Geometra.info - Geometra.info | Geometra.info

CIRCOLARE INPS N. 117 del 21.06.2002 OGGETTO: Decreto interministerial...

CIRCOLARE INPS N. 117 del 21.06.2002 OGGETTO: Decreto interministeriale 2 ottobre 2001 - facoltà di riscatto di attività prestata con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa

CIRCOLARE INPS N. 117 del 21.06.2002

OGGETTO: Decreto
interministeriale 2 ottobre 2001 – facoltà di riscatto di attività
prestata con rapporto di collaborazione coordinata e
continuativa

Premessa
L’articolo 51, comma 2, della legge 23
dicembre 1999, n. 488 ha previsto, per gli iscritti alla Gestione
Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
n. 335, la facoltà di riscattare – fino ad un massimo di cinque
annualità e con onere contributivo a carico degli interessati – il
lavoro, risultante da atti aventi data certa, prestato attraverso
rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, in periodi
precedenti l’istituzione dell’obbligo contributivo alla predetta
Gestione.
Secondo la previsione del citato articolo 51, la
facoltà di riscatto doveva essere disciplinata con apposito decreto
interministeriale (Ministro del Lavoro e della previdenza sociale, di
concerto con i Ministri del Tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e delle Finanze).
Con l’emanazione del
decreto interministeriale 2 ottobre 2001, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 297 del 22 dicembre 2001, si è pertanto completato il
quadro normativo che consente di dare attuazione alla previsione
dell’articolo 51, comma 2, della legge n. 488/1999 sopra richiamato.

Si forniscono qui di seguito le istruzioni operative, facendo
comunque presente che verrà realizzata quanto prima un’apposita
procedura di calcolo degli oneri di riscatto da porre a carico dei
richiedenti, definito uno specifico codice di identificazione della
tipologia di pratiche in esame nonché l’apposito codice “tipo
contribuzione”, da utilizzare per l’accredito dei periodi riscattati.

Sull’argomento si fa pertanto riserva di successive istruzioni
operative.

Periodi riscattabili

Il decreto in esame definisce,
all’articolo 1, i requisiti necessari all’esercizio della facoltà ed i
criteri di attribuzione della copertura contributiva dei periodi
oggetto di riscatto, stabilendo che i soggetti che hanno svolto
attività autonoma, esclusivamente sotto forma di collaborazione
coordinata e continuativa, hanno facoltà di riscattare i relativi
periodi, fino ad un massimo di cinque annualità, a condizione che per
detti periodi non risulti alcuna forma di copertura contributiva.

La facoltà è concessa – a domanda, da presentare alla Sede
territorialmente competente in relazione alla residenza del
richiedente, utilizzando il fac-simile allegato – al diretto
interessato ovvero ai suoi superstiti e può essere esercitata in
qualsiasi momento, purché i periodi lavorativi siano provati
attraverso documenti aventi data certa, cioè dichiarazioni,
attestazioni e comunque tutti quei documenti redatti all’epoca dello
svolgimento della prestazione lavorativa, dai quali possano evincersi
l’effettiva esistenza del rapporto di collaborazione, la relativa
durata ed i compensi percepiti dal richiedente (contratto,
dichiarazione dei redditi, ricevuta degli emolumenti erogati ex art. 7
bis del D.P.R.29/9/1973, n. 600, quale risulta sub art.1, lett.b,, del
decreto legislativo 2/9/1997, n. 314).
Potranno essere
considerate idonee a documentare la domanda di riscatto anche
dichiarazioni rese ora per allora, solo nell’ipotesi in cui le stesse
siano rilasciate da pubbliche Amministrazioni e siano sottoscritte dai
loro funzionari responsabili, in quanto basate su atti d’ufficio.

A tale proposito va tenuto presente che, per i periodi in parola,
possono risultare già accreditati dei contributi in dipendenza di un
rapporto di lavoro contemporaneo; qualora il periodo da considerare
risulti già coperto di contributi la domanda di riscatto dovrà,
comunque, essere respinta.
Qualora invece il periodo al quale si
riferisce la richiesta risultasse effettivamente scoperto di
contribuzione, dovrà essere valutata l’idoneità della documentazione
prodotta a fornire la prova oggettiva degli elementi essenziali del
rapporto lavorativo.
Nei casi in cui, dalla documentazione
prodotta, risulti provata l’esistenza del rapporto di collaborazione
coordinata e continuativa ma non sia rilevabile la durata dei periodi
lavorati, sarà consentito il riscatto per l’intero anno interessato (o
del minor periodo richiesto) a condizione che:
– tale anno (o
minor periodo) risulti privo di copertura assicurativa a qualsiasi
titolo;
– i compensi percepiti dal richiedente risultino di
importo almeno pari all’ammontare del reddito minimo stabilito per il
medesimo anno (o minor periodo) nella gestione degli esercenti
attività commerciali (vedi tabella allegato n. 1).
In difetto
degli elementi comprovanti la durata del periodo di attività ed in
carenza dell’ammontare dei compensi percepiti, sarà concesso di
riscattare un periodo proporzionalmente ridotto, corrispondente al
rapporto fra il reddito del richiedente ed il predetto minimale di
reddito della gestione Commercianti

