimento del territorio, istituito con decreto 23 dicembre
1992 del Ministro delle finanze, delle informazioni contenute nelle
schede previste dalle norme tecniche di cui all’articolo 2, comma 2,
nonché dei risultati delle indagini di mercato svolte in sede locale.

2. I quadri di qualificazione e classificazione di cui al comma 1
possono essere oggetto di revisione da parte degli uffici del
dipartimento del territorio in conseguenza di intervenute variazioni
socio-economiche, ambientali ed urbanistiche di carattere permanente
nella zona censuaria.

3. I quadri di cui ai commi 1 e 2 sono sottoposti all’approvazione
della commissione censuaria provinciale competente per territorio.

5. Revisione delle tariffe d’estimo.

1. Al fine di determinare la redditività media ordinariamente
ritraibile dalle unità immobiliari urbane, al netto delle spese e
perdite eventuali, si procede alla revisione delle tariffe d’estimo
attualmente vigenti, facendo riferimento ai valori e ai redditi medi
espressi dal mercato immobiliare, con esclusione dei regimi locativi
disciplinati per legge. Non sono da assumere, come termini di
riferimento, valori e redditi occasionali ovvero singolari.

2. La revisione delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane
a destinazione ordinaria consiste nella determinazione, per ogni zona
censuaria, categoria e classe, della rendita catastale per unità di
superficie, di cui all’articolo 3, da effettuarsi sulla base:

a) dei canoni annui ordinariamente ritraibili, con riferimento ai dati
di mercato delle locazioni. Si applicano le disposizioni di cui agli
articoli da 14 a 26 del regolamento per la formazione del nuovo
catasto edilizio urbano, approvato con decreto del Presidente del…

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