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DECRETO-LEGGE 9 maggio 2003, n.102: Disposizioni urgenti in materia di...

DECRETO-LEGGE 9 maggio 2003, n.102: Disposizioni urgenti in materia di valorizzazione e privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. (GU n. 108 del 12-5-2003)

DECRETO-LEGGE 9 maggio 2003, n.102

Disposizioni urgenti in materia di valorizzazione e privatizzazione
del patrimonio immobiliare pubblico.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di accelerare il
processo di valorizzazione e privatizzazione del patrimonio
immobiliare dello Stato, anche al fine di superare talune criticita’
registrate nell’amministrazione di tale patrimonio e di soddisfare
esigenze rappresentate dagli enti locali, tenuto conto che tale
processo costituisce uno strumento essenziale per conseguire gli
obiettivi di finanza pubblica delineati nel Documento di
programmazione economico-finanziaria;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 18 aprile 2003;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
della difesa;

E m a n a

il seguente decreto-legge:
Art. 1.

1. Gli alloggi di cui alla legge 18 agosto 1978, n. 497, e
successive modificazioni, non ubicati nelle infrastrutture militari,
ne’ classificati quali alloggi di servizio connessi all’incarico,
sono alienati con le modalita’ ed alle condizioni previste al capo I
del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successive
modificazioni. La disposizione di cui al presente comma non si
applica agli alloggi che, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, si trovino in una delle seguenti situazioni:
a) sono effettivamente assegnati a personale in servizio per
attuali esigenze abitative proprie o della famiglia, nel rispetto
delle condizioni e dei criteri di cui al regolamento emanato ai sensi
dell’articolo 20 della legge 18 agosto 1978, n. 497;
b) sono in corso di manutenzione per avvicendamento dei titolari;
c) sono occupati da soggetti ai quali sia stato notificato il
provvedimento amministrativo di recupero forzoso.
2. Ai fini dell’applicazione del comma 1 il diritto di opzione
previsto dai commi 3 e 6 dell’articolo 3 del decreto-legge di cui al
comma 1, spetta solo a coloro che comunque corrispondono allo Stato
un canone o una indennita’ per l’occupazione dell’alloggio.
3. Ai beni immobili individuati con i decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri adottati ai sensi del comma 112
dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e del comma 1
dell’articolo 44 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive
modificazioni, si applicano le disposizioni di cui al capo I del
decreto-legge di cui al comma 1.
4. I beni immobili indicati nella tabella A allegata al presente
decreto, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
adottare d’intesa con la regione Friuli-Venezia Giulia, possono
essere trasferiti gratuitamente alla predetta Regione ovvero possono
essere oggetto di procedure di valorizzazione da espletare, anche con
l’intervento di Patrimonio dello Stato s.p.a., con le modalita’ di
cui al capo I del decreto-legge di cui al comma 1.
5. Per i beni immobili statali in uso alle Amministrazioni dello
Stato e’ vietata la dismissione temporanea. I beni immobili per i
quali, prima della data di entrata in vigore del presente decreto,
sia stata operata la dismissione temporanea si intendono dismessi
definitivamente.

Art. 2.