Modalità e criteri di
determinazione dell’onere di riscatto

L’articolo 2 del decreto in
esame stabilisce le modalità ed i criteri di determinazione dell’onere
di riscatto, prevedendo che tale onere venga quantificato prendendo a
base l’aliquota pensionistica di finanziamento della Gestione
separata, vigente alla data della domanda di riscatto.
Ai
predetti fini dovrà essere tenuta in considerazione la posizione
previdenziale dell’iscritto, applicando la corrispondente aliquota
contributiva (10 per cento o maggiore aliquota pensionistica) prevista
nei casi in cui l’interessato sia o meno assicurato o titolare di
pensione diretta presso altra forma di previdenza obbligatoria, sempre
con riferimento alla data della domanda.
L’onere di riscatto deve
essere calcolato con riferimento al compenso percepito nei periodi
oggetto del riscatto, rivalutato – a partire dall’anno successivo a
quello della sua percezione – applicando la variazione dell’indice
ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e di impiegati,
rispetto all’anno precedente.
Qualora la documentazione prodotta
non sia idonea a dimostrare l’ammontare dei compensi, l’onere di
riscatto dovrà essere determinato prendendo a riferimento il reddito
minimo stabilito per gli iscritti alla gestione Commercianti, relativo
all’anno in cui si colloca il periodo da riscattare, rivalutato
secondo le modalità sopra descritte.
L’importo complessivo dei
compensi da riscattare per ciascun anno non può comunque eccedere il
massimale di cui all’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995,
rapportato all’anno considerato sulla base dell’indice ISTAT sopra
richiamato (vedi tabella allegato n. 2).
Al periodo riscattato,
accreditato per anni solari sulla posizione assicurativa
dell’assicurato a partire dal mese di gennaio, dovrà essere attribuita
la stessa retribuzione presa a base di calcolo dell’onere, rapportata
alla durata dello stesso.

Pagamento degli oneri di
riscatto

Determinato l’onere da porre a carico del richiedente, dovrà
essere predisposto il provvedimento di accoglimento della domanda.

La norma in esame non fissa modalità e termini per il pagamento
dell’onere di riscatto, attribuendo – all’articolo 3 – alla competenza
del Comitato Amministratore della Gestione Separata la loro
definizione.
Atteso che il Regolamento della Gestione Separata
non prevede condizioni o modalità di pagamento di oneri nascenti da
riscatto, il suddetto Comitato, con deliberazione n.13 del 27 maggio
2002 ha disposto che la materia debba essere disciplinata sulla base
dei medesimi criteri già applicati nell’Assicurazione generale
obbligatoria.
Nei confronti degli iscritti alla Gestione Separata
dovranno essere pertanto osservate le stesse condizioni attualmente
vigenti nell’ambito dell’ordinamento generale, che fissano termini di
decadenza per il pagamento degli oneri e prevedono la possibilità di
un pagamento dilazionato.
Nel provvedimento di accoglimento dovrà
essere pertanto assegnato al richiedente un termine perentorio di 60
giorni per il versamento dell’importo stabilito – termine decorrente
dalla data di ricezione della lettera raccomandata con avviso di
ricevimento – con l’avvertenza che, la pratica sarà archiviata una
volta decorso inutilmente tale termine.
Al predetto provvedimento
dovrà essere allegato un bollettino di conto corrente postale, già
predisposto, contenente il numero di conto corrente della sede
emittente, la causale del versamento e l’importo da versare.

Trascorso il termine di 60 giorni senza che sia intervenuto il
versamento, la pratica verrà archiviata, salva la facoltà
dell’interessato di riproporre nuova domanda.
Peraltro, nei casi
in cui non si debba immediatamente utilizzare i contributi da riscatto
per liquidare una prestazione pensionistica, in alternativa al
versamento dell’onere in unica soluzione è consentita al richiedente
la possibilità di eseguire il pagamento in forma rateale.
Nei
casi in cui sia possibile avvalersi del pagamento rateale,
l’onere potrà essere corrisposto in un numero massimo di 60 rate
mensili di importo uguale e comunque non inferiore a 26 euro, con
maggiorazione di interessi al tasso legale vigente alla data della
domanda.
Prima che sia decorso il termine per il pagamento in
unica soluzione o della prima rata, l’interessato potrà comunque
chiedere un diverso piano di ammortamento dell’onere, per un numero di
rate inferiore a quello concesso in sede di definizione della
domanda.
Il pagamento rateale dell’onere non può proseguire oltre
il termine di decorrenza della pensione e deve essere perciò
completato, con il versamento in unica soluzione della quota del
contributo di riscatto ancora dovuta, nei casi in cui intervenga il
pensionamento nel corso della rateazione.
Il versamento in unica
soluzione del debito residuo deve avvenire entro il termine perentorio
d…

[Continua nel file zip allegato]

Geometra.info