1. Dopo il comma 15 dell’articolo 3 del decreto-legge 25 settembre
2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre
2001, n. 410, sono inseriti i seguenti:
«15-bis. Ai fini della valorizzazione, trasformazione,
commercializzazione e gestione del patrimonio immobiliare dello Stato
e con le procedure di cui al primo periodo del comma 15, il Ministero
dell’economia e delle finanze, attraverso l’Agenzia del demanio, puo’
promuovere la costituzione, con la partecipazione dei comuni
interessati, di apposite societa’ per azioni miste, denominate, ai
sensi dell’articolo 120 del testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267, e successive modificazioni, societa’ di trasformazione
urbana. L’Agenzia del demanio individua gli azionisti privati delle
societa’ di trasformazione urbana tramite procedura di evidenza
pubblica. Alle societa’ di trasformazione urbana, costituite ai sensi
del presente comma, possono essere conferiti o attribuiti, a titolo
di concessione, singoli beni immobili o compendi immobiliari di
proprieta’ dello Stato, individuati dall’Agenzia del demanio,
d’intesa con il comune nella cui circoscrizione territoriale ricada
il bene, di concerto con le Amministrazioni statali preposte alla
tutela nel caso di immobili gravati da vincoli. Il trasferimento non
modifica il regime giuridico, previsto dagli articoli 823 e 829,
primo comma, del codice civile, dei beni demaniali trasferiti. I
rapporti, anche di natura patrimoniale, intercorrenti tra l’Agenzia
del demanio e la societa’ di trasformazione urbana sono disciplinati
da apposita convenzione.
15-ter. Il Ministero dell’economia e delle finanze, tramite
l’Agenzia del demanio, puo’ partecipare a societa’ di trasformazione
urbana, promosse dalle citta’ metropolitane e dai comuni ai sensi
dell’articolo 120 del testo unico di cui al comma 15-bis, che
includano nel proprio ambito di intervento immobili di proprieta’
dello Stato.
15-quater. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,
adottato di concerto con gli altri Ministri eventualmente competenti,
sulla base di idonee verifiche effettuate dall’Agenzia del demanio,
possono essere concesse in uso gratuito, per una durata massima di
trenta anni, ai comuni che ne facciano richiesta per finalita’ di
recupero, di conservazione e di manutenzione da effettuarsi a cura e
spese degli enti stessi, i beni immobili di proprieta’ dello Stato,
destinati ad uso diverso dall’abitativo, non idonei ne’ suscettibili
di uso governativo concreto e attuale, non valorizzabili e non
dismissibili ai sensi della normativa vigente o comunque non
suscettibili di altra utilizzazione economica. Il medesimo decreto
fissa anche le modalita’ e le condizioni delle concessioni. Gli
immobili concessi in uso ritornano nella disponibilita’ dell’Agenzia
del demanio in caso di accertato difforme utilizzo rispetto alle
finalita’ di cui al primo periodo.».
2. In considerazione dell’elevato livello di concentrazione di beni
immobili dello Stato presenti nei territori delle regioni di confine,
e’ istituita, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello
Stato, una Commissione alla quale e’ affidata l’alta vigilanza sulle
operazioni di valorizzazione e di dismissione. La Commissione e’
nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con le
regioni interessate. Con il predetto decreto sono stabilite le
modalita’ per il funzionamento della Commissione, alla quale e’
inoltre affidato il compito di formulare proposte e di esprimere
pareri sulle operazioni di cui al presente comma.

Art. 3.

1. Le porzioni di aree appartenenti al patrimonio e al demanio
dello Stato, escluso il demanio marittimo, che alla data di entrata
in vigore del presente decreto risultino interessate dallo
sconfinamento di opere eseguite su fondi attigui di proprieta’
privata, in forza di licenze o concessioni edilizie o altri titoli
legittimanti tali opere, sono alienate a cura della filiale
dell’Agenzia del demanio territorialmente competente mediante vendita
diretta in favore del soggetto legittimato che ne faccia richiesta.
Il presente articolo non si applica, comunque, alle aree sottoposte a
tutela ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative in
materia di beni culturali e ambientali, approvato con decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, e successive modificazioni.
2. La domanda di acquisto di dette aree deve essere presentata, a
pena di decadenza, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto alla filiale dell’Agenzia del demanio
territorialmente competente, corredata dalla seguente documentazione
concernente:
a) la titolarita’ dell’opera la cui realizzazione ha determinato
lo sconfinamento;
b) il frazionamento catastale;
c) la licenza o la concessione edilizia o altro titolo
legittimante l’opera.
3. Alla domanda di acquisto deve essere altresi’ allegata, a pena
di inammissibilita’ della stessa, una ricevuta comprovante il
versamento all’erario per intero della somma, a titolo di pagamento
del prezzo dell’area, determinata secondo i parametri fissati nella
tabella B allegata al presente decreto.
4. Le procedure di vendita sono perfezionate entro otto mesi dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, previa
regolarizzazione da parte dell’acquirente dei pagamenti pregressi
attinenti all’occupazione dell’area.
5. Qualora il soggetto legittimato non provveda alla presentazione
della domanda di cui al comma 2 nei termini e con le modalita’ ivi
previsti, la porzione dell’opera insistente sulle aree di proprieta’
dello Stato e’ da questo acquisita a titolo gratuito.

Art. 4.

1. Le maggiori entrate derivanti dal presente decreto sono
integralmente destinate al conseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica indicati nelle risoluzioni parlamentari di approvazione del
Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
2003-2006 e relative note di aggiornamento.

Art. 5.

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 9 maggio 2003

CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze
Martino, Ministro della difesa
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Tabella A
(prevista dall’art. 1, comma 4)

—-> Vedere Tabella a pag. 6 della G.U. in formato zip/pdf

Tabella B
(prevista dall’art. 3, comma 3)

—-> Vedere Tabella a pag. 7 della G.U. in formato zip/pdf

Ai fini della determinazione del prezzo unitario a mq da
corrispondere a fronte della cessione del bene, e’ necessario
combinare la classe dimensionale del comune con la zona territoriale
omogenea in cui il bene e’ situato.
Le zone territoriali omogenee sono quelle riportate
dall’articolo 2 del decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968.

